Eluana/ Alfano: subito una legge per colmare vuoto legislativo

Mercoledì, 4 febbraio 2009 - 18:15:00

TETTAMANZI: "ELUANA VIVE SENZA AIUTI"

''Visitando i degenti della clinica Beato Luigi Talamoni ho potuto incontrare Eluana e constatare di persona come le sue condizioni fisiche generali fossero buone e come vivesse senza l'ausilio di alcun macchinario''. Lo afferma il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano che confessa di provare in questo momento ''sofferenza, smarrimento e angoscia'' in una lettera alle suore misericordine che a Lecco assistevano la giovane. ''Partecipo al vostro dolore'', confida Tettamanzi che scrive di essersi chiesto in quelle occasioni ''il perchè della vostra generosa dedizione'' e di capire ora la ''sofferenza'' di questo distacco da ''una giovane donna, per voi molto cara, verso la quale è nato un rapporto ancor più forte della gia' significativa relazione che intrattenete con ogni vostro paziente''. ''Questi anni - aggiunge il cardinale - hanno reso Eluana parte anche della vostra famiglia, oltre che di quella dei suoi genitori''. ''Vorrei - conclude Tettamanzi denunciando la strumentalizzazione del caso Englaro per far passare una mentalità che nega valore alla vita - che il clamore attorno ad Eluana cessasse e si aprisse lo spazio della preghiera, della riflessione. E' necessario anzitutto un rispetto sincero per le persone coinvolte'', ma occorre anche ricordare che, ''al di là e al di sopra della legge positiva degli uomini, sta la legge che Dio ha indelebilmente stampato nel cuore di ogni uomo e donna: legge che sola puo' assicurare l'ordinata e pacifica convivenza sociale''.

Il caso Eluana continua a suscitar polemiche. E ora anche Sacconi non molla. E rilancia: "Il governo sta valutando l'idononeità della casa di riposo 'La Quiete' di Udine e le modalità del ricovero di Eluana per il suo 'ultimo viaggio'. Non non si arrende il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi e, attraverso il Gr1 Rai, fa sapere che il caso Englaro non è chiuso.

"Abbiamo chiesto alla Regione Friuli informazioni circa il grado di abilitazione di questa casa di riposo", ha dichiarato il ministro nell'intervista radiofonica, "perché lo stesso ricovero sembra sia stato realizzato con un fine di accudimento".

LA BATTAGLIA- Il ministro promette battaglia: "Mio dovere è quello di non girarmi dall’altra parte di fronte a un tema così grande e, nel dubbio, insisto nel prendere la posizione che ho già preso, anche a nome del Governo". Intanto è trascorsa in un clima di silenzio e di attesa la prima notte di Eluana nella casa di accoglienza "La Quiete".

La donna era giunta ieri all’alba nella struttura friulana dove un’equipe sanitaria di volontari è pronta ad applicare il decreto della Corte di Appello di Milano per l’interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione. Medici, infermieri e amministratori della Quiete mantengono un silenzio totale sulla vicenda, ricoverata in una camera al primo piano della struttura sanitaria in attesa di essere trasferita al terzo piano, in una stanza più grande dove dovrebbe avvenire la progressiva interruzione di alimentazione e idratazione.





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La donna è costantemente seguita dal personale della struttura e la camera è sorvegliata, 24 ore su 24 da una guardia giurata. Il protocollo messo a punto da medici e legali prevede che Eluana sia alimentata e idratata per tre giorni senza novità rispetto al passato. All’esterno della "Quiete", Polizia e Carabinieri sorvegliano con discrezione la struttura. Davanti alla casa di accoglienza, ieri sera si è svolta una manifestazione di Radicali e associazione "Luca Coscioni" per sollecitare una legge sul testamento biologico. Per il pomeriggio è previsto un sit-in con preghiere dell’associazione Giovanni XXIII per chiedere che Eluana continui a vivere. Sul caso di Eluana la politica ieri si è schierata con le più alte cariche dello Stato, Presidente della Repubblica in testa, che hanno invocato una legge sul testamento biologico che regoli il momento finale della vita.

Il presidente della Camera Fini ha chiesto anche "rispetto" per la decisione dei genitori di Eluana ai quali, soli, spetta il "diritto di fornire una risposta», mentre la Chiesa è tornata a ribadire il suo anatema "inconcepibile ucciderla così". Soltanto il premier Berlusconi ha deciso di non parlare "non voglio intervenire" mentre dal Capo dello Stato Napolitano ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani è pressante la richiesta alle forze politiche di colmare un vuoto legislativo su questa controversa materia.

E se per il governo il ministro Sacconi sta valutando eventuali provvedimenti, il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dice un netto "no" ad escamotage e "cavilli" al fine di ottenere l’applicazione del decreto della Corte di Appello di Milano per la sospensione dei trattamenti a Eluana. Dall'opposizione Veltroni, segretario del Pd, chiede invece alla politica "discrezione" e rispetto per le sentenze.

L'AVVOCATO- L'avvocato Vittorio Angiolini, legale della famiglia Englaro, chiede che cali il silenzio sull'atto finale della vicenda di Eluana. "E' il diritto della famiglia della ragazza alla riservatezza e al senso di umanità, chi lo violerà verrà perseguito legalmente", spiega Angiolini. La privacy di Eluana nella clinica "La quiete" di Udine, dove è ricoverata, è garantita da una decina tra guardie giurate, carabinieri e agenti di polizia in borghese.

BAGNASCO- "E' un momento molto grave e triste per il nostro Paese che vede uno scivolamento, speriamo in maniera non irreversibile, verso una deriva eutanasica". Lo ha detto il presidente della Cei Angelo Bagnasco che ha commentato la vicenda di Eluana Englaro nel corso di un incontro con alcune emittenti radiotelevisive cattoliche, auspicando che la vicenda non arrivi alla drammatica conclusione. "Se ci arriverà - ha ammonito Bagnasco - saraà davvero una grave ferita nella nostra cultura che, segnata da sempre, dalla promozione e dalla custodia della vita, in tutte le sue forme, ma specialmente nelle forme più fragili, come ha ricordato il Papa, perche' il grado di cultura di una civilta', di un popolo è segnato anche, forse in primo luogo, dalla capacita' di accogliere nel modo piu' bello la vita quando è più fragile quindi al momento del concepimento e quando va verso il suo naturale tramonto".

Per il presidente della Cei viviamo dunque "un momento grave e triste tanto più perche' la nostra cultura è impregnata, da sempre, della difesa della vita soprattutto nelle sue forme piu' fragili". "La Chiesa italiana - ha ricordato il cardinale - è vicina a Eluana e ai suoi familiari e ribadisce che la risposta piu' vera alla sua situazione è l'accoglienza che hanno avuto nei suoi confronti le suore di Lecco". Per Bagnasco, "la questione antropologica è centrale: in queste ore - ha osservato - lo vediamo in termini ancora più drammatici che coinvolgono tutti noi, non solamente nel senso della sensibilita' religiosa, ma soprattutto della ragione e dell'umanita"'.

ALFANO: SUBITO UNA LEGGE - "In qualità di ministro della Giustizia, ritengo assolutamente necessario un intervento legislativo finalizzato a regolamentare questa delicata materia", Lo afferma, in una nota, il Guardasigilli Angelino Alfano in merito al caso di Eluana Englaro, rilevando che tale "intervento, in realta', si e' gia' tradotto in una proposta di legge, presentata dal relatore, il senatore Calabrò, che costituisce il testo base su cui sta lavorando alacremente la commissione Sanità del Senato".

Per Alfano, "il dramma di Eluana pone degli interrogativi laceranti: come uomo e come cattolico, di fronte all'insondabile e sacro mistero della vita, considero un fatto terribile togliere cibo e acqua a una persona, incapace di decidere autonomamente di infrangere questo stesso mistero". Rispetto a "questa considerazione, - conclude Alfano - il dramma che avverto è più grande perchè, se l'iter legislativo di questa proposta di legge fosse gia' arrivato al termine, nessun tribunale sospenderebbe l'idratazione e l'alimentazione a Eluana poiche', non essendo cure mediche, non potrebbero essere sospese".

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