Erba/ La casa della strage va alle persone in difficoltà
Dal dramma rinasce la vita. Quattro anni dopo uno dei delitti più efferati che il nostro Paese abbia mai conosciuto, l’annuncio che da quel dramma prende il via un progetto che riporterà la vita nella casa di via Diaz, ad Erba. Il progetto si chiama “Se mi tieni per mano” ed è stato voluto dalla famiglia di Carlo Castagna, che ha donato l’appartamento in cui nel 2006 vennero brutalmente uccisi Raffaella Castagna, Paola Galli, il piccolo Youssef Marzouk e Valeria Cherubini.
La consegna simbolica delle chiavi di casa avverrà durante la celebrazione della messa, sabato mattina, in parrocchia. Un gesto semplice, quanto forte. La famiglia Castagna ha deciso di donare l’abitazione alla Parrocchia Santa Maria Nascente di Erba. L’appartamento verrà messo a disposizione per le persone in difficoltà. Il progetto prevede l’attivazione di un alloggio di autonomia per singoli o nuclei familiari in difficoltà abitative nel territorio della città di Erba, che si aggiunge ad altri alloggi già gestiti dalla Parrocchia attraverso la Caritas della Comunità Pastorale di S. Eufemia in collaborazione con i servizi sociali del Comune di Erba e con il Consorzio Erbese dei servizi alla Persona.
La famiglia dopo aver ristrutturato a sue spese l’alloggio lo ha concesso in comodato gratuito per nove anni alla Parrocchia, con l’espresso desiderio di far “rinascere” la casa, supportando persone in difficoltà in un’atmosfera di accoglienza, vicinanza e solidarietà. Ciascun singolo o nucleo familiare ospitato verrà seguito in modo individuale, grazie al supporto di una decina di volontari della Caritas e di personale qualificato; indicativamente, le persone saranno ospitate per un periodo dai 6 ai 18 mesi, a seconda della complessità dei casi e quindi dei percorsi. Il progetto è stato realizzato col sostegno di Fondazione Cariplo.



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