Gabrielli: "Rimuovere la nave in 3 mesi? Fantasioso pensarlo"
"Le cose fantasiose dei 20 o 30 giorni o dei 3 mesi per rimuovere la 'Costa Concordia' che si sentono in giro sono assolutamente fuori luogo e infondate. Penso che dai 7 ai 10 mesi sia gia' un tempo ottimistico, se peraltro le cose vanno come devono andare...". Cosi' il prefetto Franco Gabrielli, commissario per l'emergenza all'Isola del Giglio, durante l'audizione in commissione Lavori Pubblici al Senato. Il capo della Protezione civile ha parlato di "caso unico, in letteratura non esiste, sia per le dimensioni della nave e sia per quelle che dovranno essere le modalita' di rimozione".
Gabrielli ha ricordato che la complessita' tecnica per la rimozione deve avere a riferimento tre parametri chiave: rimozione totale e non per sezionamento; rispetto ambientale; rispetto delle caratteristiche economiche dell'isola. Il prefetto ha anche ricordato che la compagnia Costa Crociere ha bandito una gara internazionale, invitando le 10 maggiori imprese competenti in materia, per l'assegnazione dell'incarico per la rimozione della nave, fissando al 31 marzo la data entro cui procedere all'incarico. Ma da qui a parlare di tempi molto ravvicinati ce ne corre per quest'opera che peraltro lo stesso presidente e amministratore delegato della compagnia, Foschi, aveva definito "ciclopica" proprio durante la sua audizione di una settimana fa davanti alla medesima commissione di Palazzo Madama. I 7 o i 10 mesi di cui ha parlato oggi e' anch'esso un periodo di tempo "da prendersi con le molle - ha aggiunto Gabrielli - perche' la complessita' della situazione e soprattutto quello che si andra' a scoprire, e cioe' le condizioni della fiancata appoggiata al fondale e le scelte tecniche che si dovranno fare, condizioneranno tutto questo".
E quanto al rischio di uno 'scivolamento' della nave, con tutto quello che ne potrebbe derivare in termini di impatto ambientale, "stiamo analizzando tre ipotesi di piano B, c'e' infatti la gravissima incognita dell'impatto ambientale". Proprio il monitoraggio della stabilita' della nave e' uno dei cinque punti fermi del piano messo a punto dal commissario per l'emergenza. Il monitoraggio serve a verificare se lo 'scivolamento' e' in atto, e nel caso ad impedirlo. Per quello che si puo'. Un rischio che Gabrielli indica come piu' elevato rispetto alla situazione 'ordinaria' di questi giorni quando partira' il de-bunkering e la pulizia della nave. Gli altri punti fermi sono rappresentati innanzi tutto dalla individuazione e dal recupero dei corpi dei dispersi, quindi dal recupero dell'ingente quantitativo di carburante a bordo della 'Costa Concordia' e dalla prevenzione ambientale, questa attraverso un piano coordinato per cercare di avere il massimo del rispetto ambientale e al tempo stesso realizzare il de-bunkering e la rimozione della nave.



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