Don Riccardo, i fedeli: "Dottor Jekyll e Mr Hyde". E lui: "Malato di sesso e cocainomane da anni"

Lunedì, 23 maggio 2011 - 14:00:00

IL DIBATTITO

Pedofilia/ Su Affari scoppia il dibattito sulle dimissioni di Bagnasco. Giuseppe Morello: "Non è insensato chiederne le dimissioni"- Dì la tua nel forum

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LA CRONACA E LE TELEFONATE CHOC

1) Don Riccardo, "droga per 300 euro al giorno"

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2) GLI SMS E LE INTERCETTAZIONI DI DON RICCARDO

3) LE TESTIMONIANZE DEI RAGAZZI

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IL CARDINAL BAGNASCO

Pedofilia/ Il cardinal Bagnasco: "Dolore tanto sconvolgente e inatteso"

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L'INTERVISTA
Paolo Bonanni, avvocato di Don Riccardo ad Affari: "Chiederemo un nuovo interrogatorio. Stiamo valutando la perizia psichiatrica"

Agli occhi della maggior parte dei suoi parrocchiani era "una bravissima persona e un prete irreprensibile". A una settimana dal suo arresto per abuso su minori e cessione di stupefacenti, gli abitanti del quartiere di Sestri Ponente, a Genova, che frequentano la chiesa dello Spirito Santo si interrogano sul vero volto di don Riccardo Seppia. "Dottor Jekyll e Mr Hyde", come lo descrive un'anziana fedele prima di entrare in Chiesa per la Messa della domenica. "Cosa volete che vi dica? Siamo sconvolti", commenta un signore con il rosario in mano che cammina a passo svelto davanti agli insulti scritti nella notte sulla facciata della parrocchia. "Ma vi sembra possibile tutto questo?", aggiunge indicando proprio quelle scritte. "La nostra comunità è ferita - sottolinea - e questi insulti non ci fanno certo piacere". "Perchè non li vanno a scrivere davanti al carcere, dove è detenuto? Noi cosa c'entriamo con tutto questo", afferma un'altra fedele con la voce alterata dalla rabbia e dal dolore di un quartiere che non trova pace. "Io sono nata qui e, anche se ora abito da un'altra parte - spiega una signora - sono venuta alla Messa per partecipare alla sofferenza di questa comunità".

SCRITTE CONTRO L'EX SACERDOTE - E sempre domenica nuove scritte con insulti contro don Seppia sono comparse sulla chiesa dello Spirito Santo a Genova Sestri-Ponente. I carabinieri sono intervenuti per farle rimuovere

OK AL TRASFERIMENTO - Il pubblico ministero Stefano Puppo ha autorizzato il trasferimento in un'altra struttura di don Riccardo Seppia, in carcere da 10 giorni a Genova Marassi per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. Non è noto quando avverrà il traferimento che è stato chiesto dallo stesso sacerdote a seguito di minacce e insulti avuti da altri detenuti. E' invece stato ribadito che don Seppia andrà nel carcere di Sanremo nel settore che ospita detenuti per reati sessuali. In giornata l'avvocato di don Seppia, Paolo Bonanni, depositerà al tribunale del riesame di Genova un ricorso di scarcerazione poggiando gli argomenti sulle rivelazioni raccolte durante i giorni scorsi a seguito degli interrogatori delle presunte vittime del sacerdote. In particolare a don Seppia è contestato dal gip di Milano Maria Vicidomini di avere dato con violenza un bacio a un chierichetto sedicenne della chiesa di Santo Spirito dove don Seppia era parroco. Il ragazzino in sede di interrogatorio avrebbe ridimensionato questo episodio dicendo di essere stato toccato ma non baciato. Nella stessa ordinanza di custodia cautelare di Vicidomini sono contestati al sacerdote diversi passaggi di stupefacenti anche a un minorenne in cambio di favori sessuali. Anche in questo caso don Seppia ha detto al pm Puppo di avere avuto cocaina solo per uso personale. Sulla base di questi due argomenti l'avvocato Bonanni chiederà la scarcerazione del suo assistito. Sempre oggi è stato convalidato l'arresto di Emanuele Alfano, l'ex seminarista 24enne confidente e amico di don Seppia.

SONO COCAINOMANE DA ANNI - Se sul fronte incontri con ragazzini, don Riccardo Seppia (nella foto) continua a dichiararsi innocente ("Sempre e soltanto con adulti"). Sull’argomento droga, invece, ammette: "Sono cocainomane da anni e qualche volta l’ho condivisa con qualcun altro, magari con Alfano, ma non certo come merce di scambio". Dal giorno dell’arresto i suoi genitori non si sono più visti a Sestri Ponente, il quartiere dove abitano da sempre. In via Calda, dove Alfano viveva con loro, la casa e le finestre sono chiuse, sprangate. Mentre a Milano i carabinieri non si riposano neppure di domenica, incrociando i dati raccolti e facendo riscontri sui racconti e i ricordi di quanti, in certi locali, lo hanno incontrato per sesso e per droga. E sarebbero tanti.



LE IMMAGINI


LE CHIAMATE BLASFEME-  Su don Riccardo Seppia, il prete arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti, si concentrano altri sospetti. Nel 1994 un medico nel Levante genovese denunciò una serie di telefonate a contenuto erotico verso i propri figli. Gli investigatori accertarono che le telefonate erano partite dall'apparecchio di don Riccardo, all'epoca viceparroco. Delle indagini non si seppe più nulla.

Il telefono in questione venne messo sotto controllo. Gli investigatori scoprirono che le telefonate blasfeme e volgari partivano dalla parrocchia di San Pietro, dove allora don Riccardo era viceparroco. Dopo la denuncia ai carabinieri, non vi furono più telefonate. La curia genovese decise allora di trasferire il sacerdote. Non fu l'unico allarme rimasto inascoltato. Gli atteggiamenti di don Seppia non erano piaciuti già a don Piercarlo Casassa, parroco di San Giovanni a Recco. Il prete racconta che don Riccardo la mattina in parrocchia non c'era mai ma che soprattutto i chierichetti e gli scout provavano un forte disagio a stare con lui. Don Piercarlo si lamentò con il cardinale. Dopo qualche tempo, forse fu un caso, don Seppia venne trasferito.

CAOS SULLA SIEROPOSITIVITA' - Invece sulla sieropositività del parroco che sta scatenando paure e sdegno tra le famiglie, gli inquirenti in qualche modo tranquillizzano, ribadendo che tra le persone contattate nessuno è stato contagiato. E sui timori di molti genitori che "la Curia non poteva non sapere" , il portavoce del cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, precisa: "Nel 1995, quando era vescovo di Genova, dieci anni dopo che don Seppia era stato ordinato sacerdote, il cardinale Tettamanzi ricorda di non aver mai avuto lamentele o segnalazioni e che nel normale rapporto con il prete, non aveva mai ravvisato comportamenti che lo obbligassero a intervenire" .
 
L'INTERROGATORIO DELL'EX SEMINARISTA ALFANO-  Si è concluso dopo circa tre ore l’interrogatorio di garanzia di Emanuele Alfano, l’ex seminarista arrestato nell’ambito dell’inchiesta che ha portato in carcere per abuso su minori e cessione di stupefacenti don Riccardo Seppia, parroco di Sestri Ponente. Al termine dell’interrogatorio il gip Annalisa Giacalone ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare con la motivazione per cui «potrebbe inquinare le prove e reiterare il reato per cui è stato arrestato». Non ci sarebbe invece, secondo quanto si apprende, pericolo di fuga.

Alfano ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con due minori, l’egiziano indagato nella vicenda e un albanese di 16 anni. Ha inoltre confermato di avere dato il contatto telefonico dei due ragazzini a Don Riccardo. L’ex seminarista ha cercato però di ridimensionare l’accusa di induzione alla prostituzione. «Ho conosciuto i due in chat - ha raccontato al gip -. Non ho proposto io il pagamento, ma c’è stata una sorta di tacito accordo, perché funziona così». Secondo il gip, però, ci sarebbero delle incongruenze nelle dichiarazioni di Alfano e per questo le sue dichiarazioni non sarebbero completamente attendibili.

SPORTELLI ANTIPEDOFILIA IN TUTTE LE DIOCESI - La Chiesa corre ai ripari per combattere il fenomeno della pedofilia nel clero. Il cardinale Angelo Bagnasco aprirà infatti l'assemblea generale dei vescovi italiani affrontando il tema delle linee guida antipedofilia che Benedetto XVI ha chiesto di definire sul territorio nazionale entro maggio 2012. Nel dettaglio, la Cei starebbe pensando di istituire degli sportelli antipedofilia in ogni diocesi e di realizzare una banca dati per le denunce. Sul progetto, secondo quanto riporta il Corriere della Sera, da mesi è impegnato un nutrito gruppo di lavoro. La Santa Sede ha insistito sulla necessità di raccogliere le segnalazioni e sul ruolo fondamentale dei vescovi, cui spetterà anche il compito di dare risposte adeguate.

Proprio in quest'ottica la Cei sta cercando di organizzare una sorta di banca dati per monitorare costantemente la situazione e aver sotto controllo il quadro generale legato proprio alla piaga della pedofilia nelle diocesi italiane. Le indicazioni della Santa Sede, del resto, parlano chiaro. "Ogni vescovo ha il dovere di assicurare la protezione dei bambini e dei giovani, assicurando ambienti sicuri anche con l'utilizzo di organi consultivi di sorveglianza e di discernimento dei singoli casi", si legge nel testo inviato alla Cei.

Linee guida che ricordano molto la strada indicata dalla Chiesa in Germania: ogni vescovo nomina una o più persone a cui "rivolgersi in caso di sospetti di abusi sessuali su minori".

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