Frosinone/ Esplode fabbrica di fuochi d'artificio: sei morti

Lunedì, 12 settembre 2011 - 20:00:00

Una serie cotinnua di esplosioni. Le fiamme e il fumo salgono fin quasi agli elicotteri dei vigili del fuoco che tentano di averne ragione scaricando fiumi d'acqua che si trasforma, imemdiatamente, in fango nero come la pirite. Uno scenario da ultimo giorno in cui perdono la vita sei persone. E' accaduto ad Arpino, in provincia di Frosinone, all'interno di una fabbrica di fuochi pirotecnici. Claudio, Giuseppe e Giovanni Cancelli, rispettivamente padre e due figli titolari della ditta sono morti insieme a Giulio Campoli, titolare di un'altra azienda pirotecnica nel vicino comune di Veroli ed Enrico Battista, operaio come la sesta vittima, Francesco Lorini. La ditta Cancelli stava lavorando alla preparazione dei fuochi che avrebbero dovuto allietare le feste patronali dei dintorni: la celebrazione dell'estate che finisce. La ditta non e' nuova a incidenti di questo tipo. Un altro, drammaticamente simile, era avvenuto nel 1994 in localita' Ridotti, nel comune di Balsorano, in provincia de L'Aquila. Cinque morti in quel caso e un operaio sopravvissuto ma rimasto sfigurato. "La drammatica e sconcertante frequenza con cui si ripetono simili episodi desta sdegno in tutti noi", ha detto il Presidente del Senato Renato Schifani. Profondo cordoglio e' stato espresso dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini: "Attendiamo che sia fatta luce sulla dinamica e le cause di quanto accaduto", ha aggiunto. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, ha annunciato di avere attivato "i servizi ispettivi del Ministero affinche' collaborino con i Vigili del Fuoco, con il Servizio sanitario regionale e con gli inquirenti per fare chiarezza".

 

 

FUOCHI D'ARTIFICIO: CENTINAIA DI MORTI OGNI ANNO- Sono tra i posti di lavoro piu' pericolosi in assoluto. Le fabbriche di fuochi d'artificio, spesso a conduzione familiare e non sempre in regola con tutte le misure di sicurezza, sono teatro di centinaia di incidenti, anche mortali, come quello che ha causato oggi nel frusinate la morte di almeno sette operai. I dati Inail sugli infortuni sul lavoro fotografano una realta' allarmante: in 4 anni si contano 350 incidenti nel settore pirotecnico, con 24 morti, una media di sei morti l'anno. Ad essere colpito e' soprattutto il Mezzogiorno, dove si e' verificato il 60% degl infortuni e l'80% delle morti. Si tratta, denuncia l'Inail, di un settore caratterizzato da una struttura molto precaria e frammentata, con una media di meno di 2 addetti per azienda, e da un tipo di lavorazione a carattere prevalentemente artigianale e manuale.

Il che rende estremamente pericoloso per gli operai manipolare quelle che spesso sono vere e proprie bombe pronte a esplodere. Quest'anno si contano gia' diversi incidenti: a gennaio un'esplosione in una fabbrica nel catanese ha causato due morti, il mese dopo un morto a Ceppaloni, figlio di un vecchio artigiano dei fuochi a sua volta morto in un incidente. Prima di quello di oggi, l'incidente piu' grave negli ultimi anni e' quello del luglio 2004, con le cinque vittime dell'esplosione di una fabrica di fuochi d'artificio a Giugliano (Napoli). Ma gli incidenti piu' drammatici si registrano nel lontano Oriente, la patria dei fuochi: nel 2008 un'enorme esplosione in una fabbrica in India causa 27 morti e un centinaio di feriti, e un'incidente analogo lo scorso anno in Cina ha causato 19 morti e 50 feriti.

FUOCHI D'ARTIFICIO, UN'INDUSTRIA CON UN GIRO D'AFFARI DA 100 MLN L'ANNO - Un giro d'affari da circa 100 milioni di euro (senza contare l'enorme mercato illegale), quasi 1.700 addetti per 900 aziende sparse su tutto il territorio, ma in maggioranza al Sud. E' il quadro del settore pirotecnico in Italia. Delle 900 aziende (dati Inail) circa 550 sono al Sud. Il giro d'affari comprende anche le fabbriche di materiali plastici o cartacei specifici per i fuochi d'artificio. Una cifra che va almeno raddoppiata se si comprende il mercato illegale dei 'botti', capace di macinare decine di milioni di euro di incassi solo nei giorni precedenti il Capodanno. Si calcola che per la fine dell'anno vengano spesi oltre 60 milioni di euro in fuochi d'artificio da parte di 6 milioni di italiani appassionati, che sia la semplice miccetta o le elaborate costruzioni pirotecniche che possono costare anche migliaia di euro. In questo l'Italia vanta un'antichissima tradizione, e i 'fochisti' italiani sono considerati tra i migliori del mondo, anche se il mercato tedesco e' superiore: da sola l'azienda Weco, leader in Europa, ha fatturato nel 2010 oltre 100 milioni di euro.

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