Trovato morto in una pozza di sangue. Dramma della solitudine a Natale

Aveva 60 anni, Alessandro Tiberi. Era un uomo solo. Viveva in una casa senza servizi: niente luce, niente riscaldamento e niente acqua. Non era casa sua, ma i proprietari, che risiedono nelle Marche lo lasciavano lì. Lui in cambio svolgeva dei lavorretti gratis nell'orto.
Alessandro Tiberi è morto, solo, proprio nel giorno di Natale. A Scafali, frazione di Foligno, nessuno si è accorto di nulla. Almeno per un giorno, se non di più. L'uomo, infatti, è stato ritrovato senza vita nel selciato davanti all'abitazione la sera del 25 dicembre. Ma secondo i primi rilievi sarebbe rimasto lì sin dalla mattina della vigilia di Natale.
Proprio nel momento in cui ci si stringe intorno ai propri famigliari, l'uomo si è ritrovato da solo a fronteggiare un malore, che l'ha stroncato. Secondo le prime ipotesi, anche se è stata disposta un'autopsia che chiarirà le cause del decesso, l'uomo è stato vittima di un malore all'interno della casa. Sarebbe uscito, ancora scalzo, all'esterno per chiamare aiuto. Ma nessuno lo ha sentito. Alla fine l'uomo è caduto a terra, e lì si sarebbe procurato una ferita al piede e un'altra alla testa, sbattendola al suolo.
Il cadavere è stato ritrovato steso per terra, con la testa in una pozza di sangue. A vederlo per prima una donna, vicina di casa, che stava stendendo il bucato in giardino.
Pare che Tiberi vivesse in condizioni di profonda indigenza. Solo, senza soldi, passava spesso le giornate seduto davanti al bar cittadino. Ogni tanto qualcuno gli pagava qualcosa da bere o da mangiare. Qualcun altro gli portava dei vestiti, fermandosi sulla soglia di quella casa senza luce e gas. Ma nel giorno di Natale nessuno è riuscito a sentirlo.


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