Diossina nelle cozze, nessuno le compra più
I DATI SULLE COZZE Diossina oltre il 70% nelle cozze tarantine. La tabella L'INTERVISTA ------------------------ L'INCHIESTA 1 Taranto/ Quartiere Tamburi: ogni bambino ''inala'' 780 sigarette all’anno L'INTERVISTA
I primi quintali di cozze tarantine tornano indietro. Non è bastato il sindaco di Taranto, Ippazio Stefano, che sabato ha mangiato le cozze crude, dopo che i mitili sono finiti nell’occhio del ciclone perché pieni di diossina. Nella denuncia del Fondo antidiossina di parla di valori di Pcb superiori di oltre il 70%. Gli amministratori cittadini, insieme ai mitilicori del Centro Ittico tarantino sono tornati a ribadire che i mitili tarantini prodotti negli allevamenti di Mar Piccolo sono a norma.
IL RAPPORTO CHOC
Ma le vendite sono crollate. I primi quintali di cozze sono stati rispediti indietro, un camion carico di semi diretto in Sardegna è stato fermato a Civitavecchia prima dell’imbarco, la grande distribuzione ha bloccato gli acquisti in via cautelare e attende chiarimenti persuasivi. Le vendite al dettaglio vanno a singhiozzo e nel week end, i giorni della settimana in cui si mangia pesce, le pescherie hanno venduto meno del solito. Una delle più frequentate di Taranto, da Cesarino, ha visto dimezzato lo smercio dei frutti di mare. "Abbiamo avuto un calo del cinquanta per cento negli ultimi tre giorni - ha detto il titolare - una cosa mai vista. Sabato abbiamo venduto meno di trenta chili di cozze. Meno male che ci sono le alternative".
I mitilicoltori pensano a come parare il colpo sganciato dagli ambientalisti Fabio Matacchiera (Fondo antidiossina) e Alessandro Marescotti (Peacelink) sulla contaminazione dei molluschi prelevati dai fondali del primo seno del mar Piccolo che, in modo molto spiccio, vengono accomunati e confusi con le cozze nere allevate negli impianti a filari.



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