Filippine/ La tempesta fa strage: ora la paura in Vietnam
Si aggrava il bilancio - tuttavia ancora provvisorio - delle vittime provocate, nelle Filippine, dalla devastante alluvione seguìta alla tempesta tropicale Ketsana, una delle più devastanti degli ultimi quarant'anni. Secondo i dati diffusi dal governo di Manila, le vittime finora sono 240, mentre gli sfollati sarebbero circa mezzo milione. Adesso la paura si sposta in Vietnam: oltre 100 mila persone sono state evacuate dalla zona centrale del paese per l'approssimarsi di quello che, da tempesta tropicale, ha assunto la forma di tifone. Dovrebbe colpire il Vietnam in giornata. Fin dal mattino la città di Danang è stata spazzata da violente raffiche di vento.
Il bilancio delle vittime nelle Filippine conta anche oltre trenta dispersi. Fra i superstiti, oltre 450 mila persone sono state costrette ad abbandonare le loro abitazioni; di questi, 115 mila si trovano in centri di soccorso dove però scarseggiano l'acqua potabile e i medicinali.
Le autorità sanitarie temono il diffondersi di malattie contagiose come l'influenza suina, la leptospirosi e la dissenteria, che potrebbero verificarsi nei centri di soccorso, e hanno lanciato un appello pubblico per la richiesta di donazioni di medicine, acqua, cibo, ma anche per l'intervento di medici volontari.
Ketsana, sabato, con oltre nove ore di pioggia, ha completamente sommerso l'area della capitale Manila con circa sei metri d'acqua, l'equivalente delle piogge di un mese. Alcuni sopravvissuti, per sfuggire al disastro, hanno trascorso oltre 48 ore sui tetti. Il governo filippino, pur avendo a disposizione le previsioni meteorologiche che annunciavano già da venerdì la possibilità di una tempesta di questa entità, non è riuscito tuttavia a predisporre in tempo un efficace sistema di soccorso.
Il presidente delle Filippine, Gloria Arroyo, ha definito le alluvioni "un evento che capita una volta in una vita" e ha aperto il palazzo presidenziale di Malacanang a centinaia di sfollati, a cui sono stati offerti posti letto negli edifici e nelle tende allestite all'esterno. La Arroyo ha anche donato due mesi di stipendio a favore delle popolazioni più colpite e ha invitato i suoi ministri a fare altrettanto. Una prima stima provvisoria parla di danni per almeno cinquanta milioni di dollari



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