E adesso il cioccolato si mette in bottiglia

Giovedì, 21 gennaio 2010 - 09:42:00

Di Iskra Naydenova Cannizzaro

 

E adesso il cioccolato si mette in bottiglia. Dopo averlo gustato caldo e fondente in una tazza preziosa che richiama atmosfere antiche, e in barrette dal sapore speziato e orientale, arriva la versione ‘barattolo’. Viaggio culinario nel salone da té più noto di Parigi tra tradizione e innovazione del gusto. La cioccolatteria Angelina, famosa per avere conquistato gli amanti di cioccolato più esigenti con l’Africain, un tipo di bevanda calda e densa dal gusto deciso, e con il Mont-Blanc, la meringa ricoperta di crema di marron glacé, punta ora sulla presentazione scenica.

 

Le bottiglie 'stile supermercato' sono la nuova idea che cerca di andare incontro, in tempi di crisi, alle esigenze di un’estetica dei dolciumi più sobria e soprattutto alla portata di tutti. L’operazione di modernizzazione del confezionamento non ha però in alcun modo intaccato l’arredamento degli spazi che resta decisamente chic e retrò. Un salto nel passato, negli anni venti, con annesse le comodità del tempo contemporaneo, perché dopo tanta sperimentazione una semplice bottiglia in vetro ‘take away’ appare una proposta convincente dal  design minimale ed essenziale.



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Situata di fronte ai Jardins des Tuileries in rue de Rivoli, Angelina è stata fondata nel 1903 dal pasticcere austriaco Antoine Rumpelmayer. Recentemente è entrato a fare parte dello staff il giovane trentenne Sébastien Bauer che ha rinnovato le proposte inserendo nel menu, già molto ricco e ghiotto, otto nuove specialità: Saori, Mont-Thabor, Olympe, Tropézienne, Religieuse pistache, Lucas, Passiflore e Trois Carats.

 

L’apertura è garantita sette giorni su sette per 365 giorni all’anno. Attenzione però alle code: non è raro trovare una fila di turisti in attesa di essere accolti dal regno delle ghiottonerie che, oltre ad attirare tanti turisti stranieri, è meta gastronomica prediletta dei francesi in primis. La cioccolata da bere in bottiglia costa 9 euro, mentre un petit déjeuner va dai 15 ai 30 euro.

E già che ci siete, se fate un salto da Angelina, non potete perdere l’occasione di passare da Ladurée, la casa dei macarons, dolcetti considerati il simbolo di Parigi, fatti di albumi e farina di mandorle. La storia della pasticceria è legata a quella della famiglia Ladurée che nel 1862 creò quella che all’epoca era una panetteria in un quartiere, la Madeleine, in pieno sviluppo economico. Il paragone tra Angelina e Ladurée è scontato, anche se entrambe perdono parte del loro fascino a causa del caos che regna costantemente nei locali presi d’assalto dai turisti.
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