"A dieta a 14 anni": bufera sul libro pro-anoressia
Lunedì, 22 agosto 2011 - 14:33:00
La copertina ritrae la piccola protagonista davanti allo specchio, mentre finge di provarsi un vezzoso abitino rosa nettamente più smilzo di lei, e sorridendo vede l'immagine di sè drasticamente più magra e pronta a indossare il vestitino dei sogni. Una proiezione dei suoi desideri, di quello che sarà dopo la dieta. «Con il tempo, grazie all'esercizio e a un duro lavoro - recita il sommario pubblicato su Amazon - Maggie si fa via via più sicura di sè e guadagna autostima». E proprio perchè diventa la metà di com'era, si trasforma in un'eroina per i compagni di scuola.
L'obiettivo dell'autore è contribuire alla lotta contro l'obesità infantile, che Oltreoceano fa registrare numeri da 'allarme rossò, più che raddoppiati negli ultimi anni. Del resto anche la first lady Michelle Obama è scesa in campo per arginare il problema, tentando di promuovere fra gli americani del futuro nuovi stili di vita, all'insegna dello sport e della dieta sana. Ma la storia di Maggie non piace a mamme e papà, e sui forum online rimbalzano a centinaia dure critiche di genitori ed esperti che bollano l'opera come «irresponsabile», colpevole di diffondere messaggi ai ragazzini emotivamente più fragili, incoraggiando il dilagare di disturbi del comportamento alimentare. Un'emergenza opposta all'epidemia di chili di troppo, ma non meno grave.
Il dibattito è acceso soprattutto sulla stampa inglese. Christine Gibson, 52 anni londinese di Wimbledon, è una delle voci della protesta che viaggia in Rete. Madre di una ragazza uccisa a 16 anni da una grave forma di anoressia, iniziata come un'innocente dieta post-natalizia, sul 'Daily Mail' Christine definisce il libro «una bomba a orologeria». L'opera è «scioccante» anche secondo il pediatra Paul Sacher, fondatore dell'associazione Mend rivolta alle famiglie per la promozione di stili di vita sani. Alcuni genitori dei forum minacciano di boicottare i siti che commercializzano il libro online, e una donna arriva a definirlo «un abominio. Se lo leggi a tuo figlio è come rendersi colpevole di un abuso».
«Sappiamo bene che le preoccupazioni a proposito del peso, della taglia e della forma fisica riguardano ormai bambini sempre più piccoli», commenta all«Independent' Susan Ringwood, a capo della charity Beat attiva sul fronte dei disturbi del comportamento alimentare. »Oggi, già all'età di 6-7 anni i ragazzini credono che la loro taglia sia sufficiente a comunicare al mondo che tipo di persone sono, e sono convinti che 'grassò equivalga a 'impopolarè«. »Di per sè - tiene a precisare l'esperta - una dieta non può essere considerata la causa diretta di un disturbo alimentare, ma se si abbina a una scarsa autostima legata alla propria immagine corporea, allora il rischio aumenta in modo significativo«.
Nei casi in cui è necessario, raccomanda quindi la Ringwood, «i bambini dovrebbero mettersi a dieta soltanto sotto la supervisione dello specialista e il coinvolgimento del medico di famiglia». Il 'Guardian' cita altri durissimi commenti dalla Rete - «è fascismo del corpo», recita un tag fra tutti - e spiega di aver cercato invano di contattare l'autore del libro contestato per permettergli di spiegare la propria posizione.



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