Escort, il gip di Bari dice no ai pm: "Giusto l'arresto di Lavitola"
Il gip del tribunale di Bari Sergio Di Paola ha respinto la richiesta della procura di revocare il provvedimento di arresto per Valter Lavitola. Il giudice ha condiviso la ricostruzione dei fatti del tribunale del Riesame di Napoli, sottolineando come nei confronti del faccendiere latitante a Panama siamo "sussistenti i gravi indizi di colpevolezza". Oggi, il pm di Bari Pasquale Drago chiederà al gip l'emissione di un provvedimento di cattura per Lavitola, latitante dal primo settembre scorso. Nei confronti del faccendiere, Bari procede per aver indotto Gianpaolo Tarantini a "rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria" (377 bis).
La pubblica accusa aveva invece chiesto la revoca dell'arresto disposto dai giudici di Napoli "per la mancanza di gravi indizi per il reato di induzione a mentire". Lo stesso Drago, nei gorni scorsi aveva depositato una memoria di otto pagine con cui chiedeva, "dopo matura e sofferta riflessione" , la revocare la misura restrittiva. Nella sua richiesta, il pm aveva spiegato come fosse necessario capire esattamente i contorni della vicenda relativa alla consegna del denaro che il premier, Silvio Berlusconi, ha dato a Gianpi con la mediazione del faccendiere. Secondo Drago,
c'era la necessità di "chiarire diversi aspetti". Una lettura che però non ha convinto il gip per il quale Lavitola va arrestato, proprio perché non mancano i gravi indizi di colpevolezza. Entro oggi verrà emessa la nuova richiesta di misura cautelare. Sabato sarebbero scaduti i termini per l'arresto chiesto dai giudici di Napoli.


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