Foibe, "ricordare per non rifare lo stesso errore"

"Sono qui per ricordare le vittime delle Foibe e per dare un grande segnale di testimonianza alle nuove generazioni affinché non cedano alle tentazioni della violenza e dell'odio". Nel Giorno del ricordo delle vittime delle foibe, il presidente del Senato Renato Schifani ha visitato la Foiba di Basovizza dove ha deposto una corona d'alloro in memoria degli infoibati, vittime dei partigiani comunisti di Tito. Ad accogliere Schifani a Basovizza il prefetto di Trieste, Alessandro Giacchetti, e le autorità locali.
Le foibe sono pozzi naturali sul Carso dove i 'titini', alla fine della Seconda Guerra Mondiale gettarono migliaia di persone, alcune ancora vive con una pietra al collo o legate insieme con il fil di ferro. Si tratta di persone colpevoli di essere italiane o contrarie al regime di Tito. Sono circa duemila le salme finora riesumate ma molte cavita' sono irraggiungibili ed e' difficile un calcolo esatto degli ''infoibati''. Si pensa siano circa diecimila persone. Tra gli italiani vi erano persone legate al regime fascista ma soprattutto gente comune.
FINI: "CONSERVARE MEMORIA DI UNA PAGINA TRAGICA" - "E' mia convinzione che la capacità del nostro popolo di conservare la propria identità storica la si riconosca anche e soprattutto dal suo senso di unità, di fratellanza e di condivisione nella rievocazione delle pagine storiche più tristi e dolorose". Così Gianfranco Fini, presidente della Camera, inaugurando a Montecitorio una mostra fotografica in memoria delle vittime delle foibe, "un percorso nel ricordo struggente" realizzato da Piero Delbello, direttore dell'Istituto per la cultura istriano-fiumano-dalmata.
"UNA TRAGEDIA CHE E' STATA OGGETTO DI RIMOZIONE" - Si tratta di "una tragedia vissuta dagli italiani delle terre adriatiche oggetto di una voluta rimozione. Quella pagina di storia strappata è stata ricucita nella memoria nazionale dalla legge istitutiva della ricorrenza che oggi onoriamo. Ricordiamo in questo giorno di raccoglimento la necessità di sostenere sempre i valori dell'uomo e della dignità della persona oggi patrimonio comune e indiscusso dell'Italia e dell'Europa unita. Come ha ricordato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano negli incontri con i presidenti di Croazia e Slovenia, la rievocazione di quella terribile esperienza collettiva deve essere oggi fattore di fratellanza e amicizia tra i popoli, affinché mai più accada che l'ideologismo, in tutti i suoi segni e le sue declinazioni, possa trascinare l'umanità nell'abominio del genocidio e della persecuzione razziale e religiosa".
BOCCHINO, RICORDARE MARTIRI PER UNA MEMORIA CONDIVISA - "Nonostante ci sia ancora qualcuno che vuole cancellare questa pagina di storia cosi' tragica per il nostro paese, oggi noi abbiamo il dovere di ricordare i martiri delle foibe, uomini e donne, giovani e anziani trucidati dai comunisti di Tito solo perche' italiani". Lo afferma il vicepresidente Fli, Italo Bocchino. "Per troppi anni il silenzio fu calato su questi italiani. Oggi - conclude - abbiamo il dovere di raccontare questa tragedia ai nostri figli per costruire una memoria condivisa".
PD, MEMORIA E VALORI CONDIVISI PER COSTRUIRE FUTURO - "La drammatica vicenda delle foibe e l'intera vicenda del confine orientale devono essere riconosciute e propongono un ammonimento e un insegnamento che rimandano a valori universali", afferma il Partito Democratico in una nota dell'Ufficio stampa in occasione della Giornata del Ricordo. "E' giusto difendere le proprie idee - prosegue la nota - ma non odiando chi e' altro da se'; e' giusto rifiutare e condannare ogni regime e ogni dittatura; e' giusto batterci affinche' in ogni parte del mondo non sia calpestata la liberta' e la dignita' di ogni singolo essere umano e sia rifiutata ogni barbarie e ogni violenza".



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