Facebook/ E' boom dei 30-40enni "sfigati". Gli psicologi: attenti a lasciare tracce, vi pentirete. Gli identikit del popolo della Facebookmania
Basta un clic per ritrovare vecchi amici, ex compagni di scuola o antichi amori, condividere pezzi di vita, foto e video, e alla fine sentirsi meno soli. Quella per Facebook è una passione in crescita anche in Italia: contagia secondo gli ultimi dati 1 milione 369 mila italiani (su 132 milioni di utenti nel mondo), con un incremento di 'visitatorì che, in appena un anno, ha segnato un +961% (con un +135% degli iscritti). "Ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ultimamente ha contagiato in particolare la fascia tra i 30 e i 40 anni, e non a caso: questo mondo virtuale è infatti vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i cosiddetti vincenti". Parola di Paola Vinciguerra, presidente di Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore dell'Uiap (Unità operativa attacchi di panico) alla Clinica Paideia di Roma. 
COME E' NATO FACEBOOK - Se infatti il sito è nato richiamandosi - anche nel nome - agli album fotografici che le università americane pubblicano a inizio anno accademico per ritrovare amici perduti, oggi i 'nostalgicì a caccia degli ex compagni di classe sono solo uno dei tanti profili dei facebook-maniaci: ci sono i 'troppo solì, gli 'insoddisfattì, 'quelli con l'alter egò, 'quelli che lo fanno per farsi pubblicià", i 'cuori infrantì e, naturalmente, i 'latin lover virtualì. Ma stando agli esperti, dietro lo scambio di messaggi, foto e contatti c'è poco da stare allegri. "L'enorme sviluppo di Facebook è spia di un grosso problema di solitudine - diagnostica la Vinciguerra -. Abbiamo costruito la nostra vita su un'immagine capace, vincente, superorganizzata. Ma a 30-40 anni, che gli obiettivi che c'eravamo posti siano stati raggiunti o meno, si fa strada un senso di vuoto, perchè più che l'essere abbiamo curato l'apparire".
UNA COLOSSALE ILLUSIONE, NON SONO RAPPORTI VERI - Così finiamo per ricercare quelli che sono sentiti come "rapporti veri: i compagni di scuola, gli amici di tante estati al mare, i ragazzi del cortile. Quelli a cui davamo e ricevevamo sostegno e comprensione sinceri. Oggi nel mondo reale recitiamo un pò tutti - avverte la Vinciguerra - ma in passato non era così". "Facebook è una colossale illusione: permette a tante persone di pensare di essere importanti, perchè hanno decine e decine di 'amici virtualì, ma purtroppo si tratta spesso solo di un gran numero di 'sfigatì", sostiene Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma, e fra i primi a occuparsi del problema delle tecno-dipendenze in Italia.
ATTENZIONE ALLE TRACCE SUL WEB - "Occhio però, perchè dimenticano che resterà per sempre traccia sul web del cumulo di menzogne o banalità narcisistiche che si immette nella rete", avverte Cantelmi. E spesso le menzogne vengono al pettine, come è già accaduto nel caso di coppie in cui uno dei due si presenta single sul sito, e l'altro lo scopre. "Si è disperatamente in cerca di una realtà diversa, anche sentimentalmente, così si altera la verità", dice la Vinciguerra.
(segue... I nostalgici, i latin lover, i cuori infranti, i troppo soli... tutti gli identikit di chi frequenta Facebook)



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