Facebook/ I mafiosi vanno on line
Di Giuseppe Morello
C’è il gruppo fan degli assassini di Erba, Olindo Romano e Rosa Bazzi; c’è il “Gruppo Corleone” che vanta alcune migliaia di sostenitori; la pagina di Totò Riina conta oltre quattromila fan; c’è poi un gruppo che chiede la santificazione di Bernardo Provenzano.
A quanto pare su Facebook (almeno in Italia) spopolano gli anti-eroi, i “cattivi”; quelli che nella vita reale ci si vergognerebbe di citare tra i propri “miti”, sul social network più popolare del momento diventano invece icone da sostenere e da venerare.
Davanti al pc tutti si sentono più al sicuro: non c’è la riprovazione sociale che ci sarebbe se provaste a dire che siete fan sfegatati di Riina in uno scompartimento di treno. Molti di questi gruppi nascono per il gusto di affermare qualcosa contro il senso comune, contro le più ovvie opinioni correnti, un po’ per colpire e farsi notare, un po’ gioco.
Bisogna dire che in certi casi ci sono gruppi che producono altri gruppi in un vortice dell’assurdo. Per esempio: a fronte del “Bernardo Provenzano fan club” c’è il “Gruppo per l'abolizione del fan club Provenzano” (a quando il “Gruppo per l’abolizione del ‘Gruppo per l’abolizione del fan club di Provenzano’”?).
È curioso notare che Facebook, nato per tenere in contatto gli studenti di alcune università americane e poi per condividere foto e amicizie, con l’aumentare del numero di utenti si stia trasformando nella solita cloaca in cui c’è tutto e il contrario di tutto, senza dimenticare che il fascino del “cattivo” ha una lunga tradizione. All’epoca non c’era Facebook, ma il “Gruppo Gerusalemme” non esitò a scegliere Barabba, che oggi - ci potete scommettere - avrebbe migliaia di fan.



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