"Mia madre era buttata tra i rifiuti". Choc per le false cremazioni in Toscana

"Mia madre è morta nel 2007. Mi dissero che se l'avessi fatta cremare a Massa avrei risolto tutto in 4 giorni. Non mi fecero assistere alla cremazione, al cimitero dissero che non era consentito. Mi fecero recapitare le ceneri pochi giorni dopo. Dopo tre mesi la chiamata dei carabinieri. Mi sequestrarono le ceneri, mi chiesero di tornare a Massa per riconoscere mia madre. Era in un sacco, piena di vermi e insetti. Ma era lei. Era rimasta lì sotterrata con dei rifiuti dal giorno del suo funerale."
A parlare un cittadino di Piacenza. Questa è solo una delle tante testimonianze choc ascoltate durante l'udienza sulle false cremazioni al tribunale di Massa. Sono stati ascoltati in aula questa mattina i parenti dei defunti provenienti soprattutto dall'Emilia Romagna. In questa regione, infatti, varie ditte di pompe funebri erano solite proporre ai parenti dei defunti la cremazione delle salme nel comune di Massa, cimitero di Mirteto, perchè lì la cremazione era assicurata in soli 4 giorni.
Dalle indagini di magistratura, Nas e carabinieri di Massa si scoprì che queste salme rimanevano accatastate in un seminterrato, oppure venivano sotterrate o nascoste dietro sacchi di rifiuti, per poi essere utilizzate in cremazioni multiple al momento opportuno. I parenti hanno raccontato le loro storie, non senza commozione e momenti di pianto a interrompere le testimonianze.
La truffa fu scoperta nell'estate del 2008, e il gip di Massa aveva emesso ordinanze nei confronti di dipendenti della Euroservizi. Tra gli implicati l'ad dell' Euroservizi, un impiegato del comune di Massa e un ex carabiniere. Gli investigatori trovarono nei cimiteri gestiti dall' impresa (Massa, Fidenza, Piacenza e Segrate) resti umani, feti e ossa.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































