Englaro/ Beppino perchè non hai scelto la soluzione all'Italiana?
Di Giuseppe Morello
Beppino Englaro, il padre di Eluana, continua la sua battaglia. Ma a questo punto dovrebbe aver capito che stare su una trincea del genere in Italia comporta solo prendere pesci in faccia e contorcersi in sottili dispute. Viene da pensare che il buon Beppino avrebbe fatto meglio a comportarsi anche lui all'italiana. Senza dire niente a nessuno, magari in una clinica all'estero o magari allungando qualche banconota a un medico, avrebbe potuto interrompere l'alimentazione di Eluana nella penombra di una camera di ospedale, "aumm' aumm'", direbbero a Napoli.
Nessuno avrebbe saputo niente e il caso era chiuso: la famiglia sarebbe uscita dai riflettori e l'ipocrisia avrebbe tranquillizzato tutti. Chissà se il signor Englaro si rammarica mai di non aver fatto così, perché aver scelto la strada della battaglia di principio alla luce del sole gli ha comportato solo pene aggiuntive.
Chissà se si chiede mai: ma chi me lo fa fare?
Noi gli siamo comunque grati, perché grazie a lui si è sollevato un tema, quello della linea di confine tra la vita e la morte, che molti avrebbero voluto non affrontare e che invece affligge diverse centinaia di famiglie che spesso non hanno nemmeno le parole per articolare quello che vivono.
Anche chi non è d'accordo con Beppe Englaro gli deve riconoscenza, come la si deve a chi generosamente riesce a fare di un dramma personale una questione di interesse pubblico, una questione di principio che permette a tutti di riflettere e maturare un'opinione, ma prima ancora di parlare di un argomento tanto delicato.
Non so se il padre di Eluana se la sente ancora di andare avanti, di cercare soluzioni che appena trovate vengono "tappate" da una circolare di un ministro o dalle polemiche sollevate dal Vaticano. Se, estenuato, dovesse scegliere la soluzione "all'italiana", sappia che avrebbe tutta la nostra comprensione.



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