Maxi sequestro di esplosivo, il questore: "Non era destinato alla 'ndrangheta"
"L'esplosivo sequestrato a Gioia Tauro non serviva per gli scopi criminali della 'ndrangheta". Lo ha detto il questore di Reggio Calabria, Carmelo Casabona, aggiungendo che non è neanche certo quale sia stato il porto di partenza del container in cui erano stivate le sette tonnellate di t4 intercettate dalla polizia.
In un primo momento si era pensato ad uno scalo dell'Iran, mentre, secondo quanto reso noto successivamente, la base di partenza sarebbe stato un porto del mare del Nord. L'esplosivo viaggiava in un container il cui percorso sarebbe stato seguito nel contesto di un'indagine che ha riguardato personaggi che operano in diversi paesi esteri.
Gli investigatori privilegiano l'ipotesi di un traffico internazionale di esplosivo e non un rifornimento per la criminalità organizzata italiana. L'operazione che ha portato al maxisequestro di un'ingentissima quantità di esplosivo T4 nel porto di Gioia Tauro è stata compiuta dalla squadra mobile della questura di Reggio Calabria e dalla Guardia di finanza, con la collaborazione dell'Agenzia delle dogane.



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