Cinque morti in Etiopia, giallo su un italiano
Cinque europei sono stati uccisi, due feiti e altri due rapiti in un attacco a un gruppo di turisti stranieri nella regione degli Afar, nel nord-est dell'Etiopia, al confine con l'Eritrea. Nessun italiano coinvolto: la Farnesina le notizie di un connazionale ferito o ucciso nell'agguato delle prime ore di martedi', in cui sono morti due tedeschi, due ungheresi e un austriaco. Due belgi sono rimasti feriti, anche se non gravemente. Il commando armato si e' portato via quattro ostaggi: due tedeschi e due etiopi (una guardia di sicurezza e un autista, anche se questi ultimi potrebbero esser stati i basisti all'interno del gruppo turistico). Il governo di Addis Abeba ha subito incolpato l'Eritrea, Paese confinante con cui ha combattuto una guerra tra il 1998 e il 2000, accusando il governo di Asmara di aver addestrato e armato gli autori dell'aggressione. L'Eritrea, che il portavoce etiopico ha accusato di voler far saltare il vertice dell'Unione africana in programma a fine mese a Addis Abeba, ha negato qualsiasi coinvolgimento nell'attacco.
"E' patetico, si tratta di un'assoluta menzogna", ha ribattuto Girma Asmerom, rappresentante di Asmara presso l'Unione Africana, il cui quartier generale si trova nella capitale etiopica. "L'Eritrea", ha aggiunto, "non ha nulla a che fare con movimenti del genere". La regione degli Afar e' uno sperduto angolo del Corno d'Africa, uno dei terreni piu' caldi e aspri del pianeta: nella depressione di Dancalia sperdute colline rocciose che si alternano a un vasto deserto posto sotto il livello del mare e punteggiato da letti di fiume rinsecchiti, antiche miniere di sale e alberi spinosi. Un paesaggio desolante, alla merce' di banditi e ribelli, eritrei ed etiopi, che attraversano regolarmente la frontiera, e che pure attrae ogni anno decine di intrepidi turisti per il suo spettacolare lago di lava, il vulcano Erta Ale. Secondo la televisione etiope, le vittime facevano parte di un gruppo di 27 membri tra cui c'erano anche cittadini statunitensi e australiani. La zona fu teatro anche nel 2007 di un altro sequestro: furono presi in ostaggio cinque europei e otto locali; gli europei vennero riconsegnati alle autorita' eritree due settimane piu' tardi e la Gran Bretagna disse che il governo di Asmara aveva contribuito al loro rilascio.


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