Fecondazione, colpo alla legge 40. Torna alla Consulta

Mercoledì, 6 ottobre 2010 - 11:05:00

LA SCHEDA - Che cosa prevede la legge 40 punto per punto

La prima sezione del Tribunale civile di Firenze, presieduta dal giudice Domenico Paparo, ha sollevato il dubbio di costituzionalità sulla norma della legge sulla fecondazione assistita (legge 40) con la quale si vieta alle coppie sterili di accedere alla fecondazione eterologa. Lo ha reso noto l'avvocato Gianni Baldini che, con la collega Filomena Gallo, assiste una coppia affetta da sterilità totale del partner maschile. Torna quindi alla Corte Costituzionale la legge 40 sulla fecondazione assistita. La decisione è stata assunta dal giudice il primo settembre e l'ordinanza è stata depositata ieri.

SALUTE E DIRITTI FONDAMENTALI SANCITI DALLA COSTITUZIONE - Violazione degli articoli 3 e 11 della Costituzione italiana, relativi rispettivamente al diritto di non discriminazione e all'obbligo di recepire il diritto comunitario: sono questi gli elementi su cui si è retto il ricorso presentato dagli avvocati Baldini e Gallo al Tribunale di Firenze, che lo ha giudicato fondato, sollevando l'eccezione di costituzionalità per la legge 40. "Dopo aver peregrinato per vari paesi europei, la coppia è tornata in Italia e ha fatto valere il contenuto di una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, emessa nell'aprile del 2010", spiega l'avvocato Gianni Baldini.

"La Corte di Strasburgo ha condannato l'Austria a risarcire il danno ad una coppia e ad eliminare il divieto di fecondazione eterologa contenuto in una legge analoga a quella italiana", aggiunge Baldini. Con il trattato di Lisbona, la corte di Strasburgo è diventata organismo europeo e i paesi membri sono quindi tenuti ad adeguarsi alle sue decisioni, in quanto norme di diritto comunitario. La coppia si è rivolta ad un centro fiorentino per la fecondazione assistita che, ai sensi della legge 40, ha negato la fecondazione eterologa. A quel punto gli avvocati della coppia hanno fatto ricorso d'urgenza al Tribunale civile di Firenze chiedendo di imporre al centro l'esecuzione della fecondazione eterologa o di sollevare la questione di costituzionalità.

ORA TOCCA ALLA CONSULTA - Il Tribunale ha deciso di interpellare la Consulta. La coppia fiorentina, affetta da sterilità, si era rivolta a un centro italiano per ricorrere alla fecondazione eterologa, cioè con l'utilizzo di gameti da un soggetto esterno alla coppia, ma il centro, sulla base dell'articolo 4 della legge 40, ha detto no. La coppia si è allora rivolta all'associazione Luca Coscioni e a 'Amica Cicogna', l'associazione della stessa Filomena Gallo, che insieme a un collegio legale ha assunto la loro difesa e ha fatto ricorso al tribunale di Firenze per un procedimento d'urgenza. Il tribunale ha sollevato questione di illeggittimità costituzionale rinviando la legge 40 alla Consulta, perchè, spiega il legale, "l'articolo 4 lede i principi di uguaglianza e i diritti sanciti dalla Costituzione, e inoltre contraddice una sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha già condannato l'Austria proprio per il divieto della fecondazione eterologa, che contraddice i diritti fondamentali dell'uomo".

Un divieto, sottolinea Gallo, "ingiustificato sia dal punto di vista etico che medico". Ora la Consulta, che già lo scorso anno ha giudicato incostituzionale l'obbligo di impianto contemporaneo di tutti gli embrioni prodotti, fino a tre, potrebbe dare una nuova spallata alla legge 40: "I giudici hanno tutti gli elementi per decidere - conclude l'avvocato - e speriamo che anche l'assurdo divieto di fecondazione eterologa venga cancellato".

VOGLIONO IL FAR WEST - "C'e un giudice a Firenze. Come spesso accade i tribunali provano a ribaltare quello che la volonta' dei cittadini ha stabilito attraverso il referendum". Cosi' Maurizio Lupi, Pdl, vicepresidente della Camera, commenta la sentenza sulla legge 40. "La decisione di rinviare alla consulta la legge 40 sulla fecondazione assistita mi lascia perplesso ma non mi stupisce. Sapevo che prima o poi qualcuno avrebbe cercato di tornare al far west che esisteva prima della legge e del referendum che, in maniera inequivocabile, l'ha difesa in tutte le sue parti. Purtroppo nel nostro paese funziona cosi': quando la politica non riesce a raggiungere un obiettivo, ci pensano i giudici".

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