Frisullo, escort e cappotti di cachemire

Venerdì, 19 marzo 2010 - 19:00:00

Sandro Frisullo1
Sandro Frisullo
Prima notte in carcere per l’ex vicepresidente della giunta regionale pugliese Sandro Frisullo (Pd). Alla base delle indagini anche anche lle dichiarazioni accusatorie rilasciate dall’imprenditore barese Gianpaolo Tarantini

L'ACCUSA - I reati contestati nell’ordinanza emessa dal gip sono associazione per delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la Pubblica amministrazione e contro la fede pubblica e turbativa d’asta. Il primo reato fa riferimento all’attività svolta dalla Asl di Lecce, in particolare nella gestione delle gare e delle trattative per l’acquisto di attrezzature sanitarie e strumentari chirurgici e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito delle relative strutture sanitarie. L’ex vicepresidente avrebbe ottenuto soldi e prestazioni sessuali con escort dall’imprenditore barese Tarantini in cambio di un suo impegno per sbloccare i mandati di pagamento per le forniture di protesi e di materiale sanitario che le società della famiglia Tarantini avevano fatto alle Asl. Emerge dagli interrogatori, in parte secretati, a cui è stato sottoposto da novembre l’imprenditore da parte dei tre magistrati del pool sanità.

SHOPPING E PULIZIE GRATIS - Una gestione che gli investigatori ritengono sia stata attuata avvantaggiando le società dei fratelli Tarantini. Per quanto riguarda la turbativa d’asta, il gip ha riconosciuto che Frisullo si adoperava per accreditare i fratelli Tarantini per far ottenere alle aziende a loro riconducibili commesse in cambio del pagamento di somme di danaro in contanti, favori di natura sessuale e altri vantaggi patrimoniali, come l’uso di autovettura e autista, acquisiti presso esercizi commerciali, fino a servizi di pulizia nella propria abitazione.

IL SISTEMA E LO STIPENDIO DI 12MILA EURO - Il "sistema Tarantini", quello ideato dall’imprenditore barese, - secondo l’accusa - tra il 2008 e il 2009, con la complicità di funzionari delle Asl, ha consentito a "Gianpi" di pilotare e vincere appalti per la fornitura di protesi e di materiale sanitario, fatti questi che nei mesi scorsi hanno portato all’arresto di funzionari dell’azienda sanitaria accusati di essere stati corrotti da "Gianpi". Frisullo - a quanto trapela - sarebbe l’unico politico della giunta di centrosinistra guidata da Vendola tirato in ballo.

L'ex vicepresidente della Regione Puglia, Sandro Frisullo (Pd), ha inoltre ricevuto - secondo l'accusa - dall'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini uno 'stipendiò mensile di 12.000 euro per 11 mesi nel 2008, oltre a 150.000 euro in danaro, costosi capi di abbigliamento, buoni benzina, regali di vario genere e prestazioni di natura sessuale da parte delle prostitute della scuderia di 'Gianpì: Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio e Sonia Carpentone. Sono queste alcune delle 'mazzettè e dei vantaggi che Frisullo - secondo l'accusa e secondo le dichiarazioni di Tarantini- ha ricevuto per aver fatto vincere a Tarantini e all'imprenditore barese Domenico Marzocca (indagato a piede libero) appalti per un milione di euro per la fornitura di materiale sanitario da parte delle società di Tarantini; e per quattro milioni di euro per la 'gestione dinamica dei documenti cartacei e cartelle clinichè banditi dalla Asl di Lecce e aggiudicati a Tarantini e alla società 'Prodeo spà di Marzocca. Frisullo avrebbe inoltre ottenuto la disponibilità, da parte di Tarantini, di un'autovettura con autista e del servizio di pulizia settimanale della sua casa barese in via Giulio Petroni.

IL CAPPOTTO DI CACHEMIRE E LE DONNE - Frisullo, a quanto pare, dei soldi di Tarantini ha bisogno con cadenze fisse e soprattutto precise. "Nel periodo settembre 2008, marzo 2009, continuai a pagare. In qualche occasione, lui si lamentò con me perché, per un paio di volte, non ero stato puntuale, dicendomi che quei soldi gli servivano per aiutare i fratelli. Lui mi diceva che era l'unico che manteneva tutta la famiglia". E' un fatto che tra Tarantini e Frisullo non gira solo contante. "Oltre ai soldi ho regalato a Frisullo due cappotti "Burberry", un cappello sempre di "Burberry", tutti acquistati al negozio "Gemelli". Ricordo che comprai il secondo cappotto, perché mi disse che il primo gli era stato rubato. In un'altra occasione acquistai due abiti, un paio di scarpe Church di camoscio marrone, diverse camicie, due cravatte, un cappotto di cachemire grigio (...) Inoltre gli ho fatto altri regali: cestini a Natale, buoni benzina, cene, pranzi", affitto e pulizie della garconierre di via Giulio Petroni. Dove Frisullo sperimenta quella che  -  a verbale  -  definirà "la ricerca di uno "spazio leggero", disinteressato, gratuito". Parliamo delle ragazze. "Le prostitute  -  scrive il gip  -  Maria Teresa De Nicolò, Vanessa Di Meglio, Sonia Carpentone". Tutte della scuderia di "Gianpi". Tutte già ospiti del Presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli. La prima  -  è noto  -   incontra Frisullo due volte a Bari, in via Petroni. La Carpentone, a Milano, nella notte tra il 2 e il 3 settembre 2008 (e a tradirla è un'intercettazione in cui confessa a "Gianpi" di essere "nuda insieme all'amico").

ALTRI TRE ARRESTI - Il provvedimento restrittivo notificato all’ex vicepresidente è anche a carico di altre tre persone - medici e funzionari della Asl salentina - che avrebbero concorso con l’ex amministratore regionale nella commissione, a vario titolo, dei reati contestati a Frisullo. Arrestati il direttore amministrativo dell’Asl di Lecce, Vincenzo Valente, il primario di neurochirurgia dell’ospedale leccese Vito Fazzi, Antonio Montinaro, e il funzionario dell’Area Gestione Patrimonio della stessa Asl Roberto Andrioli. Secondo quanto si è appreso, al momento dell’arresto Valente è stato colto da un malore ed è stato condotto al pronto soccorso. Nei loro confronti, come nei confronti dell’ex vicepresidente della Regione, la procura ritiene di aver raccolto gravi indizi che si basano non solo sulle dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini, ma anche su intercettazioni telefoniche, sull’esame di un’ampia documentazione acquisita presso Asl e ospedali e sull’audizione di numerose persone informate dei fatti. Per Frisullo e per Valente il Gip ha disposto la misura cautelare in carcere; per gli altri due ha concesso i domiciliari

VIA DALLA GIUNTA - Il nome dell’ex vice-governatore era già uscito nel luglio 2009 e gli costò il posto nel governo regionale di Nichi Vendola. Dai verbali emerge che «Gianpi» - da quattro mesi gli arresti domiciliari a Roma per la vicenda dei coca-party organizzati nell’estate del 2008 in Sardegna, - sta collaborando attivamente con gli inquirenti. Ai magistrati ha svelato il modo in cui riusciva a pilotare gli appalti corrompendo i funzionari della Asl che si adoperavano per truccare le gare (due sono stati recentemente arrestati), ma anche gli strumenti con cui si è ingraziato, tra il 2007 e l’inizio del 2009, il vice-governatore della Puglia. In cambio dei «doni» ottenuti, Frisullo si sarebbe attivato per sollecitare e sbloccare i mandati di pagamento per le forniture di protesi e di materiale sanitario che le società «Tecno Hospital» e «System Medical», della famiglia Tarantini, avevano fatto alla Asl Bari guidata da Lea Cosentino, soprannominata «lady Asl», che da un mese è agli arresti domiciliari per falso e peculato.

 

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