Elena, omicidio colposo per il padre
Lucio Petrizzi, il docente universitario teramano che mercoledì scorso ha dimenticato in auto la figlia di 22 mesi, morta sabato dopo tre giorni di coma, affronterà con un'ipotesi di reato più leggera il dolore mescolato al rimorso per la morte della sua primogenita e il peso di una posizione giudiziaria aperta. Il magistrato che conduce l'inchiesta, il sostituto procuratore di Teramo Bruno Auriemma, lo ha formalmente indagato per omicidio colposo, come atto dovuto e necessario perchè si possa procedere, oggi, con l'autopsia sul corpicino di Elena. Il reato è previsto dall'articolo 589 del codice penale. Si è trattato della modificazione dell'iniziale ipotesi, informale, di abbandono di minore. Secondo quanto confermato dal pm si tratta di reato meno grave di quello di abbandono di minore aggravato dalla morte (art. 591, 3ø comma) di competenza della Corte d'Assise e che prevede da 3 a 8 anni di reclusione. 
La mamma della piccola Elena
Lo stesso pm ha voluto sottolineare come il suo arrivo ad Ancona sia stato necessario per un colloquio con il padre della piccola, ai fini della valutazione dell'elemento soggettivo del reato, dell'esclusione del dolo e, dunque, per derubricare l'iniziale ipotesi in quella di minore gravità, affinchè la famiglia della bimba non fosse colpita due volta dalla medesima tragedia. Il reato di omicidio colposo ipotizzato confermerebbe che il papà di Elena ha agito come un automa, completamente slegato dalla realtà che lo circondava, quel mercoledì mattina. Elena sarebbe tornata all'asilo dopo cinque giorni di assenza.
Il lavoro dell'uomo, la casa appena costruita, la compagna quasi al termine della sua seconda gravidanza e chissà quanti altri pensieri hanno distolto la sua mente dal tragitto abituale. Nemmeno la telefonata della compagna a metà mattinata lo ha riportato alla realtà di una bimba mai scesa dall'auto. E, secondo altre fonti, non lo ha aiutato neanche l'essere tornato in mattinata all'auto in sosta nel parcheggio dell'università, perchè i vetri oscurati del suo pick-up gli hanno impedito di vedere all'interno e di scorgere Elena. Se ce ne fosse stato bisogno, tutto questo ha probabilmente convinto il magistrato che l'uomo non ha coscientemente omesso assistenza alla sua bimba. Intanto, il magistrato, ha confermato per le 11 negli uffici della Procura di Teramo l'affidamento dell'incarico al medico legale Giuseppe Sciarra per l'autopsia di Elena che sarà eseguita nel pomeriggio ad Ancona. Dopo, l'acquisizione delle cartelle cliniche e il nulla-osta per la sepoltura.
ELENA DA' VITA AD ALTRI BAMBINI - Era l'alba quando l'ultima equipe di medici ha lasciato l'ospedale Salesi di Ancona per portare gli organi di Elena a centinaia di chilometri di distanza, dove altri bambini aspettavano una speranza. Un'operazione durata quattro ore e iniziata un'ora dopo che, con la dichiarazione di morte cerebrale per la piccola dimenticata in auto dal padre, era stato deciso il prelievo degli organi. Una scelta per la quale Nadia Storti, della direzione generale degli Ospedali riuniti di Ancona, che ha coordinato la situazione fin dall'arrivo della piccola al Salesi, ha voluto ringraziare la famiglia. Il fegato è stato destinato a Torino, il cuore a Bergamo, mentre i reni a Roma.
I reni sono stati prelevati da Federico Mocchegiani della clinica epatobiliare e dei trapianti degli Ospedali Riuniti di Ancona; per il prelievo del cuore e' intervenuta una equipe chirurgica di Bergamo; per il fegato una equipe di Torino. Ha seguito tutta l'operazione Francesca De Pace, coordinatore ospedaliero per la donazione e i trapianti, in stretta collaborazione con il NIT di Milano (Nord Italla Transplant) per le ricerche necessarie e l'allocazione degli organi, con il CRT - Centro Regionale Trapianti diretto da Duilio Testasecca e con il direttore medico Leonardo Incicchitti del Presidio materno infantile Salesi. "Dobbiamo a questa tragedia la salvezza di quattro bambini", ha detto Francesca De Pace, coordinatore ospedaliero per la donazione e i trapianti. "Il prelievo e' stato eseguito grazie alla generosita' della madre di Elena e gli organi hanno raggiunto gli altri 4 bimbi", ha aggiunto. De Pace ha poi voluto sottolineare "la professionalita' e la bravura dei colleghi della rianimazione del Salesi, che hanno fatto l'impossibile per salvare Elena e una volta che non ci sono riusciti si sono adoperati per salvare altri bambini".



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