Napolitano/ "La Memoria contro il negazionismo"
I valori dell'Unione Europea - rispetto della dignita' umana, della liberta', della democrazia, dell'uguaglianza, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze - non devono essere dimenticati. L'invito arriva dal capo dello Stato. Durante la celebrazione della Giornata della Memoria al Quirinale, il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, di fronte ad una platea nutrita di studenti ricorda l'art.2 del Trattato sull'Unione Europea e sottolinea: "si' l'Europa e' questo. Non dimentichiamocene solo perche' la nostra attenzione e' oggi spasmodicamente concentrata sulla grave crisi finanziaria ed economica in atto da tre anni, sull'emergenza che ha investito l'eurozona, sulle quotazioni giorno per giorno, dei titoli del debito pubblico. Dobbiamo fare i conti con queste assillanti realta', ma non perdiamo di vista il senso e i valori della costruzione europea". Le ragioni del nostro stare insieme "sono li'" in quel fondamento di pace e di civilta' su cui l'Europa ha trovato la sua unita' ed e' chiamata a far leva per il suo futuro".
NAPOLITANO, STRONCARE OGNI RIGURGITO DI NEGAZIONISMO - Il protocollo siglato tra il Ministero dell'Istruzione e le Comunita' ebraiche italiane per fare "la nostra scuola ancor piu' compiutamente 'una scuola di memoria'" e' un impegno "che rappresenta il miglior antidoto a quei rigurgiti di negazionismo e antisemitismo, di intolleranza e di violenza" che il ministro dell'Istruzione, Francesco profumo, ha denunciato "come fenomeni per quanto marginali da stroncare sul nascere". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano durante la celebrazione della Giornata della Memoria al Quirinale. Il Presidente della Repubblica, che si e' commosso nel ricordare la visita nel campo di concentramento di Auschwitz, compiuta venti anni fa insieme a Giovanni Spadolini, in rappresentanza del Parlamento italiano, ha voluto sottolineare che "il ricorda della Shoah come tragedia dell'Europa sta toccando livelli sempre piu' alti di consapevole partecipazione". Poi, in un passaggio del suo intervento ha detto: "quando ho giurato da presidente l'ho fatto sapendo che il dovere e il mio sentimento mi conducevano a riflessioni, prese di posizione e sollecitazioni motivate e inequivoche contro l'antisemitismo in ogni suo travestimento, contro il razzismo, contro ogni violazione del principio di pari dignita' e uguaglianza davanti alla legge".
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![]() "E' un lavoro di ricerca importante: certificare i nomi delle vittime dello sterminio nazista, che sono 3 milioni in tutto in tutto il mondo, è una testimonianza che le teorie negazioniste fanno acqua da tutte le parti", commenta con Affaritaliani.it Daniele Nahum, Vicepresidente della Comunità Ebraica di Milano. "Poi è importante perché si dà continuità alla storia in vista del fatto che ormai vengono sempre più a mancare i testimoni diretti. E' un modo per tramandare la memoria di quello che è stato alle generazioni future".
"L'idea nel celebrare la Giornata della Memoria - prosegue - è quella di ricordare che la Shoah rappresenta sì un unicum, ma non cristalizzare la memoria e la sensilbilità per altri genocidi passati, come la Cambogia o Srebrenica, o ancora in corso, come in Darfur. Bisogna semrpre dare uno sguardo anche a quello e trarre insegnamento dai nostri nonni".
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Da giovedì 26 gennaio sono in Rete, all'indirizzo www.nomidellashoah.it, i nomi e i dati anagrafici dei 7.200 ebrei italiani che vennero deportati dai nazisti durante l'occupazione tedesca dell'Italia tra il 1943 e il 1945: adulti, anziani e bambini, maschi e femmine. Di ogni vittima si trovano la data, il coniuge, il luogo d'arresto e quello di deportazione. Per una parte è disponibile anche la fotografia. La maggioranza morì nei lager, meno di mille invece si salvarono. L'iniziativa del Centro di documentazione ebraica contemporanea (Cdec) vuole così celebrare l'apertura dei cancelli di Auschwitz da parte dei sovietici, il 27 gennaio 1945.
Come spiega Liliana Picciotto, autrice del Libro della Memoria (Mursia) da cui ha preso il via il progetto, sono stati messi online anche i dati dei sopravvissuti, perché furono comunque perseguitati e deportati. Mancano ancora gli ebrei dell'isola greca di Rodi (all'epoca possedimento italiano), altri 2.000 nomi che si aggiungeranno nei prossimi mesi.
Il sito italiano si apre con una schermata di circa ottanta nomi, scritti in corsivo. Ogni giorno la homepage cambierà, con nuovi nominativi in ordine alfabetico, fino a completare l'elenco. Poi si ricomincerà da capo. C'è poi una maschera di ricerca per trovare i singoli individui. Il sito non è rivolto soltanto agli studiosi, che potranno facilmente consultarli da ogni parte del mondo, ma anche ai parenti dei deportati, che così potranno fornire ulteriori notizie e foto.


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