Esodo, bollino nero addio. Sei italiani su 10 restano a casa
Bollino nero, allarme traffico, autostrade intasate, aeroporti in tilt, stazioni prese d'assalto. Titoli e aperture di telegiornali che andavano bene fino allo scorso anno per il mese di agosto. Ma, la dimostrazione l'abbiamo avuta per l'ultimo week-end di luglio, il tanto temuto super traffico da vacanza non esiste più. Per fortuna o no, le autostrade non si intasano più, perchè i soldi per partire non ci sono. Le previsioni "nere" ci sono anche per il 5 e il 6 agosto, secondo l'ultimo allarme lanciato da Autostrade per l'Italia. Il grande esodo estivo entrerebbe nel vivo. La seconda e principale fase delle partenze degli italiani per le località di villeggiatura porterà in viaggio, secondo alcune stime, almeno 10 milioni di persone. Eppure ben sei italiani su 10 restano a casa. Un record. E così per tutto agosto, nonostante le allerte varie, la rete autostradale resterà scorrevole e la situazione sotto controllo. ;agari con qualche coda più intensa sull'Adriatica, ma niente di preoccupante. 
I dati sono del Censis e della Confcommercio. Quest'anno resta a casa il 60 per cento degli italiani e la grande maggioranza "ha addotto come giustificazione l'esigenza di risparmiare, mentre circa il 5 per cento ha detto di preferire le vacanze in altri periodi dell'anno". Ad agosto - secondo lo studio - poco più di 16 milioni di italiani faranno una vacanza, su un totale di quasi 24 milioni stimati per il periodo tra giugno e settembre. La vacanza e il viaggio, però, sono più corti rispetto al passato.
Persino sulla Salerno-Reggio Calabria (la più problematica) la circolazione è risultata agevole. A parere della Federconsumatori quanto sta avvenendo è la conferma del fatto che si è detto addio alle canoniche due settimane di ferie, e si preferisce il 'mordi e fuggi' strutturale. "Naturalmente la crisi che pervade il paese ha fortemente condizionato i comportamenti e la recente manovra economica ha ancora di più depresso sia le condizioni di potere d'acquisto delle famiglie". L'83 per cento di chi è in vacanza soggiorna in case, in albergo o nelle strutture extra-alberghiere, mentre il 17 per cento va soltanto nella casa di villeggiatura. La durata media delle vacanze estive 2011 è di 10 giorni, ma in generale, se nella maggioranza dei casi la durata sarà identica a quella dell'anno scorso, "una quota consistente (22 per cento) farà vacanze più corte, probabilmente in un'ottica di razionalizzazione, cercando di risparmiare".
Nonostante il "rito agostano", affermano Censis e Confcommercio, "coinvolga la maggior parte delle persone in villeggiatura, ben il 33 per cento ha fatto la vacanza a giugno o luglio e una quota del 12 per cento partirà a settembre". Le vacanze - aggiunge l'indagine - restano "un tratto importante dello stile di vita di un numero consistente di famiglie italiane. Se è vero che il 40 per cento si muoverà o si è già mosso in questo periodo estivo, una quota del 20 per cento ha detto di aver fatto un periodo di vacanza con almeno 3 pernottamenti fuori casa nella prima parte dell'anno".
CHI CI RIMETTE - "Si riciclano teli da mare e costumi dello scorso anno e anche nei pasti si sta più attenti". L'italiano medio, che tradizionalmente non rinuncia alla buona cucina, fa di necessità virtù ed evita i ristoranti "per pasti casalinghi, magari portati in spiaggia come si faceva una volta". "Ci rimettono anche i venditori ambulanti - assicura il Codacons -". Meno pranzi all' ombra dei chioschi o nei ristorantini sul mare: si torna al vecchio panino imbottito, "portato in spiaggia come si faceva una volta". E se la Polizia Stradale ha visto positivmente le "partenze consapevoli" e il calo degli incidenti, l' amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci, per fine settimana 6-7 agosto prevede: "Il secondo bollino nero, ovvero il 6 agosto, sarà sicuramente un po' più carico, quindi raccomandiamo di scaglionare le partenze". Insomma, insiste.
LE CITTA' NON CHIUDONO PER FERIE - Ma la crisi economica incide anche sul numero di coloro che abbandonano le città di residenza per andare in vacanza. Aumentano coloro che decidono di restare a casa oppure si riduce il periodo di tempo destinato alle vacanze. Di conseguenza le grandi città, diversamente, da quanto avveniva in passato, non "chiudono" neanche in agosto. 
Questo si verifica, ad esempio, a Roma e Milano: c'è crisi, i romani e i milanesi partono meno e i negozi restano aperti. Quest'anno infatti sono stimati in un milione e 680.000 i romani che rimarranno a Roma in agosto. Per tutti loro e anche per i tanti turisti “la città non chiude”. Elettricisti, fornai, farmacisti, meccanici, centri estetici e medici, ristoranti rimarranno operativi nel mese più caldo dell'anno, grazie all'iniziativa annuale della Cna “Artigiani, e non solo, aperti ad agosto”.
VACANZE, DEVE RIUNCIARE UN BAMBINO SU TRE - E di mezzo ci vanno anche i più piccoli, senza che di fatto le grandi città siano realmente attrezzate per loro durante l'estate. Sono 33 i bambini su 100 costretti a rinunciare alle vacanze per motivi legati alle finanze familiari. Il dato emerge da un laboratorio, curato dall'Osservatorio sui diritti dei minori, su un campione di cento famiglie monoreddito con almeno un bambino inferiore ai 10 anni di età, 50 dislocate nell'area centro nord ed altrettante nel centro sud. A doversi astenere dalla villeggiatura è il 66 per cento dei bimbi meridionali contro il 34 per cento di quelli settentrionali.
Tra le principali motivazioni addotte da quanti si dicono costretti a rimanere a casa vi è per il 41 per cento la difficoltà di far quadrare i conti relativi alle spese di ordinaria sussistenza e amministrazione (alimentazione, affitto e altre spese domestiche), per il 28 l'impossibilità di conciliare il costo delle vacanze con i mutui contratti per l'acquisto di casa o altri beni, per il 31 altre giustificazioni fra le quali spicca la preoccupazione di risparmiare per fronteggiare le imminenti spese scolastiche (6 per cento). Per cui, la soluzione è rimanere a casa e offrire ai bambini gite fuori porta soltanto nei week end con destinazioni facilmente raggiungibili. "Dover rinunciare alle vacanze significa negare ai bambini un'occasione per confrontarsi con realtà avulse dalla quotidianità", spiega il sociologo Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio e consulente della Commissione parlamentare per l'Infanzia. "È durante le vacanze che il bambino può evadere dalle consuetudini domestiche, fatte per lo più di consumi tecnologici, sperimentando una dimensione socializzante e responsabilizzante. Evadere dalla routine - continua il sociologo - significa anche favorire nel bambino il desiderio di ritorno alla normalità con minor fatica e maggiore predisposizione all'apprendimento". Per Marziale, infine: "L'impossibilità di fare vacanze è, nei confronti dei bambini, un diritto negato".
Alessandro Pedrini, direttore generale dell'Osservatorio, evidenzia: "I dati emersi dal nostro laboratorio confermano come l'attuale momento di congiuntura finanziaria negativa che attraversa l'Italia colpisca maggiormente le famiglie. Ci troviamo al cospetto di una situazione estremamente critica e destinata ad aggravarsi, se consideriamo che sempre più imprese si vedono costrette a licenziare e mettere in cassa integrazione padri di bambini piccoli che oltre a dover rinunciare alle vacanze corrono il rischio di vedersi chiudere le porte di accesso ai percorsi di istruzione e formazione. Una iattura per il futuro del Paese, che - conclude Pedrini - fa a pugni con i privilegi di una casta spregiudicata e incapace di elaborare correttamente i bisogni della gente, bambini compresi



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