Le foto choc del corpo di Sarah su Facebook
![]() È il 26 maggio 2009 e in casa di Michele Messeri ad Avetrana è giorno di festa. La figlia Valentina si sposa, e papà Michele e mamma Cosima si preparano per il grande evento: lei aiuta lui ad indossare la giacca elegante. Mostrano grande affiatamento, tradiscono l’emozione di quel giorno speciale. E accanto a loro c’è Sarah, elega ntissima nel suo vestitino rosa, una perfetta damigella CLICCA E GUARDA IL VIDEO DI SARAH E LO ZIO AL MATRIMONIO |
I DUBBI DEL PM - Il caso dunque non è chiuso. Michele Misseri può avere ucciso la nipote Sara in così poco tempo? Se lo stanno chiedendo i magistrati che anche ieri hanno sentito in procura un testimone importante che avrebbe potuto chiarire tale aspetto. E c'è anche un altro dettaglio importante, secondo gli inquirenti. Scrive ancora il gip Martino Rosati: "Dopo aver rivestito il cadavere e sentendo la necessità di disfarsene, Misseri si è rammentato di un vecchio pozzo situato in un terreno distante qualche centinaia di metri dove aveva lavorato in passato. Ha rimesso il corpo della ragazzina in auto, si è diretto in quel terreno, lo ha nuovamente denudato e lo ha calato nel pozzo, coprendone poi l’imboccatura con un grosso pezzo di tufo e delle zolle di terra, nononché appoggiandovi, quale segnale, un ceppo di vite. Quindi si è allontanato di lì". Quindi, Misseri non avrebbe trasportato il corpo di Sarah in località "Mosca" perché sapeva che lì c’era un pozzo nel quale farlo sparire, ma per soddisfare quella misteriosa ma impellente esigenza di compiere lo stupro proprio in quel luogo della sua infanzia.
![]() Il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi |
RITROVATO IL BRACCIALETTO - Nella ricognizione della cisterna nella quale era stato gettato il cadavere di Sara i carabinieri hanno recuperato un braccialetto d’oro che Sarah indossava il giorno della scomparsa. La cisterna è stata poi sigillata.
POLEMICHE SULLA MINORENNE IN TV - "Al dibattito non avrebbe dovuto partecipare, per nessuna ragione al mondo, una minorenne, né tantomeno un talk show domenicale in piena fascia protetta può trattare un tema cosi’ doloroso e scabroso”: è quanto dichiara il sociologo Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia, in relazione allo spazio che Domenica 5 ha deciso di dedicare alla morte di Sarah Scazzi. Per Marziale: "La presenza in studio dei genitori della minorenne non basta a giustificare una lesione gravissima alla legge che regolamenta il rapporto tra Tv e Minori e che, all’art. 1.1, impone il divieto alle emittenti di affrontare con i minorenni argomenti scabrosi”.
IL GIALLO DEL GARAGE - "E' un po’ assurdo che Sarah sia scesa in garage per andare a salutare mio padre, lo avrebbe fatto se fosse stato davanti al portone ma non sarebbe scesa per andarlo a trovare. Mio padre ci ha preso in giro per 42 giorni". Così ha detto la cugina di Sarah Scazzi, Sabrina, a «Domenica Cinque». Perché il giallo della quindicenne di Avetrana mostra ancoira zone d'ombra. Il racconto dell'amica che quel giorno doveva andare al mare con Sarah e Sabrina, per esempio, non combacia in molti dettagli con quanto detto da Sabrina.

Lo zio di Sarah e il ritrovamento del corpo
LE IMMAGINI
Già a partire da oggi gli inquirenti quasi certamente interrogheranno parenti e amici della vittima con l'intento di colmare quei 'buchi neri' che ancora restano nella ricostruzione del delitto, a partire dalla cugina Sabrina e dal fratello Claudio.
"Non ho mai pensato di avere l’assassino in casa. Lui ha pianto dopo il ritrovamento del telefonino, mi ha detto che si sentiva che Sarah non era più viva", ha aggiunto Sabrina. Quel giorno "ho chiesto più volte a mio padre se aveva visto Sarah, anche dopo essere andata a cercarla da mia zia, e lui tranquillamente mi ha detto di no. Si stava preoccupando anche lui, si chiedeva che potesse essere successo".
La sorella Valentina ha proseguito: "Mi sembra strano che lui abbia ammesso di averci provato un’altra volta con Sarah, perchè lei non ci ha mai detto nulla e non l’ha neanche scritto sui diari. Non so se credere a papà, Sarah veniva volentieri a casa, anche senza avvisare. Può darsi che Sarah non abbia capito il gesto, lo abbia interpretato come un gesto affettuoso, d’altra parte lei non è mai rimasta sola in casa con mio padre».
FOTO CHOC SU FACEBOOK - Intanto, quello di Sarah e dei mass media sembra un legame inscindibile. Dopo le polemiche per Chi l'ha visto? su Facebook sarebbe apparsa per pochi minuti la foto del cadavere di una ragazzina bionda, forse proprio Sarah, sul tavolo di un obitorio. Lo riferisce la "Gazzetta del Mezzogiorno". Il profilo è stato prontamente rimosso dai carabinieri. Sull'episodio indaga la polizia postale.
MISSERI LAVORO' AL CIMITERO - E si scopre che in Germania, dove ha vissuto per una decina d’anni, Michele Misseri ha lavorato anche in un cimitero, come operaio e giardiniere. Lo svelano fonti investigative. Non si sa se l’agricoltore abbia aiutato anche i necrofori: in questo caso avrebbe avuto una certa dimestichezza con i cadaveri. A quato pare Misseri conosceva alla perfezione la cisterna in cui è stato trovato il cadavere di Sara: il proprietario del terreno lo aveva incaricato di chiudere la cisterna un paio di anni fa “perché non serviva”.ù
IL SECONDO L'INTERROGARIO DELLO ZIO
Ecco il testo:
PM: Ma lei quando ha visto Sarah? Mentre stava scendendo o quando ha detto zio?
MISSERI: No, quando ha detto zio
PM: Ah, ho capito. Quando ha detto zio lei ha alzato la testa e ha visto Sarah
MISSERI: e ho visto Sarah, poi non lo quello che mi è successo, Sarah si è girata di spalla
PM: perché si è girata di spalle?
MISSERI. Non lo so
PM: doveva risalire, doveva prendere qualcosa?
MISSERI: forse stavo guardando, si è girato, e io ho preso un pezzo di corda e l’ho attorcigliata al collo
PM: sì
MISSERI: e dopo cinque minuti
PM: ha stretto forte? Ha stretto forte?
MISSERI: sì
PM: dopodichè quando si è reso conto che era esanime a terra, cosa ha fatto?
MISSERI: ho preso la macchina, ho aperto il portone...
PM: no, poi arriviamo alla macchina. Lei questa corda l’ha lasciata attaccata al collo e gliel’ha tolta?
MISSERI: no, l’ho tolta
PM: e dove l’ha messa?
MISSERI: e poi l’ho fatta sparire
(...)
PM: prima di depositare Sarah in quel pozzo dove ci ha portato e ci ha fatto vedere e ritrovare il cadavere, cosa ha fatto?
MISSERI: l’ho portato sotto l’albero di fico di mio padre
PM: che quanto è distante dal posto dove ha abbandonato poi Sarah?
MISSERI: trecento metri
PM: con la macchina è andato proprio sotto l’albero di fico?
MISSERI: non si vedeva
PM: ho capito, quindi la macchina era nascosta dall’albero di fico? Cosa ha fatto, ha spento il motore della macchina?
MISSERI: sì
PM: ed è sceso
MISSERI: sì
PM: ha aperto il cofano di dietro? Cosa ha fatto?
MISSERI: ho sceso Sarah a terra e l’ho spogliata
PM: l’ha scesa, l’ha presa in braccio così
MISSERI: sì, in braccio, sì sì
PM: e l’ha portata immediatamente dietro il parafango posteriore?
MISSERI: a terra
PM: o l’ha messa di lato alla macchina
MISSERI: a terra, a terra
PM: e che cosa ha fatto?
MISSERI: e l’ho violentata
PM: quando lei è arrivato a decidere di buttarla nel pozzo
MISSERI: si
PM:...ha rivestito Sarah, quindi si è..
MISSERI: l’ho rivestita prima sì
PM: l’ha rivestita prima di ripartire dal luogo della violenza
MISSERI: sì
PM: perchè ha deciso poi di spogliarla di nuovo e di buttarla nel pozzo e non l’ha buttata con tutti i vestiti
MISSERI: per bruciare tutte le robe, i vestiti, le cose
PM: e perchè? Che cosa cambia se ha i vestiti o non ce li ha?
MISSERI: ah, in quel momento mi è venuto così
(...)
PM: per indicare il luogo dove Sarah è stata buttata cosa ha fatto?
MISSERI: prima ho messo un po’ di paglia sopra, penso che l’avete vista
PM: sì
MISSERI: poi ho messo un ceppo della vigna, poi ho messo una pietra che stava alle spalle
PM: ma un tufo o una pietra, che cos’era?
MISSERI: tufo era tufo
PM: tufo che si trovava lì
MISSERI: l’ho preso dalla strada
PM: Quando lei ha lasciato lì Sarah ha messo il ceppo, l’ha cosa.. cosa ha fatto?
MISSERI: ho fatto qualche Ave Maria, il segno della croce
PM: e se n’è andato?
MISSERI: e me ne sono andato.



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