G8/ Il governo parte civile contro la cricca: Indagati a Roma Balducci e Verdini
La Presidenza del consiglio ha chiesto di costituirsi parte civile per danno all’immagine al processo che si è aperto (ma è stato subito rinviato) stamani a Firenze per l’appalto della scuola Marescialli dei carabinieri, filone toscano dell’inchiesta sui Grandi eventi. Quella di oggi è stata una “falsa partenza”, nel senso che il collegio giudicante ha dichiarato l`incompetenza del presidente Elisabetta Improta perché in alcuni periodi ha sostituito il gip Lupo firmando delle autorizzazioni.
Gli imputati sono l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci, l’ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, e l’avvocato Guido Cerruti, indagati nel filone dell’inchiesta sull’appalto per la scuola marescialli dei carabinieri. Per loro il gip di Firenze ha disposto il giudizio immediato. L’imprenditore Francesco Maria De Vito Piscicelli ha invece scelto l’abbreviato: l’udienza davanti al gup è fissata per il 21 settembre.
Ieri l’ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana De Santis si è presentato al tribunale del riesame fiorentino, dove si discuteva la richiesta di scarcerazione per lui e per Balducci. De Santis è apparso dimagrito una ventina di chili: indossava camicia a righe celesti e pantaloni scuri. Era in manette. Come gli altri detenuti, è sceso dal furgone della polizia penitenziaria, ha percorso qualche metro sul marciapiede, è entrato nell’atrio e poi in tribunale, passando davanti a telecamere e fotografi. Circostanza che ha suscitato polemiche e l’intervento del Garante della privacy. I difensori hanno descritto De Santis «frastornato» e «amareggiato dall’essere stato esibito in manette alle telecamere. Non è proprio gradevole - ha spiegato l’avvocato Alfredo Gaito - ma se è il prezzo da pagare...». Anche per questo l’altro indagato Balducci oggi non si presenterà. Mostrare alle tv l’imputato in manette è «poco civile», ha detto il suo difensore Franco Coppi. Quel “prezzo” a cui faceva riferimento Gaito, De Santis ieri lo ha pagato per dire ai giudici di «aver chiesto un’aspettativa al ministero - ha spiegato il legale - che lo ha già dichiarato d’ufficio cessato dalle funzioni» e questo di fatto «impedisce la reiterazione del reato». La decisione sulle scarcerazioni dovrebbe arrivare nei prossimi giorni.
IN NODI- Dopo l'astensione dei giudici di stamani e il rinvio del processo al 17 giugno, quando in aula si presenterà un nuovo collegio giudicante, restano almeno due nodi ancora da sciogliere riguardo tempi e luogo del processo.
Nell'udienza del 17 giugno, con ogni probabilità, i giudici saranno chiamati a esprimersi sulla competenza territoriale, alla luce della decisione della Cassazione sul trasferimento degli atti dai pm fiorentini a quelli romani. Anche questo dibattito potrebbe però essere rinviato: uno dei legali di Angelo Balducci, l'avvocato Gabriele Zanobini, stamani in aula ha fatto sapere che per la prossima udienza non potranno essere presenti i suoi colleghi del collegio difensivo, Roberto Borgogno e Franco Coppi, impegnati in processi in altre città. I giudici fiorentini potrebbero così decidere di rinviare di nuovo l'udienza: stamani il presidente del collegio ha detto che la prima data utile sarebbe pero' a luglio.
Intanto sia le difese, sia la procura, sia i giudici, sono in attesa delle motivazioni della Cassazione, utili per ogni decisione che riguardi la competenza territoriale. Il rinvio del processo, sotto questo aspetto potrebbe essere utile, ma c'e' da considerare il fatto che due imputati - Balducci e De Santis - sono ancora in carcere. L'altro, l'avvocato Guido Cerruti, ha invece l'obbligo di dimora. 'C'e' un ingarbugliamento da sciogliere' ha commentato oggi uno dei magistrati.



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