Diritti umani/ Minacciate, violate, rapite. Nonostante i rischi le donne nel mondo lottano sempre più tenacemente contro le discriminazioni sessuali. Il report di Amnesty International
![]() Wangari Maathai, premio Nobel 2004 |
In occasione della Giornata internazionale delle donne, Amnesty International rende omaggio alle attiviste per i diritti umani che, in ogni parte del mondo, tra difficoltà e repressione spesso crescenti, svolgono un ruolo di primo piano per migliorare la situazione dei diritti umani. “In quanto madri, sorelle, figlie, mogli, partner e, prima ancora, cittadine e attiviste, le donne sono in prima fila nella difesa dei propri diritti umani e di quelli dell’intera società in cui vivono” – ha dichiarato Erika Bernacchi, responsabile del Coordinamento donne della Sezione Italiana di Amnesty International.
“Contrastano l’impunità che troppo spesso circonda i casi di violenza sulle donne, danno aiuto alle vittime che chiedono giustizia, dirigono progetti per la protezione delle sopravvissute alla violenza sessuale, testimoniano nei processi contro i responsabili di violazioni dei diritti umani, lanciano campagne per l’uguaglianza, fondano movimenti per i diritti umani”.
![]() Shirin Ebadi, premio Nobel nel 2003 |
Proprio a seguito di tutte queste attività, moltissime donne vanno incontro a violazioni dei diritti umani e corrono rischi spesso superiori a quelli affrontati dagli uomini. La credibilità e la legittimità della loro azione viene sovente messa in dubbio quando s’impegnano su temi, come i diritti sessuali e riproduttivi o la libertà d’espressione, considerati una minaccia ai valori dominanti, culturali e religiosi, dei contesti in cui agiscono. Quando le donne sfidano queste regole sociali, si trovano marginalizzate, colpite da pregiudizi, ostracismo e violenza anche da parte delle comunità di cui fanno parte. Questo raccontano le parole di Shahla, un’attivista afgana di Amnesty international che dirige una casa rifugio per donne a rischio di violenza domestica, sessuale e matrimoni forzati: “Sto ricevendo minacce di morte e hanno tentato di rapire mio figlio di nove anni. Le persone che mi minacciano mi stanno dicendo chiaramente che dovrei chiudere la casa rifugio e che se non lo faccio ne pagherò le conseguenze'.
![]() Rigoberta Menchu, premio Nobel nel 1992 |
Simile è la situazione delle attiviste iraniane della “Campagna per l'eguaglianza” che, a causa della loro lotta per porre fine alla discriminazione legale contro le donne, sono perseguitate dalle autorità. Oltre 50 di esse sono state imprigionate a causa del loro impegno.
In vista dell’8 marzo, Amnesty International lancia nove azioni per il rispetto dei diritti umani delle donne in altrettanti paesi: Afghanistan, Grecia, Haiti, Iran, Iraq Liberia, Nepal, Sudafrica e Venezuela. La Sezione Italiana dell’organizzazione prende parte all’azione globale attraverso la pubblicazione degli appelli sul sito www.amnesty.it e una serie di iniziative sul territorio.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.




















