Diaz, il governo assolve gli agenti: "Hanno la nostra fiducia"

Giovedì, 20 maggio 2010 - 09:50:00

G8 Genova Diaz

Gli alti esponenti della polizia, nei cui confronti la Corte d'Appello ieri notte ha emesso una condanna più severa  rispetto al Tribunale di primo grado in relazione ai fatti del G8 di Genova, "resteranno al loro posto". A dirlo è il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, aggiungendo che: "Questi uomini hanno e continuano ad avere la piena fiducia del sistema sicurezza e del ministero dell'Interno".

Quella della corte d'Appello di Genova, ha spiegato il sottosegretario, "è una sentenza che non dice l'ultima parola, in quanto afferma l'esatto contrario di quanto era stato stabilito in primo grado e quindi ora andrà al vaglio della Corte di Cassazione".

Questo non significa, prosegue "che alla Diaz non sia successo nulla, ma la sentenza di primo grado aveva individuato delle responsabilità e distinto le varie posizioni". E dunque, sottolinea Mantovano, sono "ragionevolmente convinto che la Cassazione ristabilirà l'esatta proporzione di ciò che è successo, scioglierà ogni ombra su fior di professionisti della sicurezza che oggi si trovano in questa situazione".

I funzionari della polizia di Stato, conclude, "resteranno quindi al loro posto, che non si limitano a occupare, svolgendo il loro ruolo con grande responsabilità e dedizione, rispetto al quale ci può essere solo gratitudine da parte delle istituzioni".

Dello stesso avviso anche Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che in una nota ha dichiarato: "Questa sentenza criminalizza tutto e tutti, e fa propria la tesi più estrema dei no-global che è totalmente accusatoria nei confronti delle forze dell'ordine e del tutto assolutoria nei confronti di chi provocò danni gravissimi, morali e materiali, alla città di Genova".

Dopo undici ore di consiglio, ieri notte i giudici della terza sezione della Corte d'Appello del Tribunale di Genova hanno condannato 25 imputati su 27 a quasi un secolo di carcere, compresi i gradi più alti della polizia, ribaltando la sentenza di primo grado.

Il procuratore generale, Pio Macchiavello, aveva chiesto oltre 110 anni di reclusione per i 27 imputati. In primo grado furono condannati 13 imputati e ne furono assolti 16, tutti i vertici della catena di comando. I pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini avevano chiesto in primo grado 29 condanne per un ammontare complessivo di 109 anni e nove mesi di carcere.

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