Esclusiva/ Il diavolo, il sesso e gli omicidi. Così sono nate le Bestie di Satana

Lunedì, 7 febbraio 2011 - 09:00:00

bestiesatana
Mario Maccione, adepto delle Bestie di Satana

Di Floriana Rullo

Orge, omicidi e droga. Passando per i dialoghi folli con il diavolo. Ecco chi sono le bestie di Satana. Un gruppo di giovani della provincia di Varese, che tra il '98 e 2004 ha compiuto i più efferati delitti, arrivando anche ad uccidersi tra loro. Tanto che ancora oggi le Bestie di Satana sono sospettate di un numero di omicidi superiore a quello accertato. Ma Nicola Sapone, Paolo Leoni, Marco Zampollo Elisabetta Ballarin e Andrea Volpe sono stati condannati solo per 4 delitti, quello di Mariangela Pezzotta, Fabio Tollis, Chiara Marino e Andrea Bontade. Ragazzi che facevano parte della setta e che ne sono diventati poi vittime. Perché sapevano troppo, perché volevano uscirne o semplicemente perché avevano un diverbio con gli altri.

A raccontarlo nel libro "L'inferno tra le mani" edito da Piemme, è Mario Maccione, uno dei membri del gruppo. Lui, all'epoca minorenne, insieme a Fabio Tollis, era il considerato il medium del gruppo. Quello che parlava con i demoni, Lucifero e gli angeli ribelli. Il più frequente si chiama Noctumonium, il signore del freddo, del ghiaccio e del silenzio. Mario, sotto l'effetto di droghe, cadeva in trance con i suoi amici e rivelava formule magiche, oscure istruzioni, premonizioni di morte in un delirio di gruppo segnato dalla cocaina, dagli allucinogeni, dall'alcol.

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Dai primi episodi inquietanti dell'infanzia fino all'ingresso in un mondo oscuro, popolato di fantasmi, demoni ed entità malefiche. E poi il precipizio negli incubi, nei sogni collettivi, le visioni. Il tutto contornato da un susseguirsi di prove di coraggio al limite della follia, come l'attraversare i binari all'arrivo del treno o il gettarsi nell'Adda da un ponte altissimo. Ma non solo. Messe nere, orge, concerti di musiche metal imbevuti di blasfemia anche nel centro di Milano. Il ragazzino arriva così al gennaio del '98 e alla morte di Fabio Tollis e Chiara Marino. Parla di quel duplice delitto, per cui è stato condannato, e poi degli anni seguenti fino al 2004 e alla morte di Mariangela Pezzotta, la terza vittima ufficiale delle Bestie di Satana. In mezzo, molti suicidi e morti anomale, ancora tutte da decifrare e con ogni probabilità opera della banda satanica. Oggi, dal carcere, Mario Maccione parla anche del pentimento e del rimpianto per la morte di Fabio: "Vorrei incontrare i suoi genitori". Lo fa con Stefano Zurlo, giornalista, che ad Affaritaliani.it racconta la vera storia delle Bestie di Satana.

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La copertina del libro

"Quello delle Bestie di Satana, nome preso da un verso dell'Apocalisse, era un mondo molto più grande di quello che in realtà veniva raccontato. Mario a quel tempo minorenne, racconta tutta la sua storia. Dal principio. Da quando era bambino. Dall'odio per le suore che lo presero a schiaffi all'età di sette anni alle canzoni piene di bestemmie contro la chiesa. Fino al passaggio alla droga, al sesso, alle orge e alla profanazione delle tombe. Tra questo ci sono anche le visioni dei demoni che gli affidano i comandamenti per gli adepti e che li spingono a numerose prove di coraggio. Per poi arrivare alla degenerazione che portano agli omicidi. Non sono solo quelli per cui sono stati  poi condannati. Molti di più, almeno 10. Tra questi anche quello di Frigerio, di cui non si hanno più tracce. Tutte persone che gravitavano attorno al gruppo, se già non ne facevano parte. Per la maggior parte delle volte morti che la polizia ha poi dichiarato come suicidi".

E ancora: "Un gruppo di deviati, con l'amore per l'heavy metal che ha nei suoi miti Jim Morrison e il mito di Fightclub. Una setta formata da un gruppo di ragazzi che non avevano un vero capo. Una cooperativa di serial killer non strutturata e neanche aperta che alla fine inizia ad uccidere probabilmente per gioco fino ad arrivare all'autodistruzione. Che forse sarebbe arrivata se non  non ci fossero stati gli arresti. E le uccisioni avvenivano per i pretesti più strani.  Bastava una ragazza o una risposta sbagliata o solo il voler uscire dal gruppo e diventare quindi un pericolo per la setta. Come capitato proprio a Mariangela, ma anche a Chiara, Fabio e Andrea. E poi c'erano le orge e il sesso. Credevano che il satanismo coincidesse con queste due pratiche. Si trovavano al parco del Ticino, nelle notti di luna piena o nelle case. Tutto è partito dalle droghe, Lsd e cocaina in primis. Ma il vero problema della setta probabilmente furono anche le donne. Quando sono arrivate hanno rotto gli assetti che si erano creati all'interno del gruppo. Hanno portato odio e gelosie. Dando vita ad una carneficina che si è protratta fino all'omicidio di Mariangela Pezzotta". 

E ora a quasi sette anni dall'arresto Mario come vive questa situazione?  "E' detenuto nel carcere a Bollate, è pentito, studia, vuole laurearsi. Vorrebbe incontrare i genitori di Fabio Follis, quello che lui ha sempre definito come il suo migliore amico. Ma non vuole avere più a che fare con nessuno delle altre Bestie. Deve scontare 16 anni e due mesi. Sa che è una pena giusta".

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