Opel/Gm verso la rottura con Magna: i cinesi di Baic pronti a subentrare ai russi, Marchionne alla finestra
| FIAT: VIA LIBERA CIPE A 300 MLN EURO PER POMIGLIANO E TERMINI IMERESE - Il Cipe ha stanziato 300 milioni di euro per le aree di crisi di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, sede di due stabilimenti della Fiat. Lo ha riferito il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Cipe, Gianfranco Micciche' al termine della riunione. ALTOLA' SBERBANK/ Le nuove condizioni per l'acquisizione di Opel devono soddisfare la Federazione russa altrimenti salta tutto. Lo afferma in una nota la banca russa a controllo pubblico, Sberbank, in trattative in cordata con Magna per l'acquisizione della casa automobilistica Opel. Sergio Marchionne conferma l'interesse di Fiat per Opel, ma il Lingotto non ha intenzione di migliorare la sua offerta per la casa tedesca. "Da quello che ho sentito, fra Opel e Magna non sta andando molto bene -ha detto l'amministratore delegato di Fiat a margine del Consiglio Italia-Usa in corso a Venezia - Noi abbiamo confermato il nostro interesse ma non credo si possa migliorare l'offerta della Fiat: e' la cosa piu' razionale dal punto di vista industriale che potevamo offrire" |
Se l’intesa con Magna-Sberbank poteva consentire al governo della cancelliera di mettere tranquilli almeno i sindacati a pochi mesi dalle elezioni politiche (Magna avrebbe infatti ridotto le stime sugli esuberi dai 10-12 mila iniziali a 2 mila), più passano i giorni più crescono i dubbi, tanto che il ministro dell’Economia tedesco, Karl-Theodor zu Guttenberg,ha ammesso in un’intervista al quotidiano Tagesspiegel che le trattative fra General Motors e Magna (che tra i suoi soci annovera il miliardario russo Oleg Deripaska) non hanno ancora prodotto una “soluzione sostenibile”, anche se la situazione non è poi “disperata”.
Un modo per Guttenberg per fare pressione sulle parti affinché trovino un accordo in tempi brevi, ma General Motors non sembra essere d’accordo ed anzi starebbe valutando nuove alternative. Alternative che riguarderebbero non tanto Fiat, che per ora resta alla finestra, impegnata nel tentativo, tutt’altro che semplice, di far ripartire Chrysler per utilizzarla come trampolino di lancio verso l’ostico mercato americano, quanto il fondo Ripplewood e soprattutto, come ha in parte ammesso lo stesso Guttenberg, i cinesi di Beijing Automotive Industry Holding (Baic), già partner “storico” di Daimler.
Secondo alcune fonti i negoziati tra l’ex socio di Fiat Auto e Magna si sarebbero arenati su ostacoli relativi all’utilizzo della tecnologia e del design. Ma certo non agevola la fuga di notizie che ha quantificato in 5-6 milioni di euro al giorno l’entità reale delle perdite di Opel, contro i due milioni di euro di cui si era finora parlato. Un’emorragia che richiederà interventi drastici, come proponeva Marchionne, e un’abbondanza di capitali, visto che lo stesso aiuto di stato rischia di esaurirsi, a questi ritmi, in pochi mesi, mentre i 700 milioni di euro che Magna si era impegnata a pagare a Gm potrebbero ora ridursi.
D’altra parte i cinesi sembrano fortemente interessati ad Opel e si sarebbero offerti di manterrebbe in attività i quattro impianti tedeschi di Opel per almeno due anni senza taglierebbe alcun posto di lavoro. Sempre che il governo di Berlino si impegni a fornire garanzie pubbliche sul debito, per una cifra comunque inferiori a 5 miliardi di euro.
A questo punto tra rilanci più o meno avventati e incertezze in merito al reale stato di crisi di Opel, il “giocatore di poker” più tranquillo di tutti appare proprio Marchionne: non ha mai voluto alzare la posta più di tanto, è stato accusato di volersi portare a casa l’argenteria di altri senza avere neppure i soldi con cui pagarla, ma a quanto pare la prudenza (mantenuta anche dopo l’esclusione dalle trattative finali) era più che giustificata. Specie per un gruppo tuttora impegnato a ristrutturarsi come Fiat.
Luca Spoldi



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