Dieta a zona/ Scoppia la polemica tra l'inventore della Dieta Zona, Barry Sears, e l'Associazione Americana per il Cuore

Mercoledì, 28 gennaio 2009 - 12:47:00



Nel suo ultimo libro, Barry Sears, l'inventore della famosa Dieta Zona sostiene che le malattie cardiache e molte altre malattie croniche possono essere causate dal fatto che la dieta occidentale contiene troppi Omega-6 (i grassi polinsaturi tipici di cereali e oli vegetali) e non abbastanza Omega-3 (quelli contenuti nei pesci). Ora, l'Associazione Americana per il Cuore (American Heart Association o AHA), insorge e si schiera in difesa dei grassi Omega-6.

Sears sostiene che un elevato livello di carboidrati nelle diete apporta alti livelli di Omega-6  e acido arachidonico (AA): questi promuoverebbero lo sviluppo di malattie croniche infiammatorie. Gli esperti dell'AHA rispondono che, invece, non vi è nessuna prova evidente che gli Omega-6 favoriscano il rischio di malattie cardiache, anzi l'esatto contrario. A tal proposito il dott. William S. Harris afferma: "Non vi è alcuna prova che i grassi Omega-6 assunti con i vegetali favoriscano l'infiammazione, ma abbiamo un'abbondanza di prove a favore del fatto che mangiare cereali e oli vegetali protegga il cuore".

"Il nostro obiettivo era semplicemente di confermare quello che gli americani già sanno, cioè che gli alimenti che contengono grassi Omega-6 acidi sono parte di una dieta sana, che può anche contribuire a prevenire le malattie cardiovascolari." continua Harris.

Dall'analisi fatta dall'AHA su più di due dozzine di studi risulta che:
· dai risultati ottenuti da studi sull'osservazione di persone che hanno assunto un maggior numero di alimenti contenenti Omega-6 in genere, scaturisce che i tassi di malattie cardiache erano più bassi di quelli delle persone che ne hanno assunti meno.
· I pazienti affetti da malattie cardiache tendono ad avere livelli più bassi di Omega-6 nel sangue rispetto a persone sane.
· Da studi condotti su persone la cui dieta era ad alto contenuto di Omega-6 sono è stata riscontrata una minore probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto a quelli che assumevano meno grassi polinsaturi Omega-6.
I ricercatori concludono che il suggerimento di Sears di abbassare il livello di assunzione di Omega-6 per favorire l'aumento di Omega-3, non va ad incidere sulla minore possibilità di sviluppare malattie cardiache anzi, analizzando i dati scientifici, s'ipotizza l'esatto contrario.

Luigi Mondo & Stefania Del Principe


 

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