"Un complotto contro la giustizia". I giudici e il 'piano' contro la Forleo
Clementina Forleodi Lorenzo Lamperti
"Sono ancora in attesa, ma ormai è questione di settimane. Spero anche meno". Clementina Forleo sta per fare ritorno al Tribunale di Milano dopo il reintegro deciso dal Consiglio di Stato e spiega la situazione in un'intervista ad Affaritaliani.it: "Al massimo tra un mese sarò di nuovo al mio posto". A fare che cosa? "Non potrò svolgere immediatamente le mansioni che avevo precedentemente. Per tornare all'ufficio Gip dovrò aspettare due anni. Nel frattempo sarò assegnata a una sezione penale, ma avrò comunque funzioni individuali".
La strategia ai suoi danni con riunioni segrete al Palazzo di Giustizia è stato messo in luce dal giudice del calcioscommesse, Guido Salvini: "Spero che si faccia luce su questo aspetto. Magistrati che si riuniscono in forme non ufficiali per elaborare un piano contro qualcuno non solo attaccano un singolo, ma complottano contro l'amministrazione della giustizia".
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DAI "POTERI FORTI" AL TRASFERIMENTO A CREMONA FINO AL REINTEGRO A MILANO
Quella del giudice per il indagini preliminari Clementina Forleo è una lunga storia di "poteri" e intrighi. Comincia nel 2008, quando viene trasferita da Milano per incompatbilità ambientale. Il motivo? Le sue dichiarazioni sui "poteri forti" rilasciate durante la trasmissione condotta da Michele Santoro "Annozero". Dichiarazioni che si riferivano alla scalata della Bnl. Quando venne trasferita dal Csm, la Forleo era il magistrato che si stava occupando dell'inchiesta sulle scalate bancarie. Il suo fu il primo trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale deciso dal Csm dopo la riforma dell’ordinamento giudiziario che ha fortemente ristretto i casi di applicazione di questo istituto. Nel 2009 la Forleo raggiunse una prima vittoria, ottenendo l’annullamento della decisione del Csm da parte del Tar del Lazio. A maggio 2011 anche il Consiglio di Stato le ha dato ragione. Prendendo atto della sentenza del Consiglio di Stato, che aveva annullato il trasferimento, il plenum del Csm ha riassegnato alla Forleo lo stesso ruolo che aveva ricoperto fino al 2008. La decisione è passata all’unanimità, con la sola astensione del togato del Movimento per la giustizia Nello Nappi. Di qui la scelta obbligata del Csm, che nel frattempo l’aveva trasferita al tribunale di Cremona. |
L'INTERVISTA
Quando diventerà effettivo il reintegro al Tribunale di Milano?
"Guardi, sto solo aspettando che il decreto venga pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Dovrebbe essere questione di settimane, spero anche di meno. Comunque massimo entro un mese sarò di nuovo al mio posto".
Dove sarà assegnata?
"Al momento del mio trasferimento forzato a Cremona ero già ultradecennale e quindi potrò tornare all'ufficio Gip solo tra due anni. Devo aspettare che maturino i cinque anni che devono necessariamente interrompere l'ultradecennalità nella stessa sede e nelle stesse funzioni. Ho scelto comunque di operare da subito nella stessa sezione penale".
Qualcuno teme che il suo reintegro sia comunque accompagnato da una privazione del suo ruolo individuale. C'è questo rischio?
"No, questo rischio fortunatamente non c'è. Sì, devo aspettare per poter tornare all'ufficio Gip però nel frattempo sarò assegnata a una sezione penale dove è comunque previsto lo svolgimento di un ruolo individuale".
Si è parlato molto di una strategia ai suoi danni. E' esistita davvero?
"Io spero proprio che sotto questo aspetto si faccia luce al più presto possibile. Ne ha scritto anche il gip Salvini. Quello che è successo, o sarebbe successo, non è stata solo una strategia ai miei danni ma anche un fatto gravissimo contro l'amministrazione della giustizia e di ogni comune cittadino. Non ritengo che si tratti solo di un fatto personale. Se dei magistrati si riuniscono in forme non ufficiali per elaborare un piano contro qualcuno non stanno facendo un danno solo un singolo, stanno complottando contro la stessa amministrazione della giustizia. Sarebbe un fatto gravissimo, a prescindere dal fatto che la mia persona è stata lesa, cosa tra l'altro di tutta evidenza".
Ha mai temuto un epilogo diverso da questo con il suo reintegro a Milano?
"Io adesso non posso essere che contenta. Ho sempre confidato nella giustizia e credo che la giustizia arriva sempre prima o poi. In questo caso c'è voluto un po' ma alla fine è arrivata".
LA LETTERA DEL GIP SALVINI SUL CASO FORLEO
Caro Cosimo e cari colleghi,
anch’io sono contento, anche sul piano umano, per la sentenza del Consiglio di Stato (quella che conferma la prununcia del Tar del Lazio e annulla la decisione del Consiglio superiore della magistratura di trasferire da Milano a Cremona, per “incompatibilità ambientale”, il gip Clementina Forleo, che quindi ora può tornare a Milano – ndr). Non conosco a fondo il caso UNIPOL e dintorni ma avevo letto la sentenza redatta dal consigliere Fabio Roia e l’avevo trovata povera sul piano giuridico e riferita a fatti del tutto inconferenti per un giudizio di “incompatibilità ambientale” che per un giudice è quasi la morte civile. Una sentenza di quattro paginette, concepita con la supponenza con cui di frequente il CSM motiva decisioni importanti ritenendo di aver comunque sempre ragione. Aggiungo che sono stato testimone diretto dello sviluppo dell’azione “ambientale” contro la collega (cioè, la Forleo – ndr) dato che all’epoca ero anch’io GIP presso il Tribunale di Milano. Ho assistito a scene desolanti quali l’indizione con passa parola di riunioni pomeridiane in alcune stanze per discutere la “strategia” contro la collega, guidate dai maggiorenti dell’ufficio tra cui un paio di colleghi “Verdi” più rancorosi di tutti, come spesso accade, anche se del tutto estranei al caso. Da simili iniziative, che mi ricordavano le “Giornate dell’odio” descritte da George Orwell nel romanzo “1984″, mi sono dissociato. Non ci si comporta così tra magistrati ed è facile e privo di rischi accerchiare una persona in un ufficio e magari in questo modo anche portarla a sbagliare, visto anche il carattere poco “diplomatico” della vittima. L’incompatibilità ambientale, che si ignora cosa in realtà sia di preciso, e che spesso è semplicemente l’accanimento dell’ “ambiente” contro una singola persona, è quasi sempre una procedura barbara e prettamente inquisitoria. Il suo raggio d’azione, per fortuna, con le modifiche che conosciamo, si è ridotto, ma dovrebbe esserlo ancora di più, sopratutto nella pratica, sino a quasi scomparire come dovrebbe scomparire la prassi, in qualche modo speculare, delle ”pratiche a tutela”.
Un caro saluto a tutti
Guido Salvini
19 giugno 2011



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