Estate/ Caos cenere del vulcano: è allarme. L'ipotesi: ci sarà un'estate fredda
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Non si arresta il cammino della gigantesca nube di cenere provocata dall'eruzione del vulcano islandese, e continua la paralisi dei voli nei cieli del Nord. E l'eruzione del vulcano Eyjafjallajökull in Islanda non è un caso isolato e non sarà nemmeno l’ultima che l’isola offrirà al Pianeta. L’Islanda non è nuova a fenomeni di questo tipo. L’ultima eruzione del Eyjafjallajökull risale a circa 200 anni fa. Vicino ce n’è un altro, che recentemente ha dato segnali di attività, il Katla. Alcuni ricercatori islandesi ritengono che ci potrebbero essere ripercussioni anche su questo secondo vulcano, la cui ultima eruzione risale al 1981, e che stavolta potrebbe anche essere più intensa. Affaritaliani ha intervistato Andrea Giuliacci, metereologo del centro Epson Meteo, per capire che effetti potrebbe avere sulla terra e sull'estate l'eruzione avvenuta in Islanda.
"Tutto dipenderà da quanto materiale in effetti riuscirà a raggiungere la stratosfera. Lo strato più basso dell'atmosfera è la troposfera, tutto ciò che si trova in quello strato ritorna in tempi brevi. Sopra si trova la stratosfera in cui c'è poca turbolenza. E se le polveri raggiungono questo strato rimangono anche degli anni. Perchè è importante il materiale vulcanico? Perchè polveri e ceneri e anidride solforosa possono riflettere parte della luce solare. Quest' ultima reagendo con il vaporea acqueo crea l'acido solforico che scherma con grande efficienza la luce solare. Se parte della radiazione solare viene riflessa verso lo spazio invece che raggiungere la terra è chiaro che questa si scaldi di meno.
In realtà i rischi, se ci saranno, saranno presenti nelle stagioni successive perchè c'è bisogno che questa polvere una volta raggiunta la stratosfera si distribuisca e crei un velo molto grande e uniforme lungo la parte più alta dell'atmosfera. Una sorta di piccola copertina sopra la terra. Ma ci sarà più rischio per le stagioni successive.
In passato è già successo, nel 1816, quando il Tambora (Indonesia) ha, durante la sua eruzione, sprigionato un'enorme quantità di polvere vulcanica nell'atmosfera. In quel modo era mancato il riscaldamento terrestre.
LA FREDDA ESTATE- Ma non sarà un anno senza estate come quello dell'anno 1816, conosciuto anche come l’anno della povertà, un anno durante il quale gravi anomalie al clima estivo distrussero i raccolti nell’Europa settentrionale, negli stati americani del nord-est e nel Canada orientale. Il fiume Mississipi gelò in pieno agosto. E furono proprio le gelate e i raccolti persi in New England in questa estate anomala portò alla conquista del west. Ma non fu la sola. La prima metà del 1800 fu molto freddo per via delle eruzioni vulcaniche esplosive (l'etna non può far danni perchè non c'è ciò che proietta verso l'atmosfera). L’eruzione del vulcano Tambora fu anche la causa, in Ungheria, della caduta di neve sporca. Qualcosa di simile accadde anche inItalia, che per un anno circa vide cadere della neve rossa, anche in Sicilia in pieno agosto. I raccolti furono tutti distrutti e la carestia interesso tutta la Penisola. Mentre nel recente passato 1991 con il monte Pignatubo nelle Filippine c'è stato un rallentamento del riscaldamento del pianeta".
Insomma come si prospetta questa estate del 2010?
"In generale ci saranno tre aspetti che influenzeranno questa estate. Oltre l'eruzione vulcanica, che fa ipotizzare un clima più freddo, ci sarà anche un sole pigro che emette meno energia. Nulla di preoccupante. Però fa si che riscaldi meno la terra. Ma abbiamo avuto anche il nino (riscaldamento dell'acqua del Pacifico). Quando dura fino a inizio privamera in Italia l'estate è poi solitamente più calda. Facendo il mix di questi fattori avremo quindi un'estate media, non caldissima, ma neanche fresca. Ma tutto dipende ancora dal materiale vulcanico che nei prossimi giorni arriverà sulla terra".
Di Floriana Rullo



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