Riciclaggio, arrestato Cola. Consulente di Finmeccanica
Il consulente di Finmeccanica Lorenzo Cola è stato fermato, dai carabinieri del Ros di Roma, su ordine della procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta sul riciclaggio internazionale che ha coinvolto tra l'altro Gennaro Mokbel , l'ex senatore Nicola Paolo Di Girolamo e gli ex vertici di Fastweb e Telecom Italia Sparkle. Nei confronti di Cola si ipotizza, in concorso con Mokbel, Marco Iannilli e Narco Toseroni, l'accusa di impiego di denaro di provenienza illecita per un ammontare di 8,3 milioni di euro (art. 648 ter cp).
Nel provvedimento si fa riferimento agli oltre 8 milioni di denaro dirottati da conti di Hong Kong e Singapore sui conti Marco Iannillia San Marino e poi trasferiti in svizzera e doveva servire al gruppo (Cola, Mokbel, Iannilli e Toseroni) per acquisire quote della societa Digint che vedeva partecipata per il 49% Finmmeccanica e al 51% una societa' di Mokbel. La nuova societa'doveva essere 'arrichita' di contratti per essere riveduta a Finmeccanica a un prezzo maggiorato. L'operazione in realta' sarebbe costata solo un milione, il restante (oltre 7 milioni di euro) doveva essere ripartito da Mokbel, Iannilli, Tooseroni, Cola e altre persone su quella sono in corso indagini.
L'ACCUSA - Lorenzo Cola è indagato in concorso con Gennaro Mokbel, Marco Iannilli, Marco Toseroni, l'ex senatore del PdL Nicola Paolo Di Girolamo "ed altri soggetti" per riciclaggio internazionale per aver "in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, impiegato in attivita' economiche ed operazioni finanziarie somme di denaro pari a circa 8.300 mila euro di provenienza delittuosa ed in particolare in operazioni finanziarie dirette ad acquistare, attraverso complesse ed articolate operazioni societarie, che vedevano il coinvolgimento della Hagal Capital SA (societa' controllata dalla Rhuna Investment Holding PTE LTD) e della Financial Lincoln SA (societa' fiduciaria lussemburghese), il 51% delle quote della Digint Srl che avrebbe dovuto essere successivamente rivenduta a Finmeccanica Group SpA ad un prezzo di gran lunga maggiorato rispetto all'originario impiego di risorse finanziarie".
E' il capo di imputazione con il quale la Procura di Roma ha ordinato il fermo di Cola. In particolare - prosegue il capo di imputazione - "Toseroni e Di Girolamo su incarico di Mokbel prendevano contatti con Marco Iannilli e Lorenzo Cola (quest'ultimo soggetto di fiducia di Finmeccanica Group SpA), con i quali concordavano, con l'assistenza tecnica dello studio Ernst & Young di Roma, l'operazione societaria di rilievo del 51% delle quote della societa' Digint Srl (societa' questa costituita dalla Financial Lincoln SA e partecipata al 49% dalla Finmeccanica Group SpA) mediante il pagamento della somma di 8.300 mila euro circa, che veniva versata su conti esteri a Marco Iannilli e Lorenzo Cola con disposizioni di bonifico, che venivano fatte effettuare da Marco Toseroni dalle casse della Rhuna Investment Holding PTE LTD, in cui erano confluiti (quale 'cassa comune') parte dei proventi di attivita' delittuose, ed in particolare i proventi delle attivita' di fatturazione per operazioni inesistenti oggetto del procedimento penale n.6429/06 RGNR e relative all'operazione denominata 'traffico telefonico-reselling' perpetrata nell'ambito dell'associazione per delinquere di carattere transnazionale riferibile tra gli altri a Gennaro Mokbel".



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