Eolie, il terremoto colpa dei divieti non rispettati
E' tornata la calma sulle isole Eolie dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4,5 che ieri pomeriggio ha diffuso il panico tra abitanti e turisti, e causato quattro feriti lievi. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e' giunto stamani in elicottero a Lipari per un vertice operativo accompagnato dal prefetto di Messina, Francesco Alecci. Bertolaso ha denunciato che in alcune delle zone franate era in vigore il divieto di balneazione.
Quindi, ha sottolineato, "la prima cosa da fare per la sicurezza e' rispettare le norme per evitare rischi per turisti e bagnanti". Per il capo della Protezione civile "occorreranno parecchi quattrini per mettere in sicurezza le Eolie", ma "fa ben sperare la presenza dello Stato alle Eolie, ben rappresentato dal presidente del Senato Renato Schifani e dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo".
Tutte le verifiche e le indagini sulla situazione "sono gia' state avviate", ha aggiunto il capo della Protezione civile, che ha ricordato come la tutela del territorio sia "un problema nazionale: due ragazze sono morte alcuni mesi fa a Ventotene -ha ricordato- purtroppo anche li' per un fatto casuale provocato non da un terremoto ma da una situazione di dissesto idrogeologico che e' tipica di molte parti del nostro Paese". Il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ha aggiunto Bertolaso, si "e' attivamente impegnato contro il rischio idrogeologico: c'e' un miliardo di euro stanziato nell'ultima finanziaria.
Ora e' necessario che quelli che debbono utilizzarli sappiano spenderli in modo giusto". Intanto, sul terreno, si fa piu' accurata la mappatura dei danni: oltre che sui litorali di Praia Vinci e Vallemuria, a Lipari vi sono stati crolli di massi lungo la costa di Capo Rosso, in prossimita' della zona pomicifera. Nella localita' di Gelso a Vulcano non ci sono stati distacchi di massi lungo la caratteristica spiaggia, mentre sale il numero delle abitazioni lesionate.



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