Fabio Salvatore ad Affari: "Ecco il mio ti cerco da sempre"
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Una narrazione diretta e sferzante, carica di passione, emozione, fede, sogno, nella quale si alternano volti, storie di uomini e donne che hanno incontrato il male sia fisico che interore ma che hanno preferito dire sì alla vita, scegliendo di riconquistare la propria esistenza per donarla agli altri. Destini incrociati, accomunati dal desiderio di rinascita e dalla voglia di amare.
Amare per amarsi. Donare per donarsi. Alla ricerca costante del sorriso e della propria felicità. Un racconto profondo, serrato, in un crescendo di emozioni e colpi di scena che conducono a un epilogo carico di pathos.
“Ti cerco da sempre”, è la scoperta intima dell’amore verso la nostra vita e quella di chi incontra le nostre braccia, il nostro il cuore e la nostra anima.
Fabio Salvatore, cosa ti ha spinto, dopo "Cancro non mi fai paura" e dopo la "Paura non esiste" a scrivere "Ti cerco da sempre"?
E' un romanzo particolare che è un evolversi dei primi romanzi. Se nel primo c’era il buio, la voglia di convivere con la malattia, nel secondo c’era la voglia della rinascita. Adesso c’è l’esplosione dell’amore. Esplosione dell’amore come cura del nostro cuore, della nostra anima, del nostro vivere. Un cuore che viene influenzato positivamente da un incontro speciale che faccio nella mia vita con la fede. Una fede che mi fa capire che per amare noi altri bisogna amare noi stessi. Questo ha fatto si che il mio cuore si aprisse e mi abbia fatto innamorare di Selenia.
Una storia d’amore…
Durante la sofferenza, con un cancro che va e viene, un grande problema di assorbimento dei farmaci. Sono di nuovo precipitato. Ma l’amore mi ha fatto capire che il dolore deve essere condiviso. E con Selenia abbiamo deciso questo. Di condividere tutto.Tutto sotto l’amore della Vergine Maria
Un amore nato nella fede, nel rosario e che diventa anche incontro e passione. Una voglia d’amare spassionata. Il non negarsi nulla della nostra esistenza.
Come ha affrontato la tua malattia Selenia?
Lei si è trovata ad affrontare la mia malattia in punta di piedi. Lei mi è accanto. Con Selenia sto vivendo la maturazione dell’amore. Un amore con rispetto. Soprattutto la malattia non è un alibi. L’amore viene vissuto perché lo sento non perché è alibi.
Come hai accettato la tua malattia?
La cosa bella è che tutto questo lo faccio attraverso un percorso. Nella mio racconto incontro delle storie: 5 uomini che hanno salvato la loro vita con l’amore. L’amore che quindi diventa cura nella vita di noi stessi.
L’amore non deve vivere ne nel dubbio ne nella paura.
La malattia ha cambiato totalmente la tua vita, l’amore anche…
Già, queste due cose non posson andare in parallelo. Il cancro è la mia vita. E ho trovato una donna che si prende cura di me. In questi anni mi sono chiuso e non ho permesso di amarmi. Io non riuscivo ad accettare tante cose. Ora il percorso di fede e l’amore che ho mi ha fatto capire e risvegliato da un grande torpore.
Non hai mai avuto paura?
No mai. Neanche adesso che sono tornata indietro. La malattia è una prova. E ti spinge con le spalle al muro e ti costringe a vivere. Bisogna saper vivere con forza, con coraggio la vita. Poi se si aggiunge anche l’amore. Ci sono tanti periodi bui nella vita: dalla morte di mio padre alla mia malattia. Ma non mi lamento, anzi, ringrazio Dio per avermi donato un altro giorno di vita.
L’amore non può essere buttato via, soprattutto da chi ha visto con gli occhi la morte. Ma nella nostra società non si ama più. Non possiamo amare se non si ama prima noi stessi.
Floriana Rullo



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