Esami di notte, alla Sapienza la protesta contro la riforma
La protesta continua. Con appelli d'esame di notte, o nei giardini dell'Università La Sapienza di Roma. Studenti e insegnanti contro la riforma Gelmini, "i tagli all’Università, il blocco degli scatti per gli stipendi del personale universitario". Da ieri notte gli insegnanti delle facoltà umanistiche de La Sapienza interrogano nelle ore più buie. Come spiegano i professori, "un’Università indebolita nel finanziamento e negli investimenti da parte dello Stato è destinata a vivere periodi bui e a finire in strada".
Niente blocchi dell’attività accademica, dunque, né occupazioni o cortei. “Lavoriamo qui sulla nuda terra, dice il professor Giulio Ferroni, e mi pare che sia un fatto simbolico, racconta bene com’è ridotta l’Università. Non credo serva, ma almeno denuncia un malessere che ha tante ragioni”.
Le proteste” alternative” dei professori non sono però piaciuta al rettore Luigi Frati: “iniziative folkloristiche” le ha definite.Il senatore del Pdl Elio Massimo Palmizio ha annunciato un'interrogazione urgente al ministro dell’Università, Mariastella Gelmini, per sapere come il Governo giudichi “l’ennesima boutade della casta dei professori”.
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"Non avrei creduto possibile che alcuni docenti avrebbero partorito un’idea così irresponsabile come quella di esami notturni, che fa ricadere sui soli studenti l’onere della protesta”, ha detto Palmizio, e ha chiesto “al ministero un’attenta azione di vigilanza ed eventuale repressione nei confronti dei docenti che aderiranno, che eccede la sacrosanta autonomia delle Università".
Gli appelli di notte - "Gli appelli d'esame si terranno dalle ore 21 alle ore 5", spiega Laura Faranda docente di Antropologia, “un ordine temporale inusuale ma fedele sia all'inversione di senso cui sembrano orientate le manovre del governo in materia di riforma dell'università e della ricerca, sia al nuovo profilo di professori 'ombra', oscurati e delegittimati nella sostanza qualitativa e quantitativa del proprio impegno quotidiano”. Nel pmeriggio di martedì, intanto, i presidi della Sapienza, tra cui anche quelli del Senato Accademico, hanno decretato la solidarietà alla protesta di Lettere e a tutte le altre forme di lotta ai tagli del governo.



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