Foggia, muore a 46 anni dopo un intervento di routine: medico indagato

Giovedì, 22 dicembre 2011 - 11:46:29

 

malasanità

E' morto a 46 anni, due giorni dopo essere stato sottoposto ad un intervento chirurgico per una diverticolite nel reparto di gastroenterologia degli Ospedali Riuniti di Foggia. La vittima si chiamava Saverio Corvino ed era di Foggia. Se si tratta di un caso di malasanità lo chiarirà solo l'autopsia.

La Repubblica presso il tribunale della città pugliese ha aperto una inchiesta: il medico che ha effettuato l’intervento chirurgico è stato già raggiunto da un avviso di garanzia. Un atto dovuto, chiariscono i magistrati, per tutelare le parti in causa e accertare le cause del decesso.

L'INTERVENTO - Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e dal Corriere del MEzzogiorno, la vittima, dipendente ospedaliero, il 15 dicembre è stato ricoverato in gastroenterologia per essere sottoposto ad un intervento chirurgico per una diverticolite, una operazione di routine che si effettua con una sonda, quasi a livello di day-hospital. Il giorno dopo il paziente è stato dimesso e tutto sembrava essere andato a buon fine fino a quando, il 17 dicembre, l’uomo ha accusato un malore. Corvino così è stato ricoverato d’urgenza ai Riuniti, ma - nonostante il disperato tentativo dei medici - non c’è stato nulla da fare per salvargli la vita. Il quarantaseienne è morto poco dopo il ricovero. Subito dopo il decesso la famiglia della vittima ha denunciato l’accaduto alla magistratura che ha immediatamente aperto una inchiesta, sequestrando tutti i documenti e la cartella clinica relativa alla vittima e all’intervento chirurgico.

Nei giorni scorsi, inoltre, è stata anche effettuata l’autopsia: secondo alcune indiscrezionei l’anatomopatologo del reparto di Medicina Legale dei Riuniti che ha eseguito l’esame ha chiesto 60 giorni per ulteriori accertamenti. Verifiche ritenute essenziali - dal medico legale - per avere il quadro completo e per comprendere quali siano state le complicanze sopraggiunte all’indomani dell’intervento chirurgico e che hanno causato il decesso del paziente. E proprio per tutelare anche il medico degli Ospedali Riuniti che ha effettuato l’intervento chirurgico la procura di Foggia, come atto dovuto, lo ha inscritto nel registro degli indagati, dandogli la possibilità di nominare un suo legale di fiducia e, in particolare, un consulente che ha assistito all’autopsia.

LA FAMIGLIA CHIEDE LA VERITA' -  La famiglia della vittima ha chiesto di sapere la verità sulla morte del congiunto e cosa sia accaduto all’interno di quella sala operatoria il 15 dicembre scorso, quando il dipendente ospedaliero di 46 anni si è ricoverato per una infiammazione dei diverticoli. "Siamo sereni e tranquilli - ha commentato la vicenda l’avvocato Michele Curtotti, legale del medico indagato -. Perché siamo fiduciosi che l’accertamento endoscopico effettuato dal mio assistito non ha nulla a che fare con la morte del paziente".
 



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