"Facciamo un pacco alla Camorra". L'iniziativa della Campania

Venerdì, 16 dicembre 2011 - 08:45:54

"Facciamo un pacco alla camorra". Si chiama così l’iniziativa che parte da Casal di Principe e ha come obiettivo la vendita di un cesto natalizio con dentro tutti i prodotti coltivati nelle "Terre di don Peppe Diana", quelle confiscate ai clan camorrisitici della zona. Il progetto, promosso dal "Comitato don Peppe Diana", vede la partecipazione di cooperative sociali e associazioni di volontariato e come scopo ha quello di affermare un nuovo modello di economia sociale. Un modello che già dai primi passi ha dimostrato di poter mettere fuori mercato l’economia illegale del crimine organizzato.

Nel pacco ci saranno ortaggi sott’olio (melanzane, peperoni, ecc.) coltivati col metodo dell’agricoltura biologica sulle terre tolte ai camorristi, insieme al miele, la cioccolata e altri prodotti realizzati grazie al lavoro di tantissime persone svantaggiate impiegate nei campi e nei laboratori. Il tutto sarà contenuto all’interno di una borsa da shopping "made in Castel Volturno", prodotta dai soci, quasi tutti immigrati africani, della cooperativa sociale “Altri orizzonti by J. E. Masslo” che opera sul litorale domizio. "Il pacco alla camorra – spiega Mirella Letizia della cooperativa Eureka di Casal di Principe – è un modo concreto di lavorare al riscatto di questo territorio. Le mortificazioni subite dai cittadini da parte della camorra, sono sotto gli occhi di tutti. Le nuove realtà che si stanno consolidando nella gestione di beni confiscati, sono il volano per uscire da questi anni di lucida violenza. Non è facile, perché ogni giorno ci scontriamo con difficoltà enormi".

"Le minacce non ci fanno paura – afferma Mirella – perché in qualche modo ce le aspettiamo e siamo preparati a fronteggiarle. Ma dobbiamo combattere anche con le istituzioni come l’Asl di Caserta che ci sospende i budget di cura per le persone svantaggiate che lavorano sui beni confiscati. E questo non ce lo saremmo mai aspettati. Le istituzioni dovrebbero essere vicine alle cooperative sociali e alle associazioni impegnate a fronteggiare la criminalità organizzata. Siamo stretti tra due fuochi, ma i cittadini dimostrano di apprezzare i nostri sforzi. Anche quelli di altre parti d’Italia che arrivano qui nei mesi estivi per fare i campi di lavoro e dare una mano concreta per trasformare positivamente questi territori".
 



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