Elisa è morta dopo aver preso ecstasy sintetica. Caccia allo spacciatore

Giovedì, 3 febbraio 2011 - 13:37:00

Elisa doveva incontrare Matteo, la svolta

..........................

La maledizione di Perugia/ Oltre al giallo di Elisa, il delitto Meredith. Guarda il trailer del film su Amanda Knox

Non ci sono molto altri dubbi. Elisa Benedetti è morta, in quel bosco di Casa del Diavolo Elisa, per il freddo. Perché aveva bevuto, ma non solo. Aveva preso una di quelle droghe sintetiche che non permettono di orientarsi, di capire dove sei e che cosa fai, tanto meno di guidare. Si è trovata nel fango, sola e impaurita tanto da aver mentito ai carabinieri dicendo di esser stata violentata.

Forse l'ultimo tentativo di chiedere aiuto. Tre giorni dopo il ritrovamento del corpo della venticinquenne di Città di Castello, l'autopsia sul cadavere della ragazza mette qualche punto fermo nell'inchiesta. Ma non risolve del tutto il giallo: perchè c'è qualcuno che quel sabato sera in centro a Perugia ha venduto droga a lei e all'amica Vanessa e che ora gli inquirenti stanno cercando. Sono Matteo e Marco. Il primo sarebbe il suo spacciatore abituale, un giovane nordafricano. Elisa lo cercava dopo l'incidente con l'auto di Vanessa. E infatti le aveva detto: "Devo vedere Matteo". Una frase apparentemente senza senso, visto che ha lasciato all'improvviso l'amica e si è diretta verso città del Diavolo, ma che ora inizia ad assumere un significato. Elisa, probabilmente, cercava quel ragazzo che poteva aiutarla a capire che cosa aveva preso, perché si sentiva così sbandata. Marco, invece, è l'altro spacciatore che le aveva dato quella droga, l'ecstasy sintetica, e non l'eroina come al solito.


Il ritrovamento del corpo di Elisa
LE IMMAGINI

LA DROGA E LA RICERCA DI MATTEO - E la droga è infatti una concausa della morte di Elisa il cui cuore, ha stabilito l'esame autoptico del medico legale Annamaria Verdelli, si è fermato per insufficienza cardiorespiratoria. Dovuta al gelo di quella notte. Gli accertamenti hanno anche consentito di escludere che la ragazza sia stata violentata, come invece lei aveva raccontato nella telefonata fatta ai carabinieri, e hanno confermato che non ci sono lesioni sul suo corpo: gli unici graffi presenti sono compatibili con i rovi in cui è finita cercando di uscire dal bosco.

Resta da capire perchè Elisa sabato notte è finita tra quelle stradine piene di fango, piantando l'amica Vanessa in mezzo alla strada dopo l'incidente avuto con alcuni ragazzi a qualche centinaia di metri dalla discoteca Red Zone. Ed è su questi aspetti che si stanno concentrando le indagini del pm Antonella Duchini e dei carabinieri. Che sono ripartite da cosa è accaduto realmente tra le 21.30 di sabato, quando Elisa e Vanessa arrivano in centro a Perugia, alle 2.07, quando la 25enne fa l'ultima telefonata ai carabinieri.

L'INCONTRO CON LO SPACCIATORE - Una certezza le indagini sembrano averla raggiunta, dopo il lungo interrogatorio a cui è stata sottoposta Vanessa: arrivate in centro, ha raccontato, avrebbero cercato lo spacciatore abituale, Matteo, che però non avrebbero trovato. Si sarebbero così rivolte ad un'altra persona - un certo Marco che potrebbe essere presto iscritto nel registro degli indagati - che le avrebbe venduto Mdma polverizzata, cioè ecstasy, invece dell'eroina che avrebbero chiesto.


Foto Olycom
LE IMMAGINI

Una versione che sarebbe confermata dall'analisi dei resti di una sostanza trovata nell'auto delle due. Ma l'Mdma è metanfetamina, sostanza che provoca effetti prima eccitanti e poi stordimento. E mischiata all'alcol può causare anche la morte. Vanessa ed Elisa avrebbero dunque assunto l'ecstasy e poi avrebbero bevuto pesante, birra e whisky nel bar del distributore dell'Ip a Ponte a Rio. Un cocktail micidiale che avrebbe portato le due ragazze a 'perdersì completamente, tanto che la stessa Vanessa, nei racconti fatti agli inquirenti, continua a non ricordare alcuni particolari. Ma c'è un altro punto da chiarire.

I TABULATI TELEFONICI - L'analisi dei tabulati telefonici ha consentito di accertare che tra l'incidente alle 23.45 e la prima telefonata di Elisa ai carabinieri alle 0.35, la venticinquenne ha fatto 4/5 chiamate. A chi? Ad un altro spacciatore è il sospetto. Fatto sta che prende l'auto di Vanessa e scappa in direzione del Red Zone, dove si ferma cinque minuti nel parcheggio. Poi finisce contro un muretto e infine si ferma sotto casa di Raul R. dicendogli «ho sbagliato casa». Quella che cercava, però, non la trova: stordita da alcol e droga con l'auto si infila in una stradina buia e sterrata, che dopo un chilometro diventa solo fango. La Punto si impantana, lei scende, inciampa, perde le scarpe, chiama i carabinieri e il 118. «Aiutatemi, sto scivolando, non so dove sono, vedo una rete, sento il rumore di un fiume». Alle 2.07 c'è l'ultima chiamata al 112, poi il silenzio. Camminando nel bosco Elisa cerca di attraversare il torrente Ventia, cade e si bagna, si toglie il maglione per tentare di farlo asciugare. Il freddo la avvolge. All'alba muore.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Crisi/ Monti: non dobbiamo farci prendere dallo sconforto
Crisi/ Pizzaiolo oberato dai debiti tenta il suicidio: salvato
Monti/ No a superficiali istanze separatiste
Siria/ Massacro di bambini a Homs
Finlandia/ Cecchino 18enne spara sulla folla: arrestato
Usa/ Si spara dopo aver preso ostaggi in agenzia immobiliare
Camorra/ Catturato latitante clan Polverino
Terremoto/ Scossa magnitudo 2.0 nel Cosentino
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Non aspettare!

Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
Inizia da qui

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso