Dell'Utri, le reazioni della politica

Martedì, 29 giugno 2010 - 11:54:00
Passano pochi minuti dalla condanna a sette anni di carcere 1 del co-fondatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri e una nota della Giovane Italia Sicilia (ex Azione Giovani, movimento giovanile del Pdl) apre una polemica all'interno del partito del Cavaliere. Se i big del partito si schierano compattamente con il senatore condannato, i giovani siciliani e Azione Universitaria puntano i piedi. Uscendo dal coro. "Oggi più che mai sentiamo l'esigenza di avviare una profonda riflessione all'interno del partito dopo questa condanna che rimane gravissima soprattutto per un uomo impegnato in politica - si legge in una nota della Giovane Italia Sicilia - Non ci uniremo al solito coro di solidarietà già tristemente visto negli anni scorsi per i politici condannati. Il nostro movimento giovanile non può rimanere in silenzio davanti a fatti che minano la credibilità di un intero partito".

Ma non basta. Per i giovani siciliani va subito accolta la proposta del ministro Giorgia Meloni (ex An) "sulla introduzione nello statuto del Pdl di una norma che preveda il no alla ricandidatura vita natural durante e l'espulsione per chi è stato condannato in via definitiva per corruzione e mafia".

Parole che scatenano l'irata reazione di Costanza Castello, coordinatrice dei club giovanili del Pdl-Sicilia: "Siamo letteralmente allibiti per l'uscita quanto meno impropria dei 'sedicenti' giovani del Pdl siciliano. Noi che rappresentiamo la parte evidentemente liberale e garantista ne prendiamo nettamente le distanze". Per la Castello quelli di Giovani Italia Sicilia sono solo "arrogantelli cercatori di gloria, votati al protagonismo".

Ma da Azione Universitaria, altra organizzazione giovanile ex An, arriva un nuovo affondo: "Mentre Dell'Utri continua a definire un eroe il mafioso Vittorio Mangano, noi affermiamo con orgoglio che gli eroi dei giovani siciliani sono persone come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino".

DI PIETRO- "La condanna penale è personale, ma la condanna politica c'è tutta e riguarda il partito di Silvio Berlusconi, Forza Italia, nato in virtu' di un rapporto non occasionale tra uno dei suoi fondatori, Marcello dell'Utri, e la mafia". Lo afferma il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: "E la riprova è che Berlusconi, una volta al governo, varò come prima cosa il decreto Biondi, il cosiddetto 'salva-ladri', che permetteva anche ai mafiosi di non andare in carcere. Un patto politico scellerato, che necessita un intervento della commissione parlamentare apposita per valutare, perche' e che cosa accadde in quegli anni"

CICCHITO- "A parte il fatto che personalmente reputo un'assurdità il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e che mi auguro che la sentenza venga cambiata alla Cassazione tuttavia non si puo' fare a meno di rilevare che essa per un verso dichiaratamente smonta le tesi di Spatuzza sulla partecipazione di Dell'Utri alla trattativa e delude il procuratore generale Gatto che aveva puntato su un uso politico della giustizia sia per cio' che riguardava il passato, sia per cio' che riguarda il presente". Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che aggiunge: "Di conseguenza questa sentenza colpisce forzatamente Dell'Utri, al quale va la mia solidarieta', ma non ha la potenzialita' giuridica per poter aprire nel presente un attacco politico-giuridico alle nuove entita' politiche scese in campo dopo il 1994 e segnatamente a Forza Italia fondata da Berlusconi per coprire lo spazio politico di centro, rimasto vuoto in seguito alla distruzione per via giudiziaria della Dc, del Psi, dei partiti laici, e non certo per sollecitazione della mafia come il network giustizialista vorrebbe far credere per aprire una nuova stagione di guerra civile fredda. In ogni caso ci troviamo di fronte ad una situazione degradata: Forza Italia ieri, il Pdl oggi, sono il partito dei moderati e dei riformisti e, invece, bisogna battersi contro l'ennesima operazione di criminalizzazione del partito rappresentativo di tutta un'area politica e sociale, il che la dice lunga sulla qualita' politica di una parte della sinistra italiana"

GELMINI- "Marcello Dell'Utri è una persona perbene e ha tutta la mia solidarietà e quella dei tanti militanti che, in questi sedici anni, lo hanno conosciuto e apprezzato. Un uomo che, per sensibilita' e cultura personale, e' totalmente estraneo alle accuse che gli sono rivolte. Sono certa che nel terzo grado di giudizio riuscira' ad ottenere giustizia. Lo dice il ministro dell' Istruzione, Mariastella Gelmini, che aggiunge: "Il reato di concorso esterno in associazione mafiosa e' un'anomalia tutta italiana, spesso usato per processi di tipo politico in mancanza di prove. L'unico aspetto positivo, in questa giornata che comunque non ha fatto giustizia, e' la totale smentita del teorema secondo cui Forza Italia sarebbe stata un partito nato per assecondare gli interessi dei mafiosi. La sentenza di oggi ha respinto al mittente un'accusa assurda nei confronti di una forza nata nel 1994 come grande risposta popolare ad un modo vecchio di gestire la politica. Un partito che ha coinvolto milioni di italiani e ha infiammato i cuori di tanti giovani. Questo e' stata Forza Italia, questo sara' il Pdl".

ROTONDI- "La fiducia nella giustizia può nutrirsi anche dell'ultimo grado e sono certo che la Cassazione ripristinera' una lettura veritiera delle cose". Lo dice il ministro per l'Attuazione del programma di governo, Gianfranco Rotondi, sulla sentenza di condanna a Marcello Dell'Utri

BONDI-"A parte la profonda amarezza per la decisione dei giudici d'appello sul caso di Marcello Dell'Utri, l'unico commento positivo in questo momento e' la speranza che la Cassazione riaffermi che l'Italia e' la patria del diritto". Lo afferma il ministro dei beni culturali e coordinatore del PdL Sandro Bondi

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