Razzismo a Firenze, tutta colpa della Lega
Di Marisa Nicchi
Firenze, 13 dicembre 2011, due senegalesi sono stati uccisi e tre feriti gravi. "Perché sono stati colpiti solo senegalesi?". E' una domanda che squaderna il particolare non indifferente che riguarda tutti: la città di Firenze e l'Italia. La storia dell'isolato mostro non regge se si dimentica che quel mostro si è forgiato di idee e atti razzisti.
Si è nutrito della paura del "diverso" che agisce subdola in società avanzate perfino come la Svezia, teatro di una recente carneficina. Il razzismo monta in Europa e in Italia è rappresentato in modo più marcato dalla Lega. Certo, occorre evitare generalizzazioni facili. Alle radici del razzismo ci sta proprio il meccanismo dissennato di semplificazione senza distinzione.
Un rumeno stupra e tutti i romeni sono stupratori. Poco importa se è arrestato per la testimonianza di una rumena. Proprio l'automatico legame tra delitto ed etnia ha portato all'incendio di un campo di "zingari" inerti sulla base di un'accusa di stupro rivelatasi poi falsa. E' un meccanismo più volte smascherato, ma che ritorna come una sordida coazione a ripetere. I drammatici fatti conferiscono a Firenze e la Toscana, il compito di reagire. In queste terre c'è una radicata cultura di solidarietà e accoglienza. E' stata ben rappresentata dal Presidente Rossi che ha voluto portare il cordoglio della Toscana alla manifestazione in piazza Duomo della comunità senegalese e dalla proclamazione di lutto cittadino.
Nessuno, però, è al riparo da uno dei mali più banali dell'umanità. E' lì, in agguato soprattutto quando la vita diventa più competitiva e la politica insignificante. Il suicidio di un uomo considerato "pazzo" non risolverà il problema. Rimane aperto quello di che cosa possa arrivare a pensare chi è considerato "sano".



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