Erba/ La Cassazione ha deciso: c'è l'ergastolo

Mercoledì, 4 maggio 2011 - 08:25:00

Giorno della verità per la strage di Erba. Ergastolo confermato per Olindo Romano e Rosa Bazzi. Lo ha deciso la prima sezione penale della Corte di Cassazione, respingendo il ricorso presentato dai legali dei coniugi, gia' condannati in primo e secondo grado come autori materiali della strage di Erba.

Secondo il pg della Cassazione Sante Spinaci la confessione di Olindo Romano, il riconoscimento da parte di Mario Frigerio, come pure le tracce ematiche non lasciano spazio a dubbi sul fatto che siano stati Olindo Romano e Rosa Bazzi ad uccidere Raffaella Castagna, il figlio Yousef, la madre della donna Paola Galli e la vicina di casa Valeria Cherubini. Inoltre, secondo la pubblica accusa di piazza Cavour non c'è alcuno spazio per pensare a "piste alternative". In aula, oltre ad Azouz Marzuk è presente anche il padre di Raffaella Carlo Castagna insieme ai figli Giuseppe e Pietro. Ad attendere il verdetto della suprema Corte anche il figlio di Frigerio, Andrea.



LE IMMAGINI

L'antefatto/ AZOUZ: RIFARE IL PROCESSO, SONO INNOCENTI - Ma la vera sorpresa è arrivata da Azouz Marzuk, marito d Raffaella. Il tunisino non crede più che Olindo Romano e Rosa Bazzi siano i responsabili della strage di Erba. Per questo ha revocato il legale, Roberto Tropenscovino, che lo rappresentava in Cassazione come parte lesa.  È lo stesso legale, che lo rappresentava in Cassazione come parte lesa, a raccontare il cambio di rotta di Marzuk: "Ieri sera mi ha chiamato per comunicarmi questi dubbi. Mi voleva imporre non solo di non chiedere più l'ergastolo per i coniugi Romano ma voleva anche che stamani chiedessi la riapertura del processo".

Una richiesta assolutamente "incompatibile con i miei principi e la mia dignità", argomenta ancora il leagle di Marzuk che stamattina ha formalizzato davanti alla suprema Corte la rinuncia del suo incarico. "Mi auguro che i dubbi di Azouz siano genuini e non indotti -dice ancora il legale-. Un cambio di rotta che Azouz mi preannunciò tempo fa ma non avrei mai pensato che i suoi dubbi si traducessero in una imposizione nei miei confronti. Se avessi avuto dubbi sulla non colpevolezza di Olindo e Rosa non sarei mai venuto oggi in Cassazione". Come spiega ancora l'ex legale del tunisino, che è presente in Cassazione avendo ottenuto un permesso speciale come parte lesa nel processo (in serata dovrà tornare nel suo paese d'origine), rinunciando alla costituzione di parte civile Marzuk non avrà più diritto al risarcimento dei danni. Con la revoca del mio mandato, cosa che ho chiesto che venisse formalizzata con tutti i crismi, Marzouk ha rinunciato - prosegue Tropenscovino - anche ad ottenere i 60 mila euro di provvisionale che in primo grado gli era stata assegnata come prima tranche del risarcimento per i danni patiti, complessivamente valutati in un milione e 600 mila euro, per l'uccisione di Raffaella e del figlioletto Youssef".

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