Figli contesi, il padre ha paura. "Mia moglie li vuole far rapire"
Marinella ColomboAncora ieri sera Marinella Colombo, la donna che per ben due volte è scappata con i figli avuti da un tedesco da cui si è separata dal 2006, al telefono dalla casa in cui è confinata agli arresti domiciliari diceva ai bambini oggi di 9 e 13 anni che vivono in Germania: "Tranquilli, vi porto a casa".
E oggi Jörg Tobias Ritter ha denunciato ai giudici italiani davanti ai quali la moglie è accusata di sottrazione internazionale di minori, sequestro di persona e maltrattamenti psicologici, la sua "paura che siano rapiti" dall'associazione internazionale Conseil Européen des Enfants du Divorce. Una paura comprensibile, considerando che tre esponenti del Ceed sono già indagati dal pubblico ministero Luca Gaglio insieme a un amico della stessa Colombo, perchá l'avrebbero aiutata a organizzare la seconda fuga, quella in Slovenia, dove per un anno ha tenuto nascosti i bambini con la nonna materna finché lo scorso marzo è stata arrestata e ha confessato dove si trovavano.
Il 19 maggio successivo Colombo, già a processo per la prima volta in cui è scappata dalla Germania con i bambini senza che il marito riuscisse a parlarci per 8 mesi, è stata prosciolta dall'accusa di sottrazione di minori e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento dell'autorità giudiziaria tedesca perchá Ritter, avendo riabbracciato i bambini, aveva ritirato la querela. "Lei ha notizia di qualcuno del Ceed che vuole rapire i suoi bambini a prescindere da Colombo?", ha chiesto oggi Gaglio a Ritter durante la deposizione. "Abbiamo raccolto un sacco di conversazioni su Facebook, che forse le abbiamo già trasmesso, dove si dice che si vuole 'sottrarre', o 'prendere' o 'liberare' altri bambini", ha risposto Ritter, che parla un buon italiano, ma è comunque assistito da un'interprete di lingua tedesca.
Una" paura", ha sottolineato, resa più forte dal coinvolgimento di un esponente del Ceed "in un altro rapimento vicino a Monaco credo del 2010" e dal fatto che Marinella Colombo a suo avviso è molto legata all'associazione: "Ceed Italia = Marinella Colombo - ha detto -. Quando si leggono su Facebook le comunicazioni tra i membri del Ceed, c'è sempre lei in mezzo. Prima di Marinella Colombo non so se ci fosse il Ceed Italia. Forse l'ha fondato lei".
Il processo davanti alla seconda sezione penale coinvolge dunque non solo Colombo, ma anche la mamma di quest'ultima, ErminaTresoldi, che risponde in concorso di sottrazione internazionale di minori. Colombo era stata fermata lo scorso 3 marzo e portata in carcere quando, secondo la polizia che ne monitorava i movimenti, stava per scappare con i figli in Libano, dove non è prevista l'estradizione. All'epoca i bambini erano ancora nascosti con la nonna in Slovenia, dove sono poi stati trovati su indicazione della stessa Colombo, convinta dal giudice che l'ha arrestata, Luigi Varanelli, a dire dove stavano.
Dopo il rimpatrio, i bambini sono stati sentiti per 4 ore dal gip in un'udienza protetta, in cui hanno spiegato di non aver mai frequentato coetanei mentre si trovavano in Slovenia, di non essere andati a scuola e che ogni giorno facevano una passeggiata con la nonna. Varanelli ha quindi disposto una perizia per accertare le conseguenze patite dai minori, nonchá la loro capacità di testimoniare, al termine della quale il perito ha stabilito che hanno sofferto dei traumi relazionali, ma che sono in grado di testimoniare, in quanto capaci di dividere la realtà dalla fantasia.
Oggi i bambini si trovano in Germania con il padre, che si è allontanato da loro solo per venire a testimoniare. In merito alle due volte in cui la moglie è scappata con i bambini ha detto che la prima volta, il 14 settembre 2008, si chiedeva persino "se i bambini fossero vivi". La moglie era scomparsa, la casa a Moncaco chiusa e vuotata, il telefono spento. "Mi sono tranquillizzato solo dopo una decina di giorni, quando la polizia mi ha detto che erano stati avvistati a Milano con la mamma". Ma anche se teneva sempre pronta una borsa con i loro vestiti e i loro giocattoli per raggiungerli appena se ne fosse presentata la possibilità, Ritter non li ha sentiti nemmeno al telefono fino all'aprile 2009. Inutile era stato anche un viaggio a Milano a un mese dalla fuga. Li ha rivisti l'8 maggio 2009, quando gli sono stati restituiti.
L'autunno successivo ha trovato la suocera davanti alla scuola dei bambini insieme a una serie di esponenti del Ceed. "Ho avuto paura", ha detto. Con l'aiuto del dirigente scolastico è riuscito a far salire i figli in macchina e ad allontanarsi. "Oggi come stanno i bimbi?", gli ha chiesto il pm. "Stanno davvero bene. Fanno una vita normale, putroppo senza mamma che per i bambini non è bello. Vanno a scuola, hanno una forte costituzione, sono in salute, non perdono un giorno di scuola e hanno dei buoni voti, amici. Provo a dare loro una vita normale". Il più grande, però, soffre di insonnia. "Prima non era così grave - ha detto Ritter -. Ora si è aggravata".



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