Dormire bene allunga la vita
Dormire bene allunga la vita, mentre chi russa o soffre di apnee notturne è più a rischio. È quanto emerge da uno studio americano condotto dalla Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora e da altri 6 centri medici negli Stati Uniti che prova per la prima volta l'esistenza di una relazione tra qualità del sonno e salute. Dallo studio Sleep Heart Health Study, iniziato otto anni fa, è emerso che l'apnea notturna, quel fenomeno durante il quale si smette di respirare durante il sonno, aumenta le possibilità di morte del 46% rispetto a chi dorme sonni tranquilli. Non solo: i rischi crescono del 17% anche per chi soffre di disturbi comuni del sonno, con 15-30 episodi di respiro interrotto durante un'ora di sonno. I russatori rischiano diverse patologie, ma le principali sono le malattie cardiovascolari. 
Lo studio Sleep Heart Health Study. I ricercatori statunitensi hanno preso come campione oltre 6mila uomini e donne di età compresa tra i 40 e i 70 anni per 8 anni: di questi, una parte soffriva di forme gravi di apnee notturne, altri non avevano alcun disturbo. Qualcuno si descriveva come russatore, uno dei sintomi dell'apnea notturna. I ricercatori del Johns Hopkins Bayview Medical Center hanno monitorato le abitudini del sonno dei partecipanti nella loro casa per almeno una notte intera di sonno, in media di sette ore. Sono poi stati coinvolti oltre 50 tecnici per raccogliere dati dettagliati di ognuno, come respiro, ritmo del cuore e attività del cervello. I soggetti sono poi stati sottoposti a visite annuali per verificarne lo stato di salute con la pressione del sangue, problemi di cuore o infarti.
I dati. In Italia russano il 60 per cento degli uomini di età compresa tra i 40 e i 60 anni e fino al 40 per cento delle donne. Gli over 60, uomini e donne, russano in percentuale uguale. La maggior parte di chi russa (l'81%) non lo fa sempre, ma solamente in situazioni particolari o in alcuni periodi dell'anno: quando si è particolarmente stanchi (48%), in inverno a causa di influenze/malattie da raffreddamento (25%), quando si è ecceduto nel mangiare o nel bere (18%), in primavera a causa di problemi allergici (11%).



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