Firenze in lutto cittadino. Il Senegal protesta
Lutto cittadino. Dopo la strage il sindaco Renzi proclama una giornata di lutto per le vittime della comunità del Senegal. "Abbiamo annullato le cerimonie e chiediamo ai lavoratori di osservare a inizio turno un minuto di raccoglimento per Mor e Modou", scrive su facebook. "Chiediamo ai commercianti di abbassare dieci minuti le saracinesche dalle 12, orario della sparatoria. Chiedo alle scuole di promuovere un momento di riflessione nelle classi contro il razzismo. Un giorno così Firenze non avrebbe mai voluto viverlo, un giorno di dolore incredibile, che semina disperazione in un’intera comunità".
GOVERNO DAKAR, "SIAMO INDIGNATI" - Il governo del Senegal si e' detto "indignato" per il "brutale assassinio" dei due senegalesi avvenuto a Firenze per mano di Gianluca Casseri. E' quanto si legge in un comunicato dell'esecutivo, secondo quanto riporta il quotidiano francese Le Figaro. Il governo senegalese "intende fare piena luce" sulla vicenda al fine di assumere "le misure appropriate".
PRESIDENTE CASAPOUND, TEMO ALTRO SANGUE ESPONENTI IDV E PD SOFFIANO SUL FUOCO - "Questi attacchi porteranno a far scorrere nuovo sangue: ho paura di tutto questo". Sono parole del presidente di CasaPound Italia, Gianluca Iannone, Nel corso di una conferenza stampa a Roma. "Si sta soffiando sul fuoco, e il mio timore è che ci possa essere altro sangue. Ho dato ordine ai militanti e agli iscritti di CasaPound di mantenere il sangue freddo e gli occhi aperti". Secondo Iannone, alcuni esponenti dell'Idv e del Pd "stanno soffiando sul fuoco, cercano di eliminarci politicamente".
RENZI, CITTÀ VITTIMA DEL RAZZISMO, NON CITTÀ RAZZISTA - Firenze "non è una città razzista ma vittima del razzismo". Lo ha detto il sindaco Matteo Renzi durante la cerimonia di commemorazione dei due senegalesi uccisi dal 50enne Gianluca Casseri, quasi certamente per motivi razziali e xenofobi. "Così come 18 anni fa -ha ricordato Renzi riferendosi alla strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993- ci siamo svegliati all'improvviso colpiti da una bomba che aveva ferito al cuore la nostra città, ma nessuno ha pensato che siamo una città mafiosa, abbiamo invece pensato di essere una città vittima della mafia; così allo stesso modo ci siamo svegliati oggi colpiti al cuore dal razzismo e dalla xenofobia. Non ci siamo svegliati città razzista, ma città vittima del razzismo". "Grazie al lavoro di ciascuno di noi, la battaglia terribile contro il razzismo -ha proseguito il primo cittadino- sarà vinta da Firenze, che è una città che si fregia della Medaglia d'oro della Resistenza e di valori di civiltà che non potrà mai perdere". A margine dell'iniziativa tenutasi nel Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, Renzi ha ribadito che si tratta di un "gesto isolato di un folle, un gesto xenofobo e razzista di un killer isolato che viene da fuori, arriva a Firenze e spara a colpo sicuro uccidendo due persone e ferendone altre tre -ha sottolineato il sindaco- solo perchè hanno il colore della pelle diverso dal suo. Il movente razzista è sotto gli occhi di tutti".
LA STRAGE - La Tragedia della follia in pieno centro a Firenze. Un uomo ha ucciso, in due momenti successivi, due senegalesi e ne ha feriti altri due prima di suicidarsi con un colpo di pistola alla gola. Tutto comincia intorno alle 12,30 di martedì 13 dicembre quando, forse dopo un precedente diverbio, l'uomo che solo piu' tardi verra' identificato come Gianluca Casseri, 50 anni, nessun precedente penale, inchioda la sua auto davanti ad un'edicola di piazza Dalmazia, come sempre affollata a quell'ora, entra nel mercato rionale e spara 4 colpi di pistola contro 3 venditori ambulanti senegalesi.
Due muoiono sul colpo, un'altro viene trasportato in gravissime condizioni al policlinico di Careggi. Alcuni passanti riescono a prendere il numero di targa di una Polo colore grigio e scatta la caccia all'uomo ma del killer non si ha notizia fino alle tre, quando si "rimaterializza" nei pressi del mercato di San Lorenzo e torna a far fuoco contro un altro senegalese, ferendolo. Ma il suo pomeriggio di "ordinaria follia" e' agli sgoccioli: un poliziotto, intervenuto nel parcheggio sotterraneo del mercato dove cerca rifugio, gli intima l'alt sparando due colpi, uno dei quali raggiunge la Polo.
Braccato dalla polizia, Casseri punta l'arma contro se stesso e si toglie la vita. La citta', attonita, si chiede il perche' di tanta violenza fine a se stessa mentre la comunita' senegalese piange i suoi morti e organizza un corteo non autorizzato che punta in direzione della prefettura. Anche i commercianti del mercato centrale di San Lorenzo improvvisano una serrata spontanea: un'iniziativa "di solidarieta'", sottolineano, "siamo pronti a denunciare" chi scrivesse che e' paura degli immigrati. Casseri, nato nel '61 a Ciriegio, paesino in provincia di Pistoia, prima di oggi aveva vissuto una doppia vita, ragioniere, il simbolo stesso della normalità, e allo stesso tempo cultore del neonazismo e del negazionismo, scrittore esoterico appassionato di Tolkien e dei miti celtici e neopagani, fondatore di una rivista oltranzista,
"La Soglia" e membro dell'associazione culturale "La Runa". "All'età di 12 anni, folgorato dall'incontro con H.P. Lovecraft - scriveva di se ' in una biografia declinata rigorosamente alla terza persona - si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni '50, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre". "Gianluca era un nostro simpatizzante - si affretta a precisare CasaPound Italia - come altre centinaia di persone in Toscana e altre migliaia in tutta Italia, alle quali, come del resto avviene in tutti i movimenti e le associazioni e non solo in Cpi, non siamo soliti chiedere la patente di sanita' mentale".
KILLER POTEVA DETENERE ARMI IN CASA - Gianluca Casseri, il killer dei senegalesi, non aveva un porto d'armi ma dal 2010 aveva fatto regolare richiesta per detenere armi. Casseri frequentava un poligono per praticare il tiro a segno. È quanto emerge alla procura di Firenze. Accertamenti in corso per capire se la 357 Magnum con cui ha sparato è la stessa detenuta. Da quattro-cinque anni veniva curato per una forma di depressione; era anche affetto da diabete, malattia peggiorata negli ultimi tempi.
I TESTIMONI: UN'ESECUZIONE - Secondo i primi racconti dei testimoni, sarebbe stata una specie di esecuzione quella avvenuta meno di un'ora fa in piazza Dalmazia a Firenze, con due extracomunitari uccisi in strada e un terzo in gravissime condizioni a Careggi. Un uomo di circa 50 anni sarebbe arrivato con un'auto, sarebbe sceso e avrebbe sparato 3 colpi di pistola contro i 3 vù cumprà presso il mercato della piazza. Poi si sarebbe allontanato. Qualcuno avrebbe provato ad avvicinarsi per fermarlo, ma l'uomo avrebbe mostrato una pistola.
L'EDICOLANTE - "Abbiamo sentito tre colpi di pistola, forse anche quattro. L'edicolante, Gabriele, ha cercato di bloccarlo, anche per disarmarlo, mentre scappava, ma lui ha mostrato la pistola, e gli ha detto qualcosa tipo: Se non ti scansi, faccio fuori anche te. Allora l'ha dovuto lasciare andare, e quello è risalito sull'auto ed è scappato". Così la gente di piazza Dalmazia racconta il tentativo del giornalaio di fermare l'uomo che ha ucciso due vù cumprà e ferito un terzo gravemente.
SENEGALESI ANNUNCIANO MANIFESTAZIONE 17/12 - Una grande manifestazione a Firenze e' stata annunciata per sabato pomeriggio dalla comunita' senegalese presente a Firenze. Un invito a partecipare in tanti, italiani e senegalesi, per ricordare le due vittime e il ferito grave di oggi.
CHI E' L'OMICIDA - Ha vissuto il suo drammatico "giorno di ordinaria follia", come nel celebre film con un Michael Douglas normalissimo impiegato che, bloccato nel traffico, inizia a uccidere. Ma Gianluca Casseri, classe 1961 da Ciriegio, paesino in provincia di Pistoia, prima di esplodere e fare strage di senegalesi a Firenze per poi spararsi ha nascosto una doppia vita: ragioniere, il simbolo stesso della normalità, e allo stesso tempo cultore del neonazismo e del negazionismo, scrittore esoterico appassionato di Tolkien e dei miti celtici e neopagani, fondatore di una rivista oltranzista, "La Soglia", e membro dell'associazione culturale "La Runa", dove scriveva articoli come "Dracula il guerriero di Wotan" o "Il Savio di Alessandria". La scarna biografia la scrive lo stesso Casseri sul web per presentare un suo scritto, parlando di sé rigorosamente in terza persona: "Nasce a Ciriegio (PT) nel 1961, mentre l'uomo va nello spazio e il cielo si eclissa per la massima eclissi del XX secolo.
All'età di dodici anni, folgorato dall'incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere". Ma spulciando su internet emerge il profilo di un fanatico: nel minisaggio "I protocolli del Savio di Alessandria" rilancia la teoria antisemita del complotto mondiale degli ebrei, e le tesi piu' biecamente negazioniste sull'Olocausto. In un altro scritto dedicato allo scrittore neofascista Adriano Romualdi si rifa' esplicitamente a Nietzsche, Jung e Evola, per un minestrone in cui convergono la difesa della razza ariana, la purezza dell'Europa bianca e cristiana. Insieme a Enrico Rulli Casseri ha anche scritto un libro, 'La Chiave del Caos', sedicente "romanzo storico" in cui si intrecciano negromanzia, magia, esoterismo.
NAPOLITANO: BLOCCARE CHI PREDICA IL RAZZISMO - "Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha appreso con profondo turbamento e dolore le drammatiche notizie sull'episodio di violenza consumatosi oggi a Firenze con il barbaro assassinio di due lavoratori stranieri". Lo si legge in un comunicato del Quirinale. "Il Capo dello Stato si e' fatto interprete del diffuso sentimento di ripudio di ogni predicazione e manifestazione di violenza razzista e xenofoba esprimendo, per il tramite del Sindaco di Firenze Matteo Renzi, il sentito cordoglio alle famiglie delle vittime di questa cieca esplosione di odio. E' sempre piu' urgente l'impegno di tutte le Autorita' politiche e della societa' civile per contrastare sul nascere ogni forma di intolleranza e riaffermare la tradizione di apertura e di solidarieta' del nostro paese", aggiunge il comunicato.


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