Forleo, incendio doloso alla villa. Il gip: "Ultimo episodio di una serie di intimidazioni"
INVESTIGATORI, "INCENDIO DOLOSO". MA SI INDAGA SUL RACKET DELLE ESTOTRSIONI" -
![]() Clementina Forleo |
INCENDIO VILLA, LA FORLEO: "ULTIMO EPISODIO SERIE INTIMIDAZIONI"- "L'incendio alla masseria e' solo l'ultimo episodio di una lunga catena di intimidazioni, lettere di minacce e strani avvenimenti tra cui l'incidente piuttosto inquietante che mi accadde mentre ero in auto sul tratto di autostrada Cremona-Milano". Il gip Clementina Forleo commenta cosi' l'incendio della sua masseria in Puglia. "Ma nonostante cio' - spiega Clementina Forleo - a tutt'oggi non ho ancora alcuna forma di tutela. Mi e' stata negata la scorta anche se i miei legali hanno fatto ricorso al Tar e la giustizia amministrativa ci ha dato ragione censurando le decisioni dei prefetti di Milano e Cremona che si erano opposti al fatto che potessi avere accesso agli atti dell'incidente, quello accaduto sulla Milano-Cremona nel 2009: un'auto mi taglio' la strada e io finii sul guardrail perche', come ha accertato in seguito la perizia sulla mia vettura, l'auto era stata manomessa". Clementina Forleo auspica che "la magistratura faccia chiarezza" anche sulla vicenda dell'incendio doloso. "Non escludo nulla - dice - ne' mi avventuro in ipotesi. Ma spero davvero che questa sia l'occasione per fare chiarezza su tutta una serie di episodi che mi hanno riguardato. E spero soprattutto che le autorita' si attivino per mettere in atto forme adeguate di tutela e di protezione che fino ad ora mi sono state negate".
FORLEO STORY - Il magistrato nota per essersi occupata di diverse inchieste a Milano, l'assoluzione dall'accusa di terrorismo dei tunisini Maher Boujahia e Ali Toumi oltre al marocchino Mohamed Daki. Tale decisione fu poi annullata dalla Corte di Cassazione ed infine la seconda Corte d'Assise d'Appello.
Celebre il caso Antonveneta a partire dall'estate 2005 che le procurò non poche critiche dal mondo parlamentare. I suoi guai iniziarono due anni dopo finì alla ribalta delle cronache per il caso dei "Furbetti del quartierino" (le scalate a Bnl, Rcs, Antonveneta). La Forleo chiese l’autorizzazione all’utilizzo delle intercettazioni che coinvolgevano alcuni parlamentari (Piero Fassino, Massimo D'Alema, Romano Comincioli, Nicola Latorre, Salvatore Cicu), non soltanto come prova contro gli imprenditori inquisiti, ma anche come materiale indiziario per poter inquisire alcuni degli stessi parlamentari che, secondo quanto scrisse nella richiesta, "appaiono [...] consapevoli complici di un disegno criminoso". Il presidente della Giunta delle autorizzazioni della Camera, Carlo Giovanardi, definì la richiesta un’inammissibile anticipazione di giudizio. Per il Procuratore della Cassazione Delli Priscoli, ciò avrebbe violato il principio secondo cui l’azione penale procede dal pubblico ministero e non dal GIP (quale è Forleo), il quale avrebbe così compiuto un atto abnorme, sanzionabile disciplinarmente.
Alla fine dovette lasciare Milano. Attualmente è gip a Cremona; in passato ha più volte denunciato attentati nei suoi confronti e di suoi congiunti, esprimendo dubbi anche sulla morte dei genitori avvenuta in un incidente stradale nel 2005 avvenuto non la lontano dalla sua masseria (sulla strada tra Francavilla Fontana e Sava).



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