G8/ Nelle telefonate escort, sesso e soldi. Le carte
1) SESSO, ESCORT, SOLDI. LEGGI I VERBALI - LE CARTE 2) PER BERTOLASO PRONTA UNA COSA MEGAGALATTICA. I verbali ---------
Una "cricca dei banditi". Il gip di Firenze racconta cosìla corruzione che ha governato gli appalti della Maddalena e la ricostruzione a L'Aquila. Le escort di Bertolaso e gli imprenditori che la notte del 6 aprile ridono pensando agli appalti. Il sistema, scrive il gip Rosario Lupo, aveva un nome: "Gelatinoso".
Ma "sistema gelatinoso" non è l'unica definizione del Dipartimento per lo Sviluppo e la competitività del turismo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Infatti la struttura cosiddetta della Ferratella (luogo dove ha sede il Dipartimento e di cui fanno parte Balducci, De Santis e Della Giovanpaola) viene definito dalle molto istruttive conversazioni telefoniche intercettate: "Cricca di banditi", "Banda di banditi", "Task force unita e compatta", "squadra collaudatissima", "combriccola", e i suoi componenti "bulldozer", "veri banditi", "gente che ruba tutto il rubabile", "persone da carcerare"".
I NUOVI VERBALI (12 FEBBRAIO)
Gestivano i Grandi eventi, e in cambio offrivano favori a chi glielo permetteva. Nella carte ci sono diversi festini a luci rosse, viaggi in aerei privati, case messe a disposizione e assunzioni fittizie per assecondare le richieste dei potenti. Nel settembre 2008 "per il trasferimento di Angelo Balducci da Roma a Palermo con sosta a Capri" fu affittato "un idrovolante per due persone al costo di 3.800 euro più Iva". Qualche settimana dopo per Guido Bertolaso fu organizzata una la ormai famosa cosa megagalattica, un festino con frutta, champagne e due o tre ragazze. Il capo della protezione civile fu costretto a rinunciare perché aveva un altro impegno, ma al telefono sottolineò: "Conto che l'offerta possa essere ripetuta ovviamente in un'altra occasione". Diego Anemone, 39 anni, era l'organizzatore, quello che pensava a tutto per soddisfare Bertolaso. Pagava persino le stoffe che la moglie di Balducci aveva scelto per arredare il nuovo appartamento del figlio. E non badava a spese. Sapeva di poter ottenere altri vantaggi e infatti agli amici imprenditori assicurava di tenerli presenti per i lavori del post terremoto in Abruzzo.
Prostitute a Venezia - È il 17 ottobre 2008. I fondi del G8 sono stati sbloccati. Mauro Della Giovampaola, il funzionario delegato alla Maddalena finito adesso in carcere, contatta Daniele Anemone, il fratello di Diego.
Della Giovampaola: Guarda ti dico, una cosa così non l'ho mai vista... All'1,15 sono arrivati i soldi sul conto, all'1,18 il Soggetto Attuatore li aveva già mandati in Banca d'Italia, all'1,19 sono partiti i pagamenti.
Anemone: grande! grande!
Della Giovampaola: allora a questo punto... in virtù di questa cosa ... non è che uno... siccome la vita è un po' così. Che si deve fare? Ti faccio presente che noi domani sera con una terza persona (oltre a lui, De Santis e Balducci) dormiamo a Venezia.
Anemone: umhh ci organizziamo... eh ma mi devi dire l'albergo però.
Della Giovampaola: sì... allora è il Gritti Palace... però siccome è roba che è a sei, quasi sette stelle... deve essere tutto equivalente.
Anemone: eh, ho capito
Della Giovampaola: perché non è che arrivano due stelline del cazzo... che poi è una cosa che non va bene no? Anemone: (ride) va bene adesso mi organizzo.
Pochi minuti dopo, come risulta dalle intercettazioni, Daniele Anemone chiama Simone Rossetti e gli chiede: «Ma tu a Venezia come stai messo? perché a me per domani sera...». Subito dopo contatta il fratello Diego e «gli fa capire che Simone ha bisogno di non meno di 4.000 euro...». Annota il giudice: «In effetti De Santis e Della Giovampaola usufruiranno delle prestazioni sessuali a pagamento di una ragazza procurata da Rossetti peraltro poi lamentandosi della «qualità» della ragazza». Non è l'unica volta. «Il 13 novembre 2008 viene messa a disposizione da Rossetti una prostituta in favore di De Santis. L'incontro mercenario a sfondo sessuale viene procurato su richiesta di Della Giovampaola il quale in un primo momento avrebbe dovuto usufruirne insieme a lui, su sollecitazione di Diego Anemone».
Il direttore generale della Rai Mauro Masi (Ipp)
Il favore a Mauro Masi - Il pomeriggio dell'8 giugno 2009 «il professor Mauro Masi (direttore generale della Rai, ndr) facendo evidentemente riferimento a pregresse intese con Angelo Balducci lo sollecita a telefonare a Anthony Smit (fratello della sua fidanzata)»: «Se puoi fare quella telefonata entro oggi... a me servirebbe insomma». Dal tenore delle conversazioni successive si capisce che la richiesta riguarda «una sistemazione lavorativa». E infatti Balducci lo contatta e gli fissa un appuntamento per il fine settimana successivo a Roma. Neanche un mese dopo la pratica appare sistemata: Anemone lo assumerà presso il Salaria Sport Village, come gli dice chiaramente.
Anemone: Antony se mi mandi un messaggino di un tuo riferimento di un conto corrente perché io ho fatto l'assunzione già retrodatata.
Smit: Ah splendido, va bene
Anemone: così ti mando poi a settembre, dimmi te quando vogliamo iniziare, come avevamo detto... non me lo ricordo neanche più.
Smit: il 15 luglio io finivo le ferie insomma... queste ferie di cui ho avuto bisogno per sistemare un po' la situazione... tu scusami se mi permetto, quando avresti bisogno di cominciare a inquadrarmi... Anemone: io l'ho fatta dal primo luglio quindi significa che tu la mensilità di luglio la prendi tutta e siccome agosto è ferie ti prendi anche quella di agosto... se tu vedi che hai finito ci vediamo la prima settimana di agosto facciamo un punto e poi ci rivediamo a settembre, se invece dici «voglio chiudere così» iniziamo dal primo settembre però dal primo luglio stai assunto.
Smit: Ah splendido... quindi vengo su agosto un attimino.
Scrive il giudice: «Il 13 agosto Smit chiede ad Anemone notizie sull'assunzione e soprattutto in merito allo stipendio che non gli è stato ancora accreditato. Anemone gli dice che potrà venire a Roma a ritirare i due stipendi». Quando si trasferisce a Roma gli sarà dato in uso anche un appartamento che costa al gruppo Anemone 950 euro al mese.
L'allerta di Toro - A fine settembre scorso la banda evidentemente fiuta guai. A Roma sono stati sequestrate le piscine dei Mondiali di nuoto, si rincorrono voci su altre indagini. Scrive il giudice: «Il 26 Balducci rassicura Anemone che il problema del sequestro del cantiere del Salaria Sport Village e degli altri impianti è da considerarsi risolto». Comincia una frenetica attività di contatti da parte di entrambi che ha come terminale Camillo Toro, il figlio del procuratore aggiunto di Roma Achille, che ha ottenuto un incarico al ministero delle Infrastrutture. Il tramite è l'avvocato Edgardo Azzopardi, amico della famiglia, che a sua volta passa le informazioni a Manuel Messina per farle arrivare ad Anemone. Usano tutti massima cautela: Balducci rinuncia addirittura all'autista per gli incontri riservati, gli altri in alcune conversazioni si servono del sistema Skype. Il 30 gennaio scorso Azzopardi incontra Camillo Toro. Poi chiama Messina. E, sottolinea il giudice, «gli fa capire che ci sono grossi problemi giudiziari in arrivo».
Azzopardi: eh... piove.
Messina: Non mi dire... pesantemente? Piove parecchio?
Azzopardi: eh... speriamo che non ti piova dentro casa perché... piove tanto.
I VERBALI (11 FEBBRAIO)
SESSO E SOLDI - "Soldi contanti e prestazioni sessuali". Era questo, secondo i verbali dei magistrati di Firenze quello che Guido Bertolaso, capo della Protezione Civile, avrebbe ottenuto per l'assegnazione degli appalti al gruppo imprenditoriale di Diego Anemone, 39 anni. Colui che in un paio d'anni era riuscito ad aggiudicarsi il quarto, il quinto e il sesto lotto del G8 a La maddalena, i lavori al Foro Italico in vista dei Mondiali di nuoto, l'aeroporto di Perugia per le celebrazioni dell'anniversario dell'Unità d'Italia.
Ma anche Angelo Balducci, delegato alla gestione dei Grandi Eventi, avrebbe avuto la sua parte. L'assunzione del figlio e della nuora in primis. Poi telefonini, autovetture di lusso, ristrutturazioni degli appartamenti e addirittura i domestici per la casa di campagna che lo stesso Anemone gli aveva messo a disposizione.
LE CARTE - Secondo "le operazioni di monitoraggio telefonico è emerso che Guido Bertolaso risulta essersi incontrato assai frequentemente con Diego Anemone e almeno uno di questi incontri è stato preceduto da frenetici dialoghi telefonici dell’Anemone tesi, con ogni evidenza, al rapido procacciamento di una consistente somma di denaro. Inoltre Anemone in varie occasioni si è premurato di informare preventivamente di questi incontri Angelo Balducci e Mauro Della Giovampaola contattandoli al termine degli incontri medesimi per riferirne cripticamente l’esito a conferma della loro attinenza con le cointeressenze di natura illecita che il gruppo Anemone coltiva con i pubblici ufficiali".
GLI APPALTI- Nell'elenco che ne fa il gip, sono almeno cinque gli appalti pilotati da Balducci e la sua "combriccola" della Protezione civile: "Lo stadio centrale del tennis del Foro Italico (Mondiali di nuoto Roma 2009); il Nuovo museo dello sport italiano di Tor Vergata (Mondiali di nuoto); il completamento dell'Aeroporto internazionale dell'Umbria Sant'Egidio di Perugia (Celebrazioni 150 anni Unità d'Italia); la realizzazione Palazzo della conferenza e area delegati (G8 Maddalena); la residenza dell'Arsenale (G8 Maddalena)". Il prezzo della corruzione sono ristrutturazioni di immobili, auto di lusso a sbafo, assunzioni di domestici e figli, favori sessuali con pagamento di escort a domicilio.
BERTOLASO- L'iscrizione di Guido Bertolaso al registro degli indagati per concorso in corruzione ha - a giudizio del gip - un fondamento probatorio evidente. "Sono emerse dalle intercettazioni telefoniche conversazioni nelle quali il Bertolaso viene menzionato o è uno degli interlocutori (...) È emerso che lo stesso Bertolaso intrattiene rapporti diretti con l'imprenditore Diego Anemone con il quale si incontra spesso di persona e in previsione dei quali Anemone di attiva di persona alla ricerca di denaro contante, tanto che gli investigatori ritengono abbia una certa fondatezza supporre che detti incontri siano stati finalizzati alla consegna di somme di denaro a Bertolaso".
Il 23 settembre 2008 Anemone cerca i 50mila euro in contanti in vista dell'incontro con il capo della Protezione civile, previsto per quella stessa sera. È l'unica traccia dell'ordinanza su un possibile passaggio di denaro. Ma non è chiaro, se i due si vedano e se ci sia o meno consegna di contanti.
È certo però che Guido Bertolaso goda dei favori sessuali messi a disposizione da Anemone. Il 21 novembre 2008 il capo della Protezione Civile è al telefono con Simone Rossetti: ""Sono Guido, buongiorno... Sono atterrato in quest'istante dagli Stati Uniti, se oggi pomeriggio, se Francesca potesse... io verrei volentieri... una ripassata". "Perfetto". "Perché so che è sempre molto occupata... siccome oggi pomeriggio sono abbastanza libero, ti richiamo fra un quarto d'ora". L'appuntamento viene fissato per le 16.
Una seconda prestazione sessuale è del 14 dicembre 2008 e ha luogo nel centro sportivo che è riconducibile Anemone ed è stato aggiudicatario della fetta più importante degli appalti per i Mondiali di nuoto 2009. "Tale prestazione - scrive il gip - è comprovata da intercettazioni con dialoghi del tutto espliciti e fortemente eloquenti e ha avuto luogo con una ragazza brasiliana presso il centro Salaria Sport Village".
Il 17 febbraio 2009, Bertolaso è ancora allo Sport Village, per "fare terapia con Francesca", "per riprendermi un pochettino", "per uno dei soliti massaggi". Anemone lo aspetta fuori dalla cabina e al telefono si lamenta perché il capo della Protezione civile tarda a congedarsi dalla massaggiatrice: "Mannaggia sto a morì de freddo".
E ancora l'11 marzo 2009, Bertolaso chiama Rossetti e lo avverte che "stanno venendo i miei due ragazzi che avevano una cosa per Francesca che gli dovevo mandare da tanto tempo".
I BANDI DI GARA- È il 14 gennaio 2009. Bertolaso si lamenta perché una funzionaria sta chiedendo chiarimenti sui bandi di gara.
Bertolaso: Dovresti parlare con la Forleo...
Balducci: Sì sta qui da me.
Bertolaso: Non spetta a lei decidere se dobbiamo fare una sola gara per i due alberghi e per l’arsenale... io ho bisogno di questo benedetto bando nelle prossime ore... È ovvio che io voglio sfruttare questi giorni di campagna elettorale dove Soru pensa ad altre cose per chiudere un qualche cosa altrimenti se ci mettiamo a fare la concertazione fra due anni stiamo ancora a discutere.
Tre mesi prima era stato Fabio De Santis, anche lui delegato dalla presidenza del Consiglio alla gestione dei "Grandi Eventi", a informare Anemone di aver ottenuto i fondi per pagare i lavori del G8.
De Santis: Dammi un bacio in fronte.
Anemone: Dove vuoi sul culo pure se mi dai una buona notizia
De Santis: Preparati... C’ho i soldi in cassa.
Secondo l’accusa anche De Santis avrebbe ottenuto una contropartita: "Un telefono cellulare, una fornitura di mobili, prestazioni sessuali a pagamento a Venezia". E al fratello Marco, imprenditore che voleva coinvolgere nei subappalti per il G8 de La Maddalena, assicurava: "C’abbiamo la patente per uccidere... cioè possiamo piglià tutto quello che ci pare". Ma poi è lo stesso fratello a scagliarsi contro di lui per la gestione dei lavori e per i criteri di assegnazione: "Voi siete una banda di banditi e vi credete che gli altri sono tutti scemi... c’ho davanti gente che ruba tutto il rubabile... ma fatela finita che prima o poi uno scemo che vi crea qualche problema lo trovate. Ma tanto io Diego ... fosse l’ultima cosa che faccio, lo mando carcerato. Te lo dico chiaro e tondo... Io a Diego e tutta la combriccola la mando carcerata".



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