Brancher, l'uomo chiave. E anche la sinistra...
Una delle figure più importanti per cercare di avvicinarsi al grande intrigo che è la galassia Fiorani, è indubbiamente Aldo Brancher, nato a Trichiana (Belluno) il 30 maggio 1943. E' lui l'artefice dell'accordo Polo-Lega dopo il 2001. Ma non solo. E' l'artefice - secondo Fiorani - anche di ben altro. "Con lui ho avuto diversi rapporti economici ed in particolare l'erogazione di una somma nel 2003 sul conto della Luana Maniezzo derivante da "partita viaggiante" organizzata da Boni; nel 2004 ho erogato 100mila euro che ho consegnato in ufficio a Lodi per ringraziarlo per l'attività svolta in Parlamento per aiutare Fazio; 100mila euro nel 2005 a Roma secondo le modalità che descriverò in relazione ai rapporti con Giorgetti; 200mila euro a Lodi quando ho consegnato la busta a Brancher che la doveva dividere con Calderoli che era presente presso la sala del consiglio. Ricordo che Brancher e Calderoli erano accompagnati da una donna. Ho consegnato la busta a Brancher il quale mi disse che doveva dividere con Calderoli perchè il ministro aveva bisogno di soldi per la sua attività politica. A differenza di Dell'Utri, Calderoli non mi ha nemmeno ringraziato".
Ma come si sono conosciuti Brancher e Fiorani? "Nel 2001, prima delle elezioni, Brancher mi chiamò dicendomi che aveva bisogno di soldi per le sue attività politiche ed io approfittai dell'occasione per chiedere che nel collegio elettorale di Lodi fosse condidata una persona di nostro gradimento al posto dell'onorevole Di Giovine. Ed infatti Brancher riuscì ad inserire nel collegio di Lodi Falsitta, che trovammo di nostro gradimento. Brancher era sia un esponente di rilievo di Forza Italia che l'uomo di collegamento tra Forza Italia e la Lega. E' stato da noi finanziato proprio perchè ricopriva questo doppio ruolo".
LA SINISTRA - Fiorani non si rivolse solo a Forza Italia, Lega Nord e Udc. Cercò anche di coinvolgere la sinistra, non si sa con quale successo. "Autonomamente decisi di prendere contatti anche con alcuni esponenti della sinistra che già conoscevo, tra i quali Bersani, Benvenuto e Violante. Constatai che a sinistra c'era una situazione di spaccatura. Preciso che quando parlavo del ddl Risparmio cercavo sempre di collegare il discorso all'operazione Antonveneta - spiega Fiorani - Ricordo ancora che Bersani mi aveva suggerito di convincere il Governatore che il progetto di autoriforma della Banca d'Italia era l'unica soluzione praticabile per difendere il Governatore stesso". Nel verbale dell'interrogatorio dell'8 febbraio 2006, Fiorani dà altri dettagli. "Non mi sembra di aver mai chiesto a Consorte di organizzare degli incontri con i leader dei Ds. Infatti, quanto a D'Alema, stavo utilizzando il canale De Bustis, che si era offerto di organizzare un incontro con D'Alema. Bersani, che ho poi incontrato, lo conoscevo direttamente e non avevo bisogno di intermediari mentre Violante me lo ha fatto conoscere una persona di cui ora non ricordo il nome ma che era un funzionario della Coldiretti. Peraltro, l'accordo con Unipol costituiva già una garanzia, almeno nella mia testa, di un sostanziale appoggio a sinistra".



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