Gianpiero Fiorani racconta: Vi spiego a quanto ammonta il mio tesoro
Il 13 dicembre 2005 Gianpiero Fiorani finisce in carcere. Fuori, ha un vero e proprio tesoro. Titoli, conti in banca, società , partecipazioni. Una lista vertiginosa, da far girare la testa. Una lista difficile anche da ricostruire. Affari ha tracciato una mappa delle proprietà del banchiere di Codogno, usando materiali originali, e affidandosi proprio alla voce del banchiere per delineare uno scenario inimmaginabile per la gente comune.
E' il 17 dicembre 2005. Alle 15.28 seduti attorno a un tavolo ci sono il Giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo, Gianpiero Fiorani, i difensori di fiducia Francesco Mucciarelli e Luisa Mazzola. La Forleo vuole ricostruire il patrimonio della famiglia Fiorani. "Ho un conto in Banca popolare italiana a me intestato che ammonta a circa 150mila euro. Ho un un conto in Banca popolare Lodi, intestati a mia moglie, che fa la casalinga, con una gestione patrimoniale di circa 500mila euro, e ancora un fondo titoli di azioni Bpl di circa 900mila euro", spiega Fiorani. E va avanti elencando un conto di circa 350mila euro presso la Cassa Rurale di Cavalese, un conto di gestione presso il Banco di Napoli per circa 700mila euro, e poi un altro conto gestione di circa 700mila euro.
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| Gianpiero Fiorani |
(Segue: Il "Gattuccio" questo sconosciuto, un conto da 9 milioni di euro)



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