Spa, massaggi e saune: è boom, ma occhio alle truffe
Di Fabio Carosi
Roma – C’è da non crederci ma in tempo di crisi gli italiani sono diventati tutti pazzi per le terme. Vere e false. Da Aqui a Ischia nel periodo Natale-Capodanno è stato un boom di richieste con storiche strutture costrette a rispondere a richieste di prenotazione last minute e ad organizzare persino veglioni a bordo piscina con l’optional richiestissimo di brindare nell’idromassaggio in costume e cappello a cilindro, come è accaduto a Chianciano. E in barba alla congiuntura triste del turismo in generale il comparto terme&wellness tira un sospiro di sollievo.
La videointervista al presidente di Federterme
Dietro il risultato anticiclico del sistema, l’ombra della truffa. L’allarme arriva dalla Federterme, l’associazione di Confindustria che riunisce le aziende del settore termale. Senza mezzi termini il presidente Costanzo Iannotti Pecci denuncia ad Affaritaliani.it il proliferare di piccole e medie strutture votate al wellness che si fregiano del titolo di SPA ma che di acque minerali, nel senso di terapeutico, non hanno nulla: “Attenti agli imbroglioni – avverte – perché non c’è struttura che utilizzo impropriamente il termine SPA che non sa che sta compiendo una cosa controlegge. La prova viene dalle numerose richieste che abbiamo di adesione alla Federterme, pensando che la semplice adesione sani questo abuso che loro commettono”.
L’Italia delle false strutture dedicate wellness è un mondo articolato dove chi rischia come al solito è il consumatore: “Massaggi sbagliati che possono provocare danni –dice il presidente – accanto a terapie che di scientifico non hanno nulla e da atmosfere da santoni. Con la medicina non si scherza per questo noi denunciamo giornalmente episodi e strutture alle autorità. Anche in questo caso, però – esiste un’Italia a due facce. Non ho difficoltà a segnalare che le amministrazione del nord Italia sanzionano con tempestività l’uso improprio e che la stessa cosa non accade al di sotto del Rubicone”.
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Oltre le truffe, il presidente Iannotti Pecci sorride ai risultati del settore, in netta controtendenza col turismo tradizionale: “Sì offriamo lavoro anche se diverso da quello tradizionale perché siamo legati alla stagionalità – dice – il turismo tradizionale ha sofferto la crisi, mentre noi siamo, come dire, sopravvissuti all’onda grazie alla domanda di benessere”.
E che il settore abbia voglia di crescere lo testimonia anche la richiesta di maggiore tutela presentata ad esempio dagli operatori della Toscana, guidati dal vicepresidente di Federterme, Sirio Bussolotti, ai candidati presidenti della Regione Toscana. Si va dalla lotta alle false SPA, sino all’attesa definizione una volta per tutte dell’operatore termale: una figura professionale per la quale la legge non ha ancora completato l’iter.
Per bagni, saune, idromassaggi, trattamenti estetici come fanghi e terapie a colori e suoni è un momento d’oro. Il settore ufficiale italiano oltre a rappresentare un primato mondiale dà lavoro ad oltre 70 mila persone escluso l’indotto che si genera intorno ai centri termali rappresentato principalmente dall’enogastronomia e genera un fatturato di oltre 1 miliardo e 400 milioni di euro. Insomma, in tempo di crisi non c’è niente di meglio che concedersi una vacanza, anche mini, per curare forma e aspetto.
Tutte le informazioni sulle strutture certificate sul sito www.federteme.it



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